Ronciglione – Sarà affidato domani l’incarico per l’autopsia sul corpo di Rossana Bramante, 79 anni, trovata morta in un congelatore domenica scorsa (fotocronaca – slide).
La donna, non vedente almeno dagli anni Ottanta, era avvolta in un telo di plastica dentro un sacco nero dell’immondizia quando l’amministratore di sostegno del fratello l’ha trovata aprendo il pozzetto, nel primo pomeriggio di domenica.
C’era un intero appartamento da svuotare. Ivo Bramante, ultraottantenne, pittore in pensione affetto da demenza senile, si trova da luglio in una casa di riposo. Aveva disdetto il contratto d’affitto dell’appartamento in via dell’ospedale consorziale 2, interno 2, dove lui e la sorella minore Rossana abitavano.
Non è chiaro per quanto tempo Rossana sia rimasta lì dentro da viva. Si parla di verifiche della polizia locale che già nel 2012 darebbero l’anziana per irreperibile. La procura farà anche questo: incrociare i dati ricavabili dall’autopsia sulla data della morte con i documenti che attestano quando, come e perché ci si è accorti che la signora, in quell’appartamento davanti all’ospedale, non c’era più. Una cronologia da ricostruire per intero: cos’è successo dopo il trasferimento da Castelnuovo di Porto (Roma) a Ronciglione? Nel 2009 Rossana era sicuramente viva: ha chiesto la residenza a Ronciglione, nell’appartamento in cui abitava col fratello, anche se nessuno dei condomini lo sapeva e il padrone di casa non l’aveva mai vista. Su cosa sia successo dal 2009 in poi è ancora giallo.
Il servizio di ieri sera di “Chi l’ha visto?” ha fatto luce più che altro sul passato della 79enne: fino al 2009 aveva vissuto a Castelnuovo di Porto con la madre. Lei usciva solo sul terrazzino di casa. In giro non si vedeva mai. Il fratello Ivo sì, ma non dava confidenza a nessuno. Due fratelli solitari. Lei costretta a casa dalla cecità. Lui dal carattere chiuso.
Il fascicolo aperto dalla procura è per occultamento di cadavere. Ipotesi di reato formulata a carico di Ivo Bramante. Ora come ora, soprattutto un’ipotesi di lavoro che è un punto di partenza: si presume che Rossana Bramante sia stata nascosta nel congelatore a pozzetto quando era già morta, forse per cause naturali.
L’autopsia farebbe cambiare scenario qualora emergessero lesioni interne (a livello superficiale non ce n’erano, almeno secondo i primi accertamenti) o cause diverse, riconducibili a una morte violenta. Soffocamento, per esempio. In ogni caso servirebbero non meno di due mesi per avere risposte certe, messe nero su bianco nella relazione del medico legale.
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