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Corte d'assise - Giallo di Ronciglione - Per la difesa, il fratello soffre di demenza cronica - Ma l'Inps è parte civile, perché ha continuato a riscuotere la pensione della vittima

Nasconde la sorella morta nel congelatore, okay alla perizia psichiatrica

di Silvana Cortignani
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Rossana Bramante

La vittima – Rossana Bramante

Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto

Il pm – Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto

L'avvocato Matteo Moriggi

La difesa – L’avvocato Matteo Moriggi

Ronciglione – Nasconde la sorella morta nel congelatore, okay alla perizia psichiatrica sul fratello. Nelle prossime settimane Ivo Bramante sarà visitato dal professor Giovanni Battista Traverso, lo psichiatra del delitto di Cogne. Un caso conclamato di demenza senile, per la difesa. Anche se riscuoteva la pensione della donna. 

E’ partito così, ieri. il processo all’ultraottantenne che ha continuato a riscuotere la pensione della sorella, morta di stenti secondo l’autopsia. Parte civile l’Inps, secondo cui avrebbe riscosso illecitamente oltre 60mila euro al posto della donna, vittima di abbandono.

Per questo il fratello, ormai 84enne e ricoverato da due anni a Villa Rosa, è stato rinviato a giudizio davanti alla corte d’assise presieduta dal giudice Gaetano Mautone, con le gravi accuse di di avere provocato la morte della donna in conseguenza di un altro reato, nella fattispecie l’abbandono di incapace, nonché di occultamento di cadavere e di truffa ai danni dello stato. 

Assente, per motivi di salute l’imputato,  c’era per lui l’avvocato Matteo Moriggi, che lo difende con il collega Marco Marcucci. A rappresentare l’accusa il sostituto procuratore Chiara Capezzuto. Non hanno risposto all’appello le uniche due parti offese, una lontana parente e la figlia dell’imputato, Manuela, che da anni vive a Miami, in Florida, negli Stati Uniti.

Il macabro ritrovamento del corpo di Rossana, una 75enne invalida non vedente, risale al 28 febbraio 2016, una domenica mattina, dopo il ricovero del fratello in una casa di riposo per sopravvenuti problemi di salute.  

L’amministratrice di sostegno dell’anziano, una giovane avvocatessa incinta, recatasi per fare l’inventario nell’abitazione al civico 24 di via dell’Ospedale Consorziale, a Ronciglione, dove si pensava Bramante vivesse da solo, aprendo il congelatore a pozzetto vide spuntare la mano di una donna, che per il resto era completamente avvolta nel ghiaccio.

I fratelli Bramante sono italo-libici, originari di Castelnuovo di Porto in provincia di Roma, ma nati a Tripoli. Poco si sa della sorella invalida, mentre Ivo, un pittore dotato di tratto fine, sarebbe vissuto d’arte, mantenendosi con la vendita dei suoi quadri, decine dei quali ritrovati nella casa di Ronciglione, tra cui diverse riproduzioni di opere di Modigliani, tele di notevole pregio, secondo gli esperti. 

Nessun dubbio che l’84enne soffra di demenza vascolare cronica. Per questo il difensore Moriggi ha chiesto in prima istanza che venisse dichiarata la nullità del decreto che dispone il giudizio e il rinvio degli atti al giudice per l’udienza preliminare.

“Nonostante i plurimi sospetti – ha detto il legale alla corte d’assise e alla pm, che ha preso solo di recente il caso – non è stata mai accolta la richiesta di incidente probatorio, fatta prima al  gip e poi al gup, né disposta una perizia psichiatrica super partes, per valutare la capacità di intendere e di volere al momento del fatto e la capacità di stare in giudizio di Bramante”.

L’anziano è gravato da serissime problematiche psichiatriche. L’avvocato Moriggi ha prodotto la nomina di un amministratore di sostegno da parte del giudice tutelare, non essendo in grado di provvedere alle sue ordinarie occupazioni, e tre certificati di medici operanti in strutture pubbliche in cui si parla di “marcato decadimento compatibile con demenza vascolare cronica” e “incapacità di vita autonoma”, con prescrizione di ricovero in clinica o comunque in una struttura adeguata.

“Ciononostante – ha rimarcato il legale – il gup ha detto che siccome Bramante era stato interrogato e aveva firmato la nomina di un difensore non servivano ulteriori accertamenti. Anche se la nomina del difensore è stata firmata non da lui, ma dall’amministratore di sostegno e alle domande ha risposto in maniera illogica”,

Pur concordando con il difensore, la pm Capezzuto ha invitato la corte d’assise a non far regredire il processo all’udienza preliminare: “Non servirebbe a imporre al gup, libero di decidere diversamente, di disporre una perizia. E comunque potrebbe comportare una situazione di stallo.Non sono contraria all’accertamento, ma che venga disposto in questa sede”. Così sarà.

Il prossimo 15 ottobre sarà conferito l’incarico al perito scelto dal tribunale, che al termine dell’udienza ha comunicato la decisione di nominare un luminare, il professor Giovanni Battista Traverso. 

Silvana Cortignani

 

 


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25 settembre, 2018

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