Viterbo – Un peso in meno. Ugo Gigli esce sollevato dall’aula numero uno del tribunale di Viterbo, dopo la sentenza di non luogo a procedere del gup Stefano Pepe. L’ex direttore dell’Ater doveva rispondere di tentato peculato, insieme a due dirigenti dell’ente di via Garbini, e di usurpazione di pubbliche funzioni.
“Da queste accuse, pretestuose, ero del tutto estraneo – dice Gigli -. Mi sono costate la serenità per un lungo periodo, sia per me che per la mia famiglia. Sono soddisfatto, perché sono stato trattato con rispetto ed eleganza da questa magistratura che ha uno stile invidiabile”.
Gigli è stato prosciolto dalle accuse di tentato peculato, di cui doveva rispondere insieme alle dirigenti Antonella Zei e Simona Laureti, e di usurpazione di pubbliche funzioni.
Quest’ultima accusa riguardava la revoca dell’incarico di Gigli da direttore dell’Ater, avvenuta a fine gennaio 2015. L’ex numero uno dell’ente di via Garbini era accusato di aver continuato a svolgere il suo incarico abusivamente, dopo la sua destituzione.
Il tentato peculato, invece, si riferiva al computer nell’ufficio di Gigli, che l’ex direttore ha sempre detto di aver pagato personalmente. Secondo l’accusa, invece, le dirigenti lo avrebbero aiutato ad appropriarsi di quel computer, “alle condizioni più favorevoli applicate alla pubblica amministrazione”, com’è scritto nell’avviso di chiusura delle indagini.
“La giustizia ha trionfato – commenta l’avvocato Enrico Valentini, difensore di Gigli -. Queste accuse non stavano in piedi. Per tutto questo tempo non solo abbiamo discusso del nulla, ma l’ex direttore è stato anche tritato mediaticamente. Finalmente siamo arrivati a sentenza con un proscioglimento”.
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