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Viterbo - Mammagialla Tempestivo l'intervento di un agente di polizia penitenziaria - Primi (Uspp): "Il carcere è al collasso, prima lo stato di agitazione poi una manifestazione"

Detenuto in coma farmacologico, salvato

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Danilo Primi dell'Uspp

Danilo Primi dell’Uspp

Il carcere di Mammagialla

Il carcere di Mammagialla

Viterbo – (p.p.) – Detenuto in coma farmacologico, salvato da  un agente penitenziario.

Ha probabilmente inalato dei farmaci ed è finito in coma farmacologico. Si tratta di un detenuto 18enne del carcere di Mammagialla, ristretto al reparto giudiziario.

E’ successo sabato sera, intorno alle 20,30.

Ad accorgersene, durante il giro di ispezione, un agente di polizia penitenziaria.

Subito il ragazzo è stato soccorso e trasportato all’ospedale Belcolle, dove è stato sottoposto alle cure del caso e salvato.

Danilo Primi non ha più parole per esprimere il suo disappunto.

“L’istituto – dice il consigliere nazionale Uspp – è allo sbaraglio e il personale non ce la fa più.

L’intervento del collega è stato provvidenziale e solo grazie a lui, il giovane detenuto si è potuto salvare. La carenza del personale è cronica e non si riesce ad andare avanti.

Solo su quel padiglione, di tre piani e sei sezioni detentive, ci sono 300 detenuti. I poliziotti in servizio erano due. Come si fa ad andare avanti in questo modo. Siamo al collasso”.

Primi è stufo anche di dover ribadire criticità ormai annose. “E’ eclatante che ci siano detenuti sempre più problematici, che assumono psicofarmaci e che dovrebbero essere sorvegliati in maniera speciale, è sempre più stranieri. Le cose, nell’istituto non cambiano, anzi non fanno che peggiorare le condizioni di lavoro degli agenti.

Agenti che, invece, non si tirano mai indietro. C’è addirittura chi si riposa tre ore dopo una giornata di lavoro e poi ricomincia. Un personale che va elogiato per l’attaccamento alla professione e senza il quale non si potrebbe andare avanti”.

Primi attacca: “Possibile che il comandante e il direttore del carcere non si accorgano di questa situazione. L’amministrazione è consapevole degli episodi che si susseguono a Viterbo? Non meno di una settimana fa, un detenuto è finito in prognosi riservata dopo una rissa. Episodi che si ripetono con sempre più frequenza mettendo a rischio chi lavora”.

Primi è sul piede di guerra: “Come Uspp, nelle prossime ore, avvierò lo stato di agitazione e se, non avrò risposte dalle amministrazioni centrale e locale entro una decina di giorni, farò una manifestazione fuori dal carcere.

Non credo ci sia volontà di risolvere le situazioni. Prendessero provvedimenti perché in ballo c’è la sicurezza, e non solo delle carceri, ma anche dei territori. Ho 31 anni di servizio – conclude – e non mi è mai capitato vedere e vivere situazioni del genere”.


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7 novembre, 2016

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