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Ospedale di Belcolle - L'avvocato della Asl, Elaine Bolognini, spiega il provvedimento preso nei confronti della dirigente di medicina trasfusionale Tiziana Riscaldati - Dopo Barbara d'Urso anche la Vita in diretta si occupa dei furbetti del cartellino
I furbetti della Asl di Viterbo su Rai 1 – L’avvocato della Asl Elaine Bolognini
I furbetti della Asl di Viterbo su Rai 1 – L’avvocato della Asl Elaine Bolognini intervistata da Mara Pannone
I furbetti della Asl di Viterbo su Rai 1
I furbetti della Asl di Viterbo su Rai 1 – Il comandante della Finanza Giosuè Colella
I furbetti della Asl di Viterbo su Rai 1
I furbetti della Asl di Viterbo su Rai 1 – La giornalista Mara Pannone a Belcolle
Viterbo – La Asl l’ha sospesa ma Tiziana Riscaldati, primario di medicina trasfusionale, continua a percepire lo stipendio. Pieno. “La legge – spiega l’avvocato dell’azienda sanitaria viterbese, Elaine Bolognini – non prevede la decurtazione della retribuzione in caso di sospensione cautelativa. Questa è una misura che viene adottata in attesta che l’ufficio procedimenti disciplinari adotti i provvedimenti e le sanzioni che ritiene opportune”. Tempo massimo 120 giorni, quattro mesi.
Riscaldati, sessant’anni, è accusata di truffa per essersi procurata “un ingiusto profitto” pari a centinaia di migliaia di euro. Sospesa e quindi costretta a rimanere a casa, continua però a percepire pienamente lo stipendio. Il sogno di tutti i lavoratori…
Senza retribuzione invece l’infermiera Stefania Gemini, addetta alla predisposizione della liquidazione del centro trasfusionale dell’ospedale di Belcolle. “Lo ha stabilito il giudice che ha deciso la sospensione”, spiega l’avvocato Bolognini. Per gli altri ventuno indagati l’Asl ha inviato “la lettera di contestazione dell’addebito”, come sottolinea il legale alle telecamere di Rai 1.
Dopo Barbara d’Urso e il suo Domenica Live, anche Marco Liorni e Cristina Parodi della Vita in diretta si sono occupati dei furbetti della Asl di Viterbo, i ventitré medici e infermieri coinvolti nell’indagine della Guardia di finanza, coordinata dalla pm Paola Conti.
In quasi venti minuti la giornalista Mara Pannone condensa la cronaca dell’operazione, le reazioni di chi lavora all’ospedale di Belcolle e il commento del comandante della Finanza Giosuè Colella. Dodici dei ventitré indagati, con il trucchetto delle trasfusioni a domicilio, avrebbero anche gonfiato i propri stipendi per un importo complessivo di un milione e 300mila euro. “Per alcuni pazienti – spiega il colonnello Colella – veniva raddoppiato o triplicato il numero di sacche di sangue, così i medici e gli infermieri chiedevano i rimborsi per un importo maggiore. Inoltre risultavano aver fatto trasfusioni anche quando non erano al lavoro, pure mentre erano in ferie”.
Sospese Riscaldati e Gemini, gli altri ventuno medici e infermieri indagati sono ancora al lavoro. Ma che atteggiamento hanno dopo questi scandali? “Normale – dice un collega -, ieri abbiamo preso il caffè insieme. Ma se ne devono andare a casa”.