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Aggressione a Valle Faul - Racconti contraddittori dei testimoni dell'accusa al processo al 24enne accusato di aver fracassato la mandibola a un coetaneo

“Non ho visto Battaglia sferrare il pugno”

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Sabato Louis Francesco Battaglia

Sabato Louis Francesco Battaglia

Viterbo – “Non ho visto Battaglia sferrare il pugno”, così ieri l’ultima testimone dell’accusa. Non sarà invece sentito Sabato Battaglia nel processo in cui è imputato di lesioni personali aggravate. Avrebbe fracassato con un pugno la mandibola di un 19enne all’esterno di un locale di Valle Faul la sera del 10 giugno 2012. Il 24enne, detenuto in una località segreta in quanto figlio di un pentito, sta scontando una condanna a 12 anni per l’omicidio di Federico Venzi, il 44enne morto dopo aver ricevuto due pugni da Battaglia nei pressi della rotatoria dell’Ipercoop all’alba del 29 settembre 2015.

Ieri, se avesse voluto, Battaglia avrebbe potuto farsi interrogare o rilasciare spontanee dichiarazioni. Ma non si è presentato. Il giovane non ha preso parte nemmeno a un’udienza del processo, ripreso davanti al giudice Silvia Mattei con l’ascolto dell’ultima testimone dell’accusa, una delle liceali che avevano preso parte alla festa finita con l’aggressione di due compagni. Il primo messo all’angolo e colpito con calci e pugni da Battaglia, col fratello e un amico, entrambi minorenni. Il secondo, che si è costituito parte civile, colpito da un pugno in faccia, secondo l’accusa da Battaglia.

Ed è proprio sull’identificazione di Sabato Battaglia che sembra destinata a giocarsi l’assoluzione o la condanna. “Ho visto il pugno, ma non chi l’ha sferrato. Che era stato lui me l’ha detto un’amica che stava con noi”, ha detto la testimone sentita ieri. La sua attendibilità è stata però prontamente minata dal difensore, l’avvocato Antonella Durano. “L’amica che lei dice – ha fatto notare alla teste – la volta scorsa ha detto che era stata lei a vedere Sabato Battaglia sferrare il pugno”. Una soltanto si è detta sicura: “E’ stato lui a sferrare il pugno”.

Restano da ascoltare i testimoni della difesa, due soli, il fratello dell’imputato e il terzo giovane coinvolto nell’aggressione, all’epoca minorenni. Essendo stati indagati per gli stessi fatti, dovranno essere sentiti con l’assistenza di un difensore. Prossima udienza ad aprile. 


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9 febbraio, 2017

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