Viterbo -Nuova condanna a due anni e mezzo per Sabato Battaglia, il 24enne che ha patteggiato in appello nove anni e mezzo per l’omicidio del Riello.
Questo pomeriggio il giudice Silvia Mattei lo ha condannato in primo grado a due anni e mezzo per lesioni personali aggravate, per avere fracassato con un pugno la mandibola di un 19enne all’esterno di un locale di Valle Faul la sera del 10 giugno 2012.
Il pm aveva chiesto otto mesi.
Tre anni prima del delitto del Riello, secondo l’accusa, gli era già bastato un solo pugno al volto, sferrato alle spalle, per scaraventare il 19enne, uno studente che stava festeggiando con alcuni compagni la fine dell’anno scolastico, addosso a un muretto e fracassargli la mandibola con una prognosi di tre mesi.
Il pm aveva chiesto soltanto otto mesi, ma il giudice Mattei ha inflitto all’imputato la ben più pesante condanna a due anni e sei mesi di reclusione, senza il beneficio della sospensione della pena.
Soddisfatto l’avvocato di parte civile, Paolo Casini, che ha ottenuto una provvisionale di 5mila euro a favore della vittima, come anticipo di un più cospicuo risarcimento da quantificare in sede civile: “Non per me, ma per il mio assistito, che ha veramente rischiato grosso senza avere fatto niente”.
Tre anni prima del delitto del Riello, dunque, a Sabato Battaglia sarebbe già bastato un solo pugno al volto, sferrato alle spalle, per scaraventare la vittima addosso a un muretto e fracassargli la mandibola con una prognosi di tre mesi. Non era da solo, ma con due ragazzi non ancora diciottenni, finiti davanti al tribunale per i minori per lesioni personali aggravate in concorso.
Battaglia, nel luglio 2016, è stato condannato in primo grado a 12 anni per omicidio volontario, con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato, per avere provocato la morte del 44enne Federico Venzi con due violenti pugni al volto, sferrati all’alba del 29 settembre 2015 dopo una diverbio nei pressi della rotatoria dell’Ipercoop.
Il processo che si è chiuso oggi, invece, nonostante i fatti siano precedenti, si è aperto successivamente a quella condanna, il 19 ottobre 2016, davanti al giudice Silvia Mattei.
La sera del 10 giugno 2012, a Valle Faul, Sabato Battaglia, il fratello e un amico avrebbero aggredito il coetaneo che insieme ad alcuni amici stava uscendo dalla pizzeria Bella Galiana dopo la festa di fine liceo. Dopo averlo accerchiato, avrebbero cominciato a colpirlo con calci e pugni.
A farne le spese un 19enne della stessa comitiva, Dario Lorenzini, colpito da Battaglia solo per aver detto “Basta, lasciatelo stare”. Il giovane, che si è costituito parte civile, ha raccontato in aula quei drammatici momenti: “All’improvviso, mi è arrivato un pugno da dietro. E dietro c’erano Battaglia e il fratello. Mi sono toccato e ho sentito che la mandibola era fuori sede, allora l’ho rimessa a posto con le mani, provando un dolore tremendo, mentre scendevo di corsa verso Porta di Valle, impaurito e tenendomi il volto”.
Un’azione fulminea. Solo dopo il ricovero a Belcolle, avrebbe saputo che a colpirlo era stato Sabato Battaglia.
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