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Viterbo - Dopo la cena del centrodestra l'esponente FI è certo: andranno tutti insieme - Sulla sua candidatura a sindaco: "Solo voci"

Giovanni Arena aggiunge posti a tavola, per Rossi, Marini e Fusco…

di Giuseppe Ferlicca
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Giovanni Arena e Dario Bacocco

Giovanni Arena e Dario Bacocco

Giovanni Arena

Giovanni Arena

Giovanni Arena

Giovanni Arena

Viterbo - La cena del centrodestra

Viterbo – La cena del centrodestra

Viterbo – “All’inizio si parla con tutti”. Poi si vede. Cena del centrodestra, Giovanni Arena (FI) prova a placare gli animi. E risponde a distanza a chi, come Umberto Fusco (Noi con Salvini), allo stesso tavolo di Viva Viterbo non vuole sedersi. No a chi ha governato con Michelini. Arena è certo di riuscire a recuperare Giulio Marini, stesso partito, ma attualmente distante e frena chi lo indica come possibile candidato sindaco. Troppo presto.

Una cena che ha fatto molto discutere. Com’è nata l’idea?
“Si tratta di un punto di partenza – spiega Arena – un incontro per cominciare a vedersi”.

Ma c’è chi come Umberto Fusco (Noi con Salvini), vostro alleato, non l’ha presa benissimo. Con Viva Viterbo non vuole avere nulla a che fare e il movimento di Filippo Rossi era tra i commensali. Sarà un problema?
“All’inizio si deve parlare con tutti. Ho letto di Fusco, ma nella fase iniziale è doveroso ascoltare tutti. Porre subito i veti mi pare riduttivo. Soprattutto se vogliamo allargare la coalizione”.

A rischio di mettere insieme realtà che difficilmente possono convivere?
“Questo no. Io non arrivo a dire tanto. Sostengo solo che la fase di dialogo all’inizio è necessaria. Per gettare le basi. Poi si vede. Andando avanti si comprendono meglio le esigenze di ognuno e le possibili unità d’intenti”.

Su Viva Viterbo, quindi, nessuna preclusione, nonostante abbia fatto parte della maggioranza di centrosinistra per oltre quattro anni?
“Ne sono usciti e nel momento in cui si andrà a votare sarà passato un anno e mezzo. Le situazioni cambiano, ma quello che conta veramente è lavorare a un programma comune. Certo, io non voglio parlare per conto d’altri. Ma essere aperti e avere un dialogo mi pare una buona base. Poi si vedrà. Comunque, mi pare che il gruppo da tempo sia su posizioni critiche rispetto all’amministrazione comunale”.

Porte aperte a Viva Viterbo e pure a Fusco e Noi con Salvini?
“Certo. Nel massimo rispetto delle scelte che ognuno, Noi con Salvini compreso, vorrà prendere. Capisco anche, come possa esserci la volontà d’andare da soli, il volersi contare. Ma io mi auguro che io non sia così. Auspico che si arrivi a una convergenza su un esponente comune quale candidato sindaco. La volta scorsa il centrodestra si è diviso in mille rivoli e i risultati si sono visti”.

Due competitor, Santucci (Fondazione) e Rossi (Viva Viterbo) al tavolo si sono seduti. Un buon inizio?
“Erano tutti e due candidati sindaco. Lo scopo dell’essersi incontrati è questo, convergere in un unico obiettivo. Certo, non nascondo che la strada è lunga. Ma c’è tempo per chiarire le posizioni, però lo ripeto: il volersi confrontare non è un punto di debolezza, semmai di maturità”.

Come vede il centrodestra a Viterbo e nella Tuscia?
“Ci sono segnali di ripresa, li abbiamo visti alle ultime comunali, con la vittoria di Tarquinia e in altri centri. Una bella boccata d’ossigeno. Per questo penso che andando uniti non ce n’è per nessuno. Spero ci si possa arrivare, io ne sono convinto. Facendo scemare i personalismi a favore di un lavoro di squadra. Non dimentichiamoci che oltre alle comunali ci saranno regionali e politiche nel 2018. Ecco perché dobbiamo essere bravi noi nel prendere in mano la situazione. Se dovessimo perdere ai prossimi appuntamenti elettorali, dipenderà solo da noi. Non da altri. Per questo, lo ripeto, vanno superate difficoltà e antipatie a livello personale”.

Qualche problema ce l’ha pure in casa, come coordinatore comunale di Forza Italia. Giulio Marini. Pensa di riuscire a recuperarlo?
“Ne sono convinto. Marini è di Forza Italia e il dialogo non si è mai interrotto. A volte i punti di vista sono divergenti, ma mi auguro che all’interno di Forza Italia si ritrovino tutti quelli che hanno contribuito alla crescita del partito. Da Marini, a chi ha condiviso esperienze amministrative. Ex consiglieri che si sono allontanati, recuperando il nucleo del movimento. Così da non scoraggiare anche tanti giovani che si avvicinano e che vorrebbero trovare un clima sereno, fatto di responsabilità. Non dando l’idea di una compagine litigiosa. Così rischiamo d’allontanare, piuttosto che avvicinare”.

Che effetto le fa essere tirato in ballo come possibile candidato sindaco della futura coalizione?
“Ormai stiamo entrando in agosto, mi rendo conto che non ci sono grandi argomenti di cui occuparsi. Direi che siamo a livello di chiacchiere in libertà. Potrei essere un candidato, ma ormai ho un minimo d’esperienza per capire che le priorità sono programma e squadra. E il candidato sindaco si può trovare anche l’ultima settimana. Sono responsabile del principale partito, con esperienza, quindi è scontato che si faccia il mio nome. Ma è un qualcosa che non ha riscontro”.

Non negherà che però le faccia piacere.
“Certo, mi fa piacere, la prendo come una dimostrazione di stima da parte della gente nei miei confronti. Ma anche per rispetto nei confronti degli altri partiti e dei colleghi con i quali condividere un progetto, mi pare tutto prematuro. Può farmi piacere che la gente m’incoraggi. Ma finisce lì”.


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31 luglio, 2017

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