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Aggressione di via Valle Piatta - Con l'obbligo di firma - Il gip di Viterbo ha accolto la richiesta delle difese

Giovane preso a calci e pugni, gli arrestati tornano liberi

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Davide Randisi, Raffaele Laureti, Andrea Rossi e Federico Alfonsini

Davide Randisi, Raffaele Laureti, Andrea Rossi e Federico Alfonsini

Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo - Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Branco massacra giovane nel centro storico

Viterbo – Reclusi in casa per due mesi e mezzo. 
Davide Randisi, Raffaele Laureti, Andrea Rossi e Federico Alfonsini sono tornati liberi. Sono i quattro viterbesi accusati di aver malmenato un giovane studente con calci, pugni e cinghiate in via Valle Piatta, nel centro storico del capoluogo.

A revocargli i domiciliari, su richiesta dei rispettivi difensori, è stato il gip Francesco Rigato. Secondo il giudice del tribunale di Viterbo non c’erano più i presupposti per la misura cautelare. Per loro, ora, solo l’obbligo di firma.

L’inchiesta, ormai chiusa dalla procura, potrebbe approdare in tribunale a fine novembre, dopo che il gip ha accolto la richiesta di giudizio immediato del pm Fabrizio Tucci. Per Randisi, Laureti, Rossi e Alfonsini sarà processo lampo, ovvero senza udienza preliminare. Ma i quattro hanno ancora qualche giorno di tempo per decidere se procedere con il rito ordinario, e aspettare l’udienza di novembre, o chiedere il giudizio abbreviato o il patteggiamento. Riti alternativi che gli consentiranno di essere processati a porte chiuse e, in caso di condanna, di usufruire dello sconto di un terzo della pena.

L’aggressione di cui i quattro sono accusati è avvenuta alle 2,41 del 25 febbraio, sabato di Carnevale. Per gli inquirenti, è l’epilogo di una rissa che sarebbe esplosa all’esterno di un locale di via del Ganfione, dove nove giovanissimi avrebbero tentato di entrare. Si stavano festeggiando tre lauree. Party privati, a cui al gruppo sarebbe stato negato l’accesso.

Nella rissa una ragazza, che sarebbe arrivata con i presunti aggressori, avrebbe sferrato un cazzotto contro una delle festeggiate. Non ha partecipato all’aggressione, ma quel pugno le è costato una denuncia, dopo essere stata querelata dalla sua vittima. Poi l’aggressione dello studente, in via Valle Piatta. Per la vittima trenta giorni di prognosi, poi saliti a cinquanta.


Il video dell’aggressione



Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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3 settembre, 2017

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