Viterbo – Davide Randisi, Raffaele Laureti, Andrea Rossi e Federico Alfonsini in procura.
I quattro arrestati per lesioni gravissime in concorso dopo il feroce massacro del 25 febbraio scorso in pieno centro storico ai danni di uno studente universitario, sono comparsi questa mattina davanti al gip Savina Poli per gli interrogatori di garanzia.
Video: I filmati della brutale aggressione – Gli inquirenti: “Un pestaggio di una ferocia inaudita”
I quattro giovani – hanno tra i 19 e 26 anni – sono stati accompagnati negli uffici di via Falcone e Borsellino dai rispettivi difensori. E’ il sostituto procuratore Fabrizio Tucci, il titolare delle indagini condotte dagli agenti della Digos di Monia Morelli.
Il pestaggio, di una “ferocia inaudita”, come lo hanno definito gli inquirenti, poco dopo le 2.40, in via Valle Piatta. Vittima, uno studente universitario di 25 anni. “Lo hanno riempito di calci e pugni, in pieno volto e all’addome. Ripetutamente – ha spiegato Morelli -. Esanime e in un lago di sangue hanno continuato a pestarlo, con il tergicristalli di un’auto e con una cintura”.
Gli aggressori erano almeno in nove. E grazie alle telecamere di sorveglianza di un’abitazione, i poliziotti della questura di Viterbo sono riuscirti a identificarne sei. Quattro sono finiti ai domiciliari e due sono indagati a piede libero.
Per la dirigente della Digos Morelli, i motivi del pestaggio sarebbero “futili”. E al termine delle indagini sarebbe stato “escluso il movente politico, inizialmente ipotizzato”. E’ la notte tra venerdì 24 e sabato 25 febbraio. Sono le 2,41 quando gli aggressori iniziano a massacrare di calci, pugni e cinghiate il 25enne. A raffica, e per un interminabile minuto. Lo lasciano a terra, esanime e in un lago di sangue. Poi scappano.
Poco prima ci sarebbe stata una lite nei pressi di un locale in via del Ganfione, dove il branco avrebbe cercato di entrare. A tutti i costi. Un centinaio di ragazzi, che stavano festeggiando tre lauree durante il Carnevale, gliel’avrebbe però impedito. Da qui il pestaggio.
La vittima è finita in ospedale, piena di lividi, il naso rotto e un trauma cranico. Ne ha avuto per cinquanta giorni.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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