Viterbo – (g.f.) – Previsioni rispettate. Il centrosinistra (Pd e Mo.Ri.) si conferma in provincia. Nelle elezioni di secondo livello, dove gli elettori sono eletti (sindaci e consiglieri), Pietro Nocchi è il nuovo presidente con il 57,93% delle preferenze, mentre Paolo Equitani (Centrodestra e civici uniti) arriva al 42,07%.
Nocchi ha ottenuto 366 voti contro i 249 di Equitani. Il che equivale a dire, in base al voto ponderato, che assegna un peso diverso a ciascun elettore in base alla popolazione del comune d’appartenenza, 503,97 a Nocchi e 366,01 a Equitani.
Rispettati i pronostici pure sulla composizione del consiglio provinciale: sei al Partito democratico, quattro al centrodestra e due a Moderati e Riformisti.
Nel Partito democratico, il più votato è Maurizio Palozzi, con 81,48 voti ponderati. Subito dopo na abbastanza distanziato, Francesco Serra, con 58,17, quindi Aldo Fabbrini (56,71), Eugenio Stelliferi (54,13), Gianluca Angelelli (46,64), Carlo Postiglioni (41,39).
Nel Pd non ce la fanno Lina Novelli che arriva settima, Elena Tolomei, ottava, quindi Giuseppe Mottura, nono.
Per Moderati e Riformisti, passano Livio Treta, una riconferma e il sindaco di Montefiascone Massimo Paolini.
Sul fronte opposto, nel centrodestra, arrivano a palazzo Gentili Pietro Mencarini, neo eletto primo cittadino a Tarquinia e il più votato fra i quattro, seguito da Gianluca Grancini. Il terzo è Alessandro Romoli, quindi Elpidio Micci, altra riconferma.
Non ce l’ha fatta, invece, Guido Cianti, quinto. E non ce la fa nemmeno una donna fra quelle candidate. Il rosa non abita a via Saffi.
Per determinare il voto ponderato, i comuni sono stati suddivisi in cinque fasce, in base alla popolazione. Pietro Nocchi, neo presidente, è risultato sempre davanti al suo rivale Paolo Equitani. Unica eccezione, il gruppo di centri con popolazione fra 10mila e 30mila abitanti. Qui il candidato di centrodestra ha superato il vincitore di tre preferenze: 28 a 31.
Sul perché, Livio Treta, favorito per la nomina di vice presidente a palazzo Gentili in base all’accordo raggiunto fra Mo.Ri. e Pd, un’idea se l’è fatta.
“In quella fascia – spiega Treta – abbiamo notato un certo mal di pancia da parte di singoli, in realtà come Vetralla e Civita Castellana. Si vede dalla tendenza del tipo di voto d’alcuni in maggioranza, a votare per il presidente”.
Il voto nel comune capoluogo, invece, vede Pietro Nocchi ottenere 18 preferenze. In pratica, ha votato compatta tutta la maggioranza per il sindaco di Capranica, diciassette consiglieri e il primo cittadino Leonardo Michelini. Mentre Paolo Equitani ottiene 13 preferenze.
Pure in questo caso, il numero coincide con il raggruppamento all’opposizione a palazzo dei Priori, considerando che in due, Gianluca Grancini (M5s) e Chiara Frontini (Viterbo 2020) non hanno partecipato.
Sui consiglieri provinciali, al Pd da Viterbo sono andati 14 voti, 7 a Serra, 5 a Fabbrini, 2 a Palozzi. Moderati e Riformisti, sei per Livio Treta e il centrodestra ha ottenuto tre voti ciascuno per Micci e Grancini, due per Mencarini e Cianti e uno per Romoli.
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