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Viterbo - La giovane, all'epoca 16enne, è diventata nel frattempo maggiorenne: "Può testimoniare in aula" - Imputato un ventunenne

Stalking all’ex fidanzatina, la difesa chiede di sentire la vittima

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

 

L'avvocato Matteo Moriggi

Il difensore Matteo Moriggi

 

La pm Chiara Capezzuto

La pm Chiara Capezzuto

Viterbo – (sil.co.) – Accusato di stalking, lesioni e violenza sessuale dall’ex fidanzatina, all’epoca sedicenne, un viterbese di appena 21 anni finisce sotto processo davanti al collegio. Ieri la prima udienza.

All’inizio la giovane avrebbe denunciato ripetuti episodi di rapporti sessuali completi estorti con la forza, diventati poi soltanto un bacio.

Una ragione in più per cui il difensore Matteo Moriggi insiste nel chiedere che l’imputato venga giudicato col rito abbreviato condizionato all’ascolto della presunta vittima. “Adesso è maggiorenne, può testimoniare”, ha sottolineato il legale.

Una richiesta già avanzata in sede di udienza preliminare, ma rigettata dal gup, perché la versione della ragazza è stata già cristallizzata ai tempi della denuncia tramite l’incidente probatorio, cui di solito vengono sottoposti i minori per evitare loro il trauma di dover testimoniare in aula, magari dopo anni. 

I fatti, in questo caso, sarebbero avvenuti tra il 2014 e il 2015 quando, dopo la fine della relazione, il ragazzo avrebbe cominciato a comportarsi in maniera ossessiva, diventando manesco e sempre più aggressivo, alternando vessazioni e richieste di perdono, tra schiaffi, piazzate in pubblico e scenate di gelosia. 

“Si è trattato di un incidente probatorio parziale, senza che sia stata disposta una perizia clinica sull’attendibilità della presunta vittima – ha sottolineato Moriggi – dal quale sono emersi serissimi dubbi sulla credibilità della stessa, passata dal raccontare ripetute violenze sessuali a un solo bacio”.

E ancora: “E’ mancato il contraddittorio, con relativa violazione dei diritti della difesa – ha proseguito il legale – dal momento che sì, è vero, il giudice per le indagini preliminari ha consentito alla difesa di presentare un’ampia lista di domande, peccato che la gran parte non sia stata ammessa”.

Alla richiesta di rito abbreviato condizionato all’audizione della vittima, che permetterebbe all’imputato lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna, si è opposta la pm Chiara Capezzuto, titolare dell’inchiesta, che a suo tempo chiese l’incidente probatorio.

Il collegio, dopo una breve camera di consiglio, ha disposto l’acquisizione del fascicolo delle indagini preliminari per verificare il precedente rigetto della richiesta di rito alternativo avanzata dalla difesa e sospendendo ogni valutazione fino all’udienza del 2 maggio 2018. 


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6 dicembre, 2017

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