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Tribunale - Non sarà invece sentita in aula la ragazza, per il collegio basta l'incidente probatorio - Imputato un 22enne viterbese

Violenza sull’ex fidanzatina, parla un’amica di famiglia della vittima

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La pm Chiara Capezzuto

La pm Chiara Capezzuto 

L'avvocato Matteo Moriggi

L’avvocato Matteo Moriggi

Viterbo – Accusato di stalking, lesioni e violenza sessuale dall’ex fidanzatina, all’epoca sedicenne, un 22enne viterbese è sotto processo davanti al collegio, ma nonostante il doppio no all’audizione della vittima la difesa promette battaglia. Sarà sentita a prova contraria un’amica dei genitori. 

L’avvocato Matteo Moriggi, che assiste l’imputato, oggi, udienza di ammissione prove, è tornato alla carica, insistendo per il rito alternativo dell’abbreviato, condizionato all’audizione della presunta vittima, le cui dichiarazioni furono cristallizzate nell’incidente probatorio, diventata nel frattempo maggiorenne quindi, secondo la difesa, in grado di testimoniare. La richiesta era stata già rigettata dal gup in udienza preliminare. 

Per il 22enne è arrivato un altro no, stavolta dal presidente del collegio Gaetano Mautone, che ha sottolineato come tra gli intenti dell’incidente probatorio ci sia proprio quello di evitare a minori vittime di reati di dover deporre in aula ad anni di distanza. Concorde la pm Chiara Capezzuto.

Ma il legale non si è arreso, inserendo il nome della parte offesa nella lista testi della difesa. Nuovo no del collegio, che però ha accolto una ulteriore richiesta del difensore, ovvero l’inserimento nella sua lista di un’amica di famiglia dei genitori della presunta vittima come testimone a prova contraria: “Potrà essere utile a chiarire le dinamiche interne alla famiglia della ragazza”.

All’inizio la giovane avrebbe denunciato ripetuti episodi di rapporti sessuali completi estorti con la forza. Al termine dell’incidente probatorio, durato due ore, il 26 ottobrte 2015, secondo la difesa il quadro ne sarebbe uscito molto ridimensionato. In particolare per quanto riguarda le violenze sessuali, sarebbero state tentate e non consumate, ad eccezione parrebbe di un caso. Per questo Moriggi aveva già chiesto il rito abbreviato condizionato ad ascoltare nuovamente l’ex fidanzatina in sede di udienza preliminare. 

I fatti sarebbero avvenuti tra il 2014 e il 2015 quando, dopo la fine della relazione, il ragazzo avrebbe cominciato a comportarsi in maniera ossessiva, diventando manesco e sempre più aggressivo, alternando vessazioni e richieste di perdono, tra schiaffi, piazzate in pubblico e scenate di gelosia. 

La vittima sarebbe stata picchiata più volte e anche violentata. L’ex l’avrebbe presa per i capelli, sbattuta addosso a una macchina, rinchiusa nell’androne del suo palazzo. Fino a quando, dopo due anni di calvario, lei, costretta a rivolgersi alle cure di uno psicologo, non si è decisa a denunciarlo. 

I primi testimoni dell’accusa, ad eccezione dunque della vittima, saranno sentiti in aula il prossimo 7 novembre. 

Silvana Cortignani

 


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4 luglio, 2018

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