Viterbo – La mostra è pronta. Questa mattina ancora qualche piccola accortezza. Ecco i tesori della tomba di Tutankhamon esposti in copia nelle sale di Palazzo dei Papi a Viterbo. Oggi pomeriggio l’inaugurazione.
Multimedia: I tesori della tomba di Tutankhamon – Video
Dal sepolcro alla maschera che ha reso celebre il faraone più famoso d’Egitto, morto all’età di 18 anni. Sovrano della XVIII dinastia, salì al trono a soli 9 anni. Morì probabilmente per una malattia che in vita l’avrebbe costretto anche a muoversi con un bastone.
La mostra, aperta al pubblico da domani e fino al 28 ottobre, è stata organizzata dalla Fondazione Caffeina e dalla Società italiana di beneficienza in collaborazione con la diocesi della città dei Papi e le ambasciate d’Italia in Egitto e d’Egitto in Italia.
“Abbiamo voluto ricreare la camera sepolcrale completa dei suoi affreschi – ha detto l’architetto della mostra Alessandro Scorza – Abbiamo ricreato la sala in scala uno a uno. Il percorso mostra quasi tutti gli oggetti presenti all’interno della tomba, dal carro alla maschera dorata”.
La sepoltura venne scoperta dall’archeologo Howard Carter il 4 novembre 1922, grazie alle sovvenzioni di lord Carnarvon. Alla tomba si accede tramite una scalinata composta da 16 gradini che a sua volta porta a un corridoio in discesa che conduce in una sala rettangolare, la cosiddetta “anticamera” da cui muove l’accesso alla camera funeraria.
“L’obiettivo della mostra – ha aggiunto Scorza – è stato quello di realizzare un percorso-viaggio in cui gli elementi vengono esposti in ordine cronologico. Si parte dall’età pre-dinastica fino ad arrivare al periodo islamico. Tutto questo per creare una narrazione continua della storia dell’Egitto. Il tutto, allestendo delle pareti nere in modo da esaltare gli oggetti esposti”.
La maschera funeraria di Tutankhamon venne invece portata alla luce il 25 ottobre 1925, tre anni dopo la scoperta della tomba. È in oro massiccio, lapislazzuli e paste vitree, e riproduce le fattezze del giovane faraone. Tutankhamon indossa il nemes. Sulla fronte le due dee protettrici dell’alto e basso Egitto, Nekhbet l’avvoltoio e Uto il cobra. Gli occhi sono in quarzo e ossidiana, mentre sopracciglia e trucco sono realizzati in lapislazzuli.
“È stato il più importante ritrovamento della storia – spiega il direttore generale dell’antica replica egiziana Amr El Tìebì – Nella tomba sono state trovate più di 4.500 monete d’oro. Sono stati ritrovati intatti anche alcuni tessuti appartenenti alla famiglia reale. Tessuti fatti di oro e diamanti preziosi. La tomba di Tutankhamon è indubbiamente la più importante tomba di tutta la storia dell’Egitto, perché quando è stata scoperta nessun altro c’aveva mai messo piede prima. Un patrimonio unico nella storia dell’umanità”.
Daniele Camilli
La squadra di scavo che riportò alla luce la tomba di Tutankhamon
Lord Carnarvon (1866-1923), finanziatore degli scavi.
Howard Carter (1874-1939), archeologo e direttore dei lavori.
Arthur Callender (….-1936), ingegnere e architetto.
Arthur Cruttenden Mace (1874-1928), già assistente curatore presso il Metropolitan Museum of Art di New York e braccio destro di Carter.
Alfred Lucas (1867-1945), chimico.
Henry Burton (1879-1940), fotografo.
Percy Newberry (1869-1949), egittologo e botanico.
Alan Gardiner (1879-1963), egittologo filologo.
James Henry Breasted (1865-1935), egittologo, storico di arte orientale.
Walter Hauser (1893-1959), architetto e disegnatore.
Lindsley Foote Hall (1883-1969), disegnatore.
Richard Adamson, sergente di polizia per la sicurezza del cantiere di scavo.
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