Viterbo – Zahi Hawass è uno degli archeologi ed egittologi più famosi e importanti al mondo. Stasera (ore 21, cortile di palazzo dei Priori) sarà ospite di Caffeina Festival per parlare di piramidi, mummie e Tutankhamon. E al sovrano egizio, dal primo luglio al 28 ottobre, sarà dedicata anche una mostra in cui verrà esposta la copia perfetta del suo intero tesoro, con la celebre maschera d’oro. Un evento che non ha precedenti in Italia, e che avrà palazzo dei Papi come location.
Hawass, chi era realmente Tutankhamon?
“Tutankhamon era un ragazzo diventato faraone molto giovane. Con delle tac e attraverso l’analisi del dna abbiamo ricostruito la sua genealogia. Ora sto cercando la mummia di sua moglie. Nella tomba numero venticinque ne abbiamo trovata una senza testa, e quella mummia potrebbe appartenere proprio a sua moglie. Ma potrebbe essere sepolta anche nella tomba del faraone che ha sposato dopo la morte di Tutankhamon. A settembre continuerò i miei studi”.
Tutankhamon, nonostante sia morto giovanissimo, è divenuto la quintessenza dell’Egitto-mania. Perché?
“Perché la sua è l’unica tomba trovata intatta. Perché le leggende sulla maledizione di quella tomba sono tantissime. Perché Tutankhamon fa venire in mente magia, fascino e avventura. Ma anche oro e argento. Tutankhamon è il faraone d’oro”.
Secondo molti, la morte di Tutankhamon sarebbe stata violenta. Ma lei, nel 2005, ha costituito una commissione di studio per indagare sulle cause del decesso del sovrano. Quali sono stati i risultati?
“Per anni si è pensato che Tutankhamon fosse stato ucciso per via di un foro che ha nella parte posteriore del cranio. Ma quel foro era funzionale alle tecniche di imbalsamazione della 19esima dinastia. Grazie alla commissione è stato scoperto che il faraone era affetto da malaria, che aveva un piede piatto e problemi di circolazione. Ma anche una frattura alla gamba sinistra, che si sarebbe procurato un paio di ore prima della morte. Siccome Tutankhamon amava cacciare, secondo me, potrebbe essere deceduto in seguito a un incidente durante una di queste battute”.
Gli oggetti che compongono il tesoro di Tutankhamon sono 5mila, ma l’unico più celebre è la maschera mortuaria. Perché?
“Perché è uno degli oggetti più belli mai realizzati. Perché è d’oro, ma anche ricca di pietre preziose e iscrizioni magiche. Perché la maschera di Tutankhamon è in grado di catturare il cuore di chi la osserva”.
Qual è l’eredità che gli antichi egizi hanno lasciato nella moderna cultura egiziana?
“Premettendo che l’antica civiltà egizia non può essere ripetuta, l’eredità lasciata è tanta. Non solo moltissime domande (ad esempio: come sono state costruite le piramidi? o, cosa c’è sotto la Sfinge?), ma soprattutto la visione che gli antichi egizi avevano della vita dopo la morte. Le fondamenta dell’Egitto moderno sono in questa visione della vita dopo la morte”.
Ma sotto la Sfinge c’è qualcosa?
“Ho scavato, ma non ho trovato nulla. La Sfinge è un’unica costruzione in roccia”.
La civiltà egizia ha dei punti in comune con quella etrusca? Il culto dei morti, ad esempio?
“Le antiche civiltà davano tutte importanza alla vita dopo la morte, ma per gli antichi egizi aveva un valore superiore. Sono stati loro a costruire le piramidi, ovvero enormi monumenti dedicati proprio alla vita dopo la morte…”.
In Egitto esiste qualche antico monumento che abbia ancora dei misteri da rivelare?
“Sicuramente sì, anche perché finora abbiamo scoperto solo il 30% del patrimonio dell’antico Egitto. E non possiamo sapere quali altri tesori le sabbie d’Egitto possono celare. Ora sto scavando nella Valle dei Re e sono sicuro che dell’altro verrà fuori”.
Raffaele Strocchia
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