Viterbo – Dieci ragioni in più per andare a vedere la mostra dedicata ai tesori del faraone Tutankhamon in corso a Palazzo dei Papi a Viterbo fino al 28 ottobre. Le dieci invenzioni dell’antico Egitto che ci portiamo ancora appresso. Dal trucco al bowling fino alla catena di montaggio.
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La prima è il make up. Furono proprio gli egizi a inventarsi appunto il trucco, più di 6 mila anni fa. Con il kohl, composto ottenuto mischiando fuliggine e minerali chiamati galene, scurivano e allungavano il contorno degli occhi. Sul viso applicavano miscele minerali per sbiancarlo. Tutt’altro che una prerogativa femminile, serviva invece per rimarcare l’appartenenza alle classi dominanti.
Altra invenzione, più conosciuta, è il papiro. Ha tuttavia rivoluzionato il modo di scrivere, quando in Mesopotamia si comunicava ancora tramite tavolette d’argilla e in Europa si faceva ancora a sassate.
Meno noto il fatto che l’aratro sia dovuto ai faraoni. Almeno nella sua forma moderna. Conosciuto in altre parti del mondo, gli egizi non fecero altro che attaccarlo prima alle corna del bestiame e poi ai lacci collegati agli animali.
Tra le invenzioni ci sono poi mentine, spazzolino e dentifricio. Le prime servivano a contrastare l’alito cattivo. Palline gommose a base di mirra, incenso e cannella. Bollite con il miele. Un concentrato di spezie dal potere rinfrescante. I secondi puntavano invece a fronteggiare ascessi, carie e problemi allo smalto. Nell’antico Egitto all’ordine del giorno, come confermano le dentature trovate in diverse mummie. C’erano addirittura due tipi di dentifricio. Uno fatto con polvere di zoccoli di bue, ceneri, pietra pomice e guscio d’uovo bruciato. Un altro con sale, menta, grani di pepe triturati e fiore di iris essiccato. Veniva lasciato accanto al faraone anche dopo morto. Non si sa mai. Se l’alito puzzava da vivi, immaginate da morti.
Ai parenti di Tutankhamon dobbiamo pure il bowling. A Narmoutheos, 90 km a sud del Cairo, diversi anni fa alcuni ricercatori dell’università di Pisa scoprirono i resti della più antica “pista da bowling” al mondo. Un pavimento in limo con una serie di scanalature lunghe 4 m e un buco quadrato al centro in cui si posizionavano i birilli.
La serratura stessa è figlia del genio egizio. Un chiavistello collegato a perni di legno sollevati da una chiave. Alcune potevano raggiungere i 60 cm di lunghezza. Tutt’altro che comode.
In Egitto aprì anche il primo barbiere della storia, con tanto di manici in legno collegati a lame, di pietra o in rame, con cui radere il viso.
E se i papiri hanno conservato intatti i geroglifici lo si deve all’inchiostro nero, dato dall’insieme di gomme vegetali, cenere e cera d’api. Anche in tal a brevettarlo per primi furono gli egiziani.
Dulcis in fundo, la catena di montaggio. Furono infatti i faraoni a utilizzare in maniera sistematica la suddivisione del lavoro nella produzione. Più persone in sequenza appresso a singoli componenti. Prima ancora di Ford e Taylor. A dimostrazione che la schiavitù non ha mai smesso di esistere.
Daniele Camilli
La mostra resterà aperta fino al 28 ottobre 2018.
Orario continuato: 10:00 – 19:00
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Intero € 7,00
Ridotto e residenti a Viterbo € 5,00
Gratis per i bambini fino a 5 anni
Ridotto per i bambini fino a 12 anni
Tariffa agevolata per gruppi di minimo 20 persone (5 euro e ingresso gratuito per l’accompagnatore)
Per le gite scolastiche (a partire dalle scuole dell’infanzia) è previsto un biglietto agevolato di € 4,00 con una gratuità per l’insegnante ogni 15 alunni pagantiÈ possibile acquistare i biglietti online su Ticket Italia www.ticketitalia.com
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È possibile usufruire del servizio di visita guidata previa prenotazione
Infrasettimanale
Servizio gruppi – visite per gruppi organizzati (min. 15 pax). L’orario di visita dovrà essere comunicato dal cliente restando comunque all’interno degli orari della mostra (ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura). Per richieste extra orario va richiesto apposito preventivo.
Sabato e Domenica
Visite guidate con partenza alle ore 12 e alle ore 16 servizio anche per individuali e senza numero minimo.
Visite per gruppi organizzati (min. 15 pax). L’orario di visita dovrà essere comunicato dal cliente restando comunque all’interno degli orari della mostra (ultimo ingresso 45 minuti prima della chiusura). Per richieste extra orario va richiesto un apposito preventivo.
COSTI
5,00 € oltre il ticket di ingresso per persona. I bambini fino a 5 anni, all’interno dei nuclei familiari, non pagano.
PRENOTAZIONE
Tutte le prenotazioni vanno inoltrate 24 ore prima info@museocolledelduomo.com indicando:
– Numero di partecipanti (es. 45 persone)
– Pagamento complessivo previsto una volta detratte le gratuità
– Giorno e ora di arrivo (es. lunedì 16 luglio ore 16.30)
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Telefono 0761 970056
Cellulare 366 7187564
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Visita la mostra e non buttare il biglietto!
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