Viterbo – In una fresca serata estiva di Caffeina, Massimo Bagnato, comico reso noto da Zelig, presenta il suo libro “Il pallonaro” e lo fa da autentico mattatore.
Durante l’intervista ogni occasione è buona per una battuta, sempre brillante e soprattutto mai volgare.
E Bagnato è uno che le battute le fa “a rotta di collo” per suo stesso dire. Il comico romano trasmette voglia di divertirsi e soprattutto di divertire, grazie al suo umorismo basato sul nonsense, autentico marchio di fabbrica.
Le due prefazioni del libro sono a cura di Paolo Ruffini e Nicola Savino, due personaggi noti nel mondo della tv. Il primo si esprime così su Bagnato: “Solo un uomo colto e folle come lui poteva concepire un mo(n)do così semplice: dopo aver riso tanto, ti senti meglio”. Savino invece dice che “ci troviamo di fronte a uno dei più grandi comici italiani”.
“Nato per la prima volta a Roma nel 1972, impara a leggere nel 1978 quando mancavano 12 anni a Italia ‘90”. Così recita l’incipit della sua breve biografia a fine libro. Nel suo libro, Bagnato spiega come abbia inventato ogni aspetto del calcio moderno, a suo modo ovviamente.
“L’importante è che lo scudetto resti in Italia”. “A Van Basten ho insegnato il tiro a due piedi, tipo il calcio balilla, raddoppiando la potenza”. “Senza Massimo Bagnato il calcio sarebbe stato come la pallanuoto, perché io ho aspettato che si asciugasse l’acqua nella piscina, ho tolto i falli di mano che c’erano nella pallamano ed è diventato il calcio”.
“Ci sono dei ruoli che contesto, come l’esterno offensivo, che secondo me deve essere una persona educata”. Queste sono solo alcune battute, spiazzanti e geniali allo stesso tempo, con le quali Bagnato intrattiene il pubblico per tutta l’intervista. Intervista che prosegue con delle letture di spezzoni del libro. Poesie, aneddoti, statistiche e vari argomenti legati al mondo del calcio sui quali il comico fornisce delle interpretazioni del tutto personali.
Massimo Bagnato conclude con alcuni cavalli di battaglia: “Gente di Foligno”, canzone popolare in dialetto che coinvolge il pubblico, sempre più entusiasta delle gesta del comico, la canzone dei compleanni e quella delle tabelline, altri grandi classici che hanno accompagnato il comico nell’arco della sua carriera. Seguono a questi due momenti, uno ancora umoristico e l’altro il primo veramente serio della serata.
Leggendo un pezzo di introduzione, Bagnato introduce un “meta-testo” esilarante leggendo queste righe: “Per quello che riguarda la scrittura come vedete, quello che state leggendo è stato scritto per questo scopo, vedete? Si continua a scrivere e si legge… è un flusso… Vedete? Ho scritto questa cosa e “questa cosa” è stata letta…ed ora avete letto anche “ed ora avete letto anche” ed ora anche “ed ora avete letto anche” ed ora anche “ed ora avete letto anche ed ora anche”. Buona lettura. Ora avete letto anche “Buona lettura””. Esilarante.
A questo momento segue la spiegazione della dedica del libro. Tullio Capocci, scomparso lo scorso febbraio e fondatore della casa editrice Ponte Sisto.
Lo stesso Bagnato invita poi sul palco il fratello di Tullio, Fabio, attuale direttore editoriale, il quale spiega il progetto della Ponte Sisto. “Non è facile stare dietro a Massimo perché è un vulcano, ma siamo contentissimi di averlo nella nostra grande famiglia. Facciamo pubblicazioni su Roma, cercando di mantenere la romanità”.
A fine serata Massimo Bagnato tra un autografo e un selfie, dichiara ai più curiosi di seguire gli esempi di comicità di due grandi del settore come Alessandro Bergonzoni e Nino Frassica.
Mirko Fortini
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