Viterbo – “Racconto con la musica il sud della bellezza”. Eugenio Bennato questa sera in concerto a Caffeina con “Da che sud è sud”. Appuntamento in piazza san Lorenzo alle 21,30.
Strumenti, timbri e voci provenienti dai vari sud del mondo con cui Bennato si esibirà come in un diario di viaggio musicale dall’America del Sud, al Nord all’Africa, dal Mediterraneo all’Estremo Oriente del mistero e delle leggende.
Che sud racconta con la sua musica?
“Il sud – dice Bennato – che mi appare durante i miei giri e i concerti in tanti sud del mondo. Un sud che, per quello che mi riguarda, si esprime soprattutto attraverso la musica. Una musica che ha sempre una caratteristica e cioè quella di essere la musica di un mondo in qualche modo subalterno e cioè condizionato dalle regole imposte dal nord-ovest. Penso che sia anche un’attualità della nostra politica. Una nuova ventata di musica e di pensiero che arriva dai paesi e da quei popoli che hanno vissuto per secoli in condizioni di sudditanza. Ma è soprattutto il sud della bellezza, perché, da migrante che veniva dal Nord Africa, in Italia, ho sempre trovato un grande senso della bellezza in quel linguaggio e in quei ritmi”.
Come si è evoluto negli anni il suo stile, dalla fondazione della nuova compagnia popolare, alla fase solista, fino alla nascita del marchio Taranta power.
“Mi è venuto seguendo quello che io ritengo il filo della bellezza. Ho sempre pensato che quei canti che venivano dalla Puglia, dalla Calabria e dal Basso Lazio fossero contrassegnati da una grande perfezione stilistica. Già negli anni ’70, seguivo quei ritmi che trovavo più interessanti e simili al Blues americano. In contrapposizione alla musica leggera. Da ragazzo ho fatto una scelta, la musica popolare per me era preferibile”.
Infatti le strade musicali con suo fratello Edoardo si sono divise. Con lui ci sono porgetti in cantiere?
“Abbiamo fatto cose insieme e andiamo perfettamente d’accordo, proprio perché i campi di azione sono diversi. Ma ciò non significa che non ci sia stima reciproca e un grande affetto”.
Come valuta l’attuale scenario musicale e cosa pensa dei Talent show?
“Esistono oggi in Italia due piani completamente diversi, quello dei talent-show, fatto di ragazzi anche molto bravi che, però, seguono una linea che è a rimorchio della cultura imposta dai mass media. Dall’altra parte, invece, c’è una nuova leva di giovani artisti che stanno sulla sponda opposta e cioè quella della musica etnica. Per esempio quelli che vengono ai grandi concerti di Taranta che sono una tipologia nuova che si contrappone ai primi. Loro sono presenti ai miei concerti e probabilmente saranno anche a quello di Viterbo”.
Parlando di politica, cosa pensa dell’attuale governo e delle politica sull’immigrazione?
“Non entro nel merito del dibattito politico in cui ognuno ha la sua idea. Dal punto di vista artistico, nel 2000 ho cominciato a guardarmi intorno e a vedere i ragazzi che venivano dal Marocco, dalla Tunisia e dall’Egitto e ho intuito che potevano portarci un grande contributo musicale. Quando scrissi “Che il Mediterraneo sia”, che è la sigla di Linea blu, sono stato il primo ad affiancare ai ritmi del mio sud la sonorità del mediterraneo del Nord Africa. Credo che oggi il mondo vada in una direzione di grande fusion di lingue e dialetti. Continuo a volgere in positivo la presenza di extra comunitari in Italia”.
La musica quindi è strumento per abbattere le frontiere?
“Sicuramente, ne sono convinto. La musica rende completamente inutili le frontiere. Arriva, non può essere bloccata, arriva e basta e anche solo un ascoltatore in Italia che sente un brano del Senegal può far dilagare quel virus. E’ un segnale di grande eleganza e bellezza”.
Cosa c’è da sperimentare e cosa farà in futuro?
“Faccio il compositore e scrivo cose di cui non so dare un motivo o una ragione, è come una scintilla che arriva all’improvviso. Oggi c’è una contrapposizione frontale tra il consumismo legato alla globalizzazione e il mondo dell’identità in cui ogni uomo ha una sua appartenenza. Identità che è importante non perdere. L’Italia è un grande paese proprio perché ci sono le regioni e ognuna ha il proprio dialetto. Finché sarà così – conclude Bennato – ci sarà sempre un percorso, al contrario della globalizzazione che appiattisce tutto e tende a far dimenticare il senso della fiaba e della musicalità”.
Paola Pierdomenico
Info biglietti
Le prevendite sono disponibili presso la Libreria Caffeina (Via Cavour, 9 a Viterbo – I piano). La prenotazione e l’acquisto in
prevendita sarà possibile anche scrivendo a eventi@caffeinacultura.it, specificando evento e numero biglietti richiesti, o telefonando ai numeri 366 718 7564 o 0761 970056 dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
I biglietti ancora disponibili saranno in vendita il giorno stesso dell’evento presso la biglietteria all’ingresso di Piazza San Lorenzo.
Si specifica che i posti a sedere in platea sono limitati. Il biglietto dà diritto ad accedere all’area dell’evento. Una volta esauriti i posti a sedere in platea è possibile assistere all’evento dalle scale del sagrato o con posto libero sulla piazza.
Costo biglietto: intero 15 euro – ridotto soci Caffeina 13
I biglietti sono disponibili presso il Teatro Caffeina, in Via Cavour 9 – Viterbo
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