Vetralla – (sil.co.) – Centauro muore andando a sbattere su una vettura durante un sorpasso, assolto l’automobilista che era alla guida e stava svoltando a sinistra.
Nonostante avesse messo regolarmente la freccia e ci fosse il passo carrabile, è finito sotto processo per omicidio colposo ed è stato assolto lo scorso 23 luglio, a distanza di quasi sette anni dalla tragedia in cui il 14 agosto 2011 ha perso la vita Siarhei Chykun, un 26enne originario di Chernobyl, adottato da una famiglia di Vetralla.
L’incidente è avvenuto poco dopo le 14,30, tra Vetralla e Monteromano, al chilometro 25 dell’Aurelia Bis.
Sul banco degli imputati un coetaneo di Arezzo, difeso dall’avvocato Daniela Denarosi del foro di Firenze. Quel giorno stava rientrando dalle vacanze sul litorale a bordo della sua Citroen C3 celeste assieme alla fidanzata quando, accortosi di avere sbagliato strada, si è accinto a svoltare a sinistra per tornare indietro. Mentre effettuava la manovra, l’impatto con la Yamaha Tmax della vittima.
Per l’accusa, che in base alla perizia dell’ingegnere Sergio Franchino ha chiesto la condanna del trentenne toscano a un anno e quattro mesi, c’è stato un concorso di colpa: l’automobilista non avrebbe verificato che da dietro non venisse nessuno prima di svoltare a sinistra, mentre il centauro avrebbe viaggiato a una velocità troppo elevata, oltre 130 chilometri orari su un limite di 70 chilometri orari.
“Franchino è stato nominato dai familiari che si erano costituiti parte civile”, ha fatto notare la difesa, sottolineando come abbia ricostruito la dinamica dell’incidente “senza visionare neanche uno degli atti del fascicolo”. “Le sue – ha proseguito l’avvocato Denarosi – sono ‘considerazioni’ suggestionate dalle parti offese, senza il rigore con cui un consulente deve operare”.
La legale ha quindi accesso i riflettori sulla pericolosità della manovra messa in atto dall’imputato: “Pericolosa, ma consentita dal codice della strada e per effettuare la quale il mio assistito ha messo in atto tutti i previsti accorgimenti. Come ha detto il conducente dell’auto che viaggiava dietro, il centauro è sopraggiunto a velocità elevatissima, lo ha sorpassato, è rientrato, poi con una manovra a esse ha svirgolato ed è finito addosso alla vettura che aveva già quasi completato la svolta a sinistra. Non ha visto la freccia”.
Siarhei, giunto per la prima volta in Italia nel 1994, quando aveva 8 anni, a Vetralla aveva trovato una famiglia. A 18 anni ha deciso di rimanere per sempre nella Tuscia, senza fare mai più ritorno in Bielorussia, lavorando nella falegnameria del padre adottivo.
Nessun concorso di colpa per la difesa: “La vittima ha commesso almeno tre violazioni del codice della strada, dal limite di velocità al sorpasso in un tratto con striscia continua di un’auto che aveva messo regolarmente la freccia. Cos’altro doveva fare l’automobilista?”.
Ultimo, ma non ultimo: “I carabinieri, che sono immediatamente intervenuti, non anno ritenuto di dover elevare alcuna contravvenzione al mio assistito, nessuna contestazione”.
Il giudice Elisabetta Massini ha assolto il trentenne con la formula “perché il fatto non costituisce reato”.
I familiari della vittima, i genitori italiani e i due fratelli ucraini di Siarhei, assistiti dall’avvocato Lui Sini, nel frattempo, alla penultima udienza, hanno ritirato la costituzione di parte civile, essendo stati totalmente risarciti dall’assicurazione.
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