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Operazione antidroga "Giardini segreti" - Il gip di Viterbo, a cui il tribunale di Catanzaro ha inviato gli atti, ha revocato i domiciliari

Narcotraffico dal Vibonese alla Tuscia, un indagato torna libero

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Operazione antidroga Giardini Segreti

Operazione antidroga Giardini Segreti

Operazione antidroga Giardini Segreti

Operazione antidroga Giardini Segreti

Emanuele Mancuso

Emanuele Mancuso

Viterbo – Narcotraffico dal Vibonese alla Tuscia, un indagato torna libero.

“Il gip del tribunale di Viterbo Francesco Rigato ha disposto la revoca della misura degli arresti domiciliari a cui era sottoposto Bruno Russo”, lo riporta il giornale online il Vibonese.

L’inchiesta è Giardini Segreti della procura antimafia di Catanzaro, che ha sgominato “un’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”. Anche dal Vibonese alla Tuscia. Associazione di cui, secondo l’accusa, era “capo-promotore” Emanuele Mancuso, figlio del boss Pantaleone L’ingegnere, esponente della ‘ndrina di Limbadi e ora collaboratore di giustizia. Nell’inchiesta sono indagati anche Giuseppe Franzè, 31enne di Stefanaconi e con un passato trascorso a Viterbo, e il 32enne viterbese Francesco Nobili.

A Bruno Russo, 27enne di Vibo Valentia, la procura antimafia di Catanzaro contesta “l’aver fatto parte dell’associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, con il compito di corriere incaricato di garantire il trasporto della sostanza stupefacente nel Lazio, nonché con il ruolo di intermediario e fornitore dello stupefacente”. In particolare, avrebbe “illecitamente trasportato sostanze stupefacenti dalla provincia di Vibo Valentia a Viterbo, consegnandole a Franzè e Nobili”.

Per Russo il gip di Catanzaro, dopo averlo messo ai domiciliari, ha inviato gli atti al tribunale di Viterbo per competenza territoriale. Ma il gip di Viterbo gli ha revocato la misura di custodia cautelare. “Nonostante la reiterata richiesta di misura cautelare avanzata dalla procura – scrive il Vibonese -, in accoglimento dei rilievi della difesa, il gip di Viterbo non ha ritenuto sussistente la gravità indiziaria e neppure il pericolo di reiterazione del reato contestato a Russo e da qui la rimessione in libertà”.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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3 agosto, 2018

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