Viterbo – “A Caprarola è difficile discutere con le istituzioni. Lì, le nocciole sono anche nei bagni”. Famiano Crucianelli risponde a Eugenio Stelliferi. Il primo è il presidente del Bio distretto della via Amerina e delle Forre. Il secondo è invece sindaco di Caprarola. Botta e risposta a distanza. In discussione c’è lo stato di salute del lago di Vico.
Giorni fa la Ferrero ha presentato il suo “Progetto Nocciola” che prevede 20 mila nuovi ettari di nocciole in tutta Italia nei prossimi 5 anni. Nella Tuscia gli ettari con molta probabilità arriveranno a 1500. E lo ha fatto al Palazzo della cultura di Caprarola. Per l’occasione il sindaco Stelliferi ha chiesto un tavolo istituzionale per far capire a tutti che agricoltori e imprenditori delle nocciole sono i primi a rispettare l’ambiente.
“Chiediamo anche noi un tavolo istituzionale, magari con la partecipazione della Ferrero”, ha detto Crucianelli, protagonista ieri mattina di una conferenza stampa in cui il Bio distretto ha fatto il punto sul piano della Ferrero facendo a sua volta 4 proposte. Due alle istituzioni, impatto di valutazione ambientale delle coltivazioni di nocciole attualmente presenti e riunione del consiglio provinciale e della commissione regionale ambiente e agricoltura. Due alla Ferrero, rispettare la biodiversità e destinare una quota dei nuovi nocciole a biologico e infine investire in ricerca.
“Deve però essere un tavolo di confronto vero – ha proseguito Crucianelli -, che faccia una valutazione obiettiva. Per questo chiediamo l’impatto ambientale. Il lago di Vico è diventato ormai un lago morto. Un monito che sta a dire cosa potrebbe accadere da altre parti. La vicenda del lago di Vico va riaperta con forza perché si tratta di una vicenda non solo importante ma simbolicamente significativa per tutto quanto il territorio”.
Daniele Camilli
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