Viterbo – Dice agli inquirenti che la droga nella cassetta della posta gliela aveva lasciata Feliz Rodolfo Castillo e lo fa arrestare, ma al processo ritratta tutto e adesso rischia di essere incriminato per falsa testimonianza.
“Nella buca c’erano i soldi per le scarpe, la droga era già nello zaino ed era la mia”, ha detto.
Si tratta del ventenne arrestato il 19 dicembre 2017 dai carabinieri mentre si allontanava dalla casa in pieno centro storico di Viterbo dell’ex giocatore di baseball 38enne d’origine dominicana, dopo avere prelevato un pacchetto dalla sua cassetta della posta e averlo infilato nel suo zaino, all’interno del quale i militari hanno rinvenuto un involucro contenente 48 grammi di cocaina.
Prima in caserma e poi davanti al gip, il ventenne disse che la droga era di Castillo, arrestato il successivo 21 febbraio, a distanza di due mesi. Ma ieri, citato come teste dallo storico difensore del 38enne, l’avvocato Samuele De Santis, ha ritrattato ogni accusa. Nel frattempo, per quell’arresto, ha patteggiato una condanna per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Ieri ha ritrattato tutto, nonostante il 19 dicembre di due anni fa abbia perfino condotto a un contatore dell’acqua, in uno dei vicoli del quartiere di San Faustino, facendo scoprire il luogo dove, secondo la sua versione originale, Castillo teneva nascosto il bilancino di precisione per non farsi scoprire in caso di perquisizione domiciliare.
“Oggi dico la verità. Nella cassetta della posta c’erano 15 euro per comprami le scarpe che mi aveva lasciato Castillo. La droga l’avevo comprata io a Roma la mattina. Il bilancino di precisione nascosto nel contatore era il mio”, ha insistito, fornendo più volte sempre la medesima versione, anche di fronte al pm Cristiano Ricciutelli e al giudice Silvia Mattei che lo sollecitavano a non dire il falso, chiedendogli se avesse subito pressioni per cambiare la sua versione.
Castillo, finito per la prima volta in manette nel 2014, nell’ambito della maxiretata antidroga dell’operazione Babele, è stato nuovamente arrestato, l’anno scorso, su richiesta dello stesso procuratore capo Paolo Auriemma, a due mesi dal ritrovamento,dei 48 grammi di cocaina addosso al presunto complice.
Il processo è stato rinviato al prossimo 5 aprile per la sentenza.
Silvana Cortignani
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