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Tribunale - E' il processo scaturito dalla tragedia in cui perse la vita un 56enne di Canino -

Tombarolo muore durante scavo clandestino a Vulci, assolti gli altri sette della squadra

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La tomba etrusca dove è morto il 56enne

La tomba etrusca dove è morto il 56enne

La tomba etrusca dove è morto il 56enne

La tomba etrusca dove è morto il 56enne

L'area sequestrata

L’area sequestrata

Canino – Tombarolo muore durante scavo clandestino, assolti gli altri sette della squadra. 

Si è concluso ieri davanti al giudice Giacomo Autizi il processo agli altri sette componenti della stessa squadra di tombaroli, accusati a vario titolo di scavi clandestini e possesso di reperti archeologici.

Tra assoluzioni e due prescrizioni, a distanza di sei anni e mezzo, per loro si è chiuso così il seguito giudiziario della vicenda. Tra i difensori gli avvocati Roberto e Francesco Massatani.

Imputati i sette presunti complici della vittima, tra i quali un altro tombarolo miracolosamente sopravvissuto, anche lui intrappolato nella frana, ma rimasto con la testa fuori.


Sei anni fa la tragedia in cui ha perso la vita Alberto Sorbera

Furono denunciati dai carabinieri della compagnia di Tuscania, in seguito alla tragedia avvenuta verso le 22,30 del 4 gennaio 2013, in località Cannellocchio, nei pressi di Vulci, dove nell’Ottocento andava in cerca di tombe anche Luciano Bonaparte.

La squadra impegnata a tarda sera nello scavo clandestino aveva scavato con la ruspa una voragine di 4 metri per 4, profonda quattro metri. La ruspa poi era rimasta sul ciglio, mentre in due si calavano all’interno, nel buio e nel freddo della notte invernale, e gli altri stavano fuori.

“A un certo punto è franato tutto e le vittime sono rimaste sepolte, quello che era più giù è morto soffocato dalla terra, l’altro è sopravvissuto per miracolo”, hanno detto i testimoni dell’arma intervenuti col 118 e i vigili del fuoco durante il processo.

 

Per recuperare la vittima, Alberto Sorbera, un 56enne di Montalto di Castro, sposato e padre di due figli, i vigili del fuoco scavarono per ore, prima a mani nude e poi, capito che non c’era più nulla da fare, con una pala meccanica.

Il corpo fu ritrovato a circa 3 metri di profondità, sepolto sotto oltre mezzo metro di terra.


Scampato miracolosamente alla frana il sopravvissuto

Scampato miracolosamente alla disgrazia, il sopravvissuto fu trovato dai soccorritori con l’intero corpo intrappolato nella frana, ad eccezione della testa. Portato in ospedale in stato di choc, se la cavò con qualche lesione. A dare l’allarme furono gli altri.

Chiamati i soccorsi, i componenti della squadra di tombaroli rimasti in superficie cercarono di nascondere il trattore, provando ad occultarlo nella vegetazione. 

Tutti di Canino, tra i 25 e i 48 anni, erano intenti a scavare tra gli oliveti di un terreno privato, ad un paio di chilometri dalla cartiera.

Dopo aver trovato il dromos, l’ingresso del tumulo, erano quasi arrivati alla camera funeraria scavando con pale e picconi. Un sepolcro profondo circa quattro metri.

Alla sbarra anche i proprietari del terreno. L’area fu posta sotto sequestro dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell’Etruria meridionale. 

Silvana Cortignani


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25 giugno, 2019

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