Santiago – (Dan.Ca.)”La rivolta continua, ma le forze dell’ordine sono ormai fuori controllo e la loro violenza nei confronti dei manifestanti aumenta di giorno in giorno. La polizia e i carabinieros ormai agiscono per conto loro, sono come pit bull drogati mandati in strada a combattere”. Luis Bahamondes, regista e sceneggiatore cileno, continua a testimoniare con il suo racconto, le sue foto e video quanto sta accadendo dall’altra parte del mondo. E anche Bahamondes, in prima linea con i manifestanti, è stato ferito a una mano dai proiettili della polizia.
In Cile, dove migliaia di manifestanti scendono quotidianamente in piazza per affrontare il presidente Sebastian Piñera che nei giorni scorsi aveva imposto coprifuoco e stato di emergenza in tutte le città del paese. Come non accadeva più dai tempi della dittatura militare di Augusto Pinochet.
“La rivoluzione dei 30 pesos”, così viene chiamato quanto sta accadendo in Cile. Perché tutto è iniziato con l’aumento del biglietto della metropolitana. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, trasformando le città cilene, in particolar modo Santiago, in un vero e proprio campo di battaglia.
Cile – La rivoluzione dei 30 pesos
Coprifuoco e stato di emergenza sono stati poi revocati perché i cileni sono stati più forti della repressione. Una grande manifestazione, la scorsa settimana, che ha visto scendere in piazza a Santiago due milioni di manifestanti, ha costretto il governo a ritirare i provvedimenti e al cambio dell’esecutivo. Ma chi manifesta chiede anche le sue dimissioni e un nuovo patto sociale. Una nuova costituzione, pensata e voluta dalla compagine militare di Pinochet, e un welfare state che faccia fronte soprattutto alle esigenze delle fasce più deboli della popolazione.
Luis Bahamondes
“Le forze dell’ordine schiacciano i cileni che protestano con una violenza inaudita – denuncia Bahamondes – e questo fin dall’inizio della rivolta iniziata una quindicina di giorni fa. Torture, arresti illegali e violenze sessuali. Tutte testimoniate”.
Cile – La rivoluzione dei 30 pesos
La paura è quella di un colpo di stato, come nel 1973 quando i militari di Pinochet, l’11 settembre, con la complicità degli Stati Uniti, rovesciarono il governo democraticamente eletto del socialista Salvador Allende imponendo al Cile una dittatura che andò avanti fino al 1988. Con persecuzioni continue, sospensione dei diritti più elementari, e migliaia di morti assassinati.
Cile – La rivoluzione dei 30 pesos
“Temiamo che le violenze in atto – spiega Bahamondes – possano essere pilotate per esasperare la situazione e spingere la popolazione cilena a chiedere l’intervento militare per riportare tutto alla normalità. Con Piñera a fare da garante. Anche i media sembrano spingere in questa direzione, accentuando le conseguenze degli scontri e dando voce soprattutto a chi vuole tornare a lavorare”. L’inizio di una strategia della tensione.
Cile – La rivoluzione dei 30 pesos
Intanto le manifestazioni vanno avanti, ogni giorno. “Tant’è vero che ho perso il conto”, dice Bahamondes. Martedì notte diversi edifici sono stati dati alle fiamme e gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine sono stati violentissimi. Andati avanti per ore con il fumo degli incendi che saliva alto sopra i tetti dei palazzi di Santiago.
Cile – La rivoluzione dei 30 pesos
“‘Chi non salta della Polizia è’, oppure ‘Il Cile si è svegliato’, queste le canzoni che in questi giorni cantiamo in piazza – commenta Bahamondes -. Anche l’istituto nazionale per i diritti umani (Nhri) ha denunciato le violenze in corso. Persino un loro osservatore è stato colpito dai proiettili della polizia”.
Santiago – La ferita riportata da Luis Bahamondes
“Per il momento si tratta di pallini d’acciaio – conclude Bahamondes – che vengono sparati contro le persone. Anche io sono stato colpito, mentre stavo scattando foto in prima linea. Assieme a me, tanti altri colleghi sono rimasti feriti. Tante altre persone, con lividi e contusioni su tutto il corpo”.
Multimedia – Fotogallery: Manifestanti di nuovo in piazza – Il movimento cileno – Video: Gli scontri con le forze dell’ordine – “La rivoluzione” in Cile
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