Viterbo – “Con una gamba e due stampelle”, come lui stesso ha detto, se la sta facendo tutta a piedi. Mille chilometri di strada. La via Francigena. Da Aosta, dove il 14 marzo è partito, fino a Roma. Dove invece arriverà il primo dicembre. A percorrerla, il campione paraolimpico Andrea Devincenzi, che ieri è arrivato a Viterbo. Accolto, come pellegrino della via, da Alessandra Croci, presidente dell’associazione Via Francigena in Tuscia, da Federico Bousquet e Guendalina Fazzini dell’Antica dispensa, il laboratorio di trasformazione gastronomica che ha disposto e preparato l’accoglienza e la confraternita della pizza di Valentina Alù e Domenico Minchella che hanno preparato alcuni piatti.
Devincenzi arriva assieme a Croci, una professoressa di liceo che con l’associazione via Francigena in Tuscia dà “accoglienza – spiega la prof – ai pellegrini che attraversano la nostra terra. Gli forniamo assistenza e supporto. Accoglienza e calore. Sono stata anche io una pellegrina. E l’esigenza di essere accolta era la più importante. E accogliamo tutti. Grazie anche al supporto della protezione civile. Oggi, accogliamo l’atleta Andrea Devincenzi”.
Viterbo – Andrea Devincenzi e Federico Bousquet
Devincenzi arriva e scende dalla macchina. Ad aspettarlo c’è Federico Bousquet. Lui e la compagna Guendalina Fazzini prima avevano una frutterai lungo via Roma. L’hanno venduta e hanno deciso di investire in via dei magazzini, a pochi passi da piazza delle erbe. Lì hanno aperto un laboratorio di trasformazione gastronomica e, nel frattempo, rimesso completamente a nuovo la zona del corsaletto interno dove si affacciano palazzo Calabresi e il palazzo delle poste. Sono loro ad organizzare il buffet d’accoglienza. Tutto è familiare.
“Sono stato al Bagnaccio – racconta subito Devincenzi a Federico Bousquet che lo accompagna al laboratorio -, posto bellissimo”. “Conoscevo Viterbo solo sulla carta – dichiarerà Devincenzi poco dopo -, ma l’impatto è notevole. Città che sembra proprio essere bella e ricca d’umanità”.
Viterbo – Andrea Devincenzi
Andrea Devincenzi ha perso la gamba sinistra in un incidente stradale, in sella a un espone 125. Era il 1990 Andrea Devincenzi aveva 17 anni. Fino ad allora aveva praticato diversi sport. Dal judo alla canoa, fino al calcio. Andrea Devincenzi decide a quel punto di investire sullo sport. Sport come testimonianza e atto esistenziale. Arrivano così le gare internazionali, le paralimpiadi di Londra e nel 2010 la conquista della vetta del Kardlung La in India, sulla strada carrozzabile più alta del Mondo. 5.602 metri in vetta. Devincenzi ha percorso in solitaria anche l’Inka Trail in Perù per raggiungere il Machu Picchu.
Viterbo – Guendalina Fazzini, Andrea Devincenzi e Federico Bousquet
“A Viterbo sono in veste di pellegrino – racconta Devincenzi -. Finora ho percorso 42 tappe. Da Aosta fino a Roma. Lungo la via Francigena e mille chilometri di percorso. Il grosso è fatto. Mancano ancora 90, 95 chilometri per arrivare alla basilica di San Pietro”.
La Francigena per Devincenzi è il secondo cammino. “L’anno scorso – prosegue Devincenzi – ho seguito la via di Francesco, percorsa dal santuario francescano di La Verna in provincia di Arezzo fino a Roma. Cinquecento chilometri. Un cammino che mi ha cambiato e che mi ha portato ad avventurarmi in questo secondo percorso. Un cammino lungo il doppio, affrontato con una gamba e due stampelle”.
Viterbo – Alessandra Croci
“Siamo stati veramente contenti di aver potuto accogliere Andrea – dice Guendalina Fazzini del laboratorio -. Un esempio di forza di volontà che aiuta e conforta. Per noi è stato un onore averlo potuto accogliere come pellegrino lungo la Francigena”.
Il buffet intanto è pronto. “Fatto tutto – spiega Fazzini – con prodotti tipici della Tuscia”. Tipicità che Andrea Devincenzi ha più volte incrociato lungo il suo cammino. “Approcci differenti – confida Devincenzi -, diversi modi di fare e gestire le cose. Ma lungo questo paese la qualità è tanta, e l’eccellenza un suo vero e proprio tratto caratteristico. Un paese che adoro e dove ho scelto di restare” .
Viterbo – Federico Bousquet e Andrea Devincenzi
Scegliendo anche di percorrerlo e conoscerlo. In rapporto costante con se stesso. Mettendosi alla prova. Quotidianamente. E, al tempo stesso, con il quotidiano delle persone che di volta in volta incontra. Un mondo che nel quotidiano, poi, qui in Tuscia, mantengono vivo e in piedi il tessuto sociale. Dando accoglienza, come l’associazione di Croci, che nella vita fa la professoressa, ad Andrea Devincenzi. Oppure, come hanno fatto Federico Bousquet e Guendalina Fazzini, risistemando l’area di via dei magazzini in centro storico. O ancora, Valentina Alù e Domenico Minchella, che di volta in volta svettano i panni di insegnante e vigile urbano a Nepi per mettere quelli della confraternita della pizza.
Viterbo – Guendalina Fazzini
Un’accoglienza in casa quella regalata ieri al campione Andrea Devincenzi. Ricambiata in tutto.
Viterbo – Valentina Alù e Domenico Minchella
“Alessandra Croci – racconta infine Devincenzi – l’ho conosciuta tramite il mio sito, e si è resa disponibile ad accogliermi durante le mie tappe lungo la Tuscia. Però, non pensavo proprio che facesse un lavoro strepitoso come ha fatto”.
Daniele Camilli
Multimedia – Fotogallery: Il pellegrino Andrea Devincenzi – Video: L’accoglienza dei pellegrini – Intervista ad Andrea Devincenzi
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