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Giallo di Ronciglione - Contattato dai familiari del trentenne accusato della morte della fidanzata Sestina Arcuri - Il noto criminologo si è detto disponibile alla consulenza
La scala – La mamma di Andrea Landolfi Cudia con l’avvocato Giacomo Marini a casa della nonna
Tribunale – Lo psichiatra Alessandro Meluzzi
Ronciglione – Andrea Landolfi Cudia incastrato dal figlioletto, il professor Alessandro Meluzzi accetta il caso.
E’ di ieri la mail inviata dal noto psicologo forense agli avvocati Giacomo Marini e Gianluca Fontana, che assistono i familiari del trentenne accusato di omicidio per la morte della fidanzata Maria Sestina Arcuri, precipitata dalla scala della casa della nonna del giovane a Ronciglione la notte tra il 3 e il 4 febbraio scorso.
“Il professore – c’è scritto – si dichiara disponibile a essere il consulente della famiglia”.
Al centro della perizia di parte chiesta al criminologo dai familiari dell’imputato, a processo davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo, la delicata vicenda dell’interrogatorio del bambino di 5 anni di Landolfi che, ricostruendo la dinamica della caduta con un peluche di Topo Gigio, avrebbe mimato il padre che sollevava la fidanzata oltre la balaustra, gettando la vittima di sotto.
“Il piccolo dormiva, non può avere visto nulla. Quando Sestina e Andrea sono tornati dal pub, dove domenica sera lo avevano portato perché al bambino piaceva il karaoke, mio nipote lo ha accompagnato subito di sopra, in camera, lo ha spogliato e messo a letto”, ha ribadito venerdì sera a Quarto Grado la nonna ottantenne di Landolfi, Mirella Iezzi, indagata per falso, omissione di soccorso e abbandono di incapace.
“Il professor Meluzzi si è reso disponibile a collaborare al caso, per invalidare, rendere inefficace la perizia che, pur essendo regolare, secondo noi non ha valore. La ricostruzione del minore, così come è stata fatta, non può valere come prova”, torna a spiegare l’avvocato Giacomo Marini.
Fin dal principio sono state sollevate questioni di diritto circa il minore, la cui audizione è stata fatta attraverso l’articolo 359 del codice di procedura penale, che dà facoltà al pubblico ministero, in questo caso il sostituto procuratore Franco Pacifici, di avvalersi di un proprio consulente per effettuare accertamenti che esulano dalle sue competenze, ad esempio un perito balistico o un esperto di numismatica. Ma secondo la difesa ci sono degli elementi procedurali che non sono stati rispettati.
Unici testimoni la bisnonna ottantenne e il pronipote di 5 anni. Il bimbo, avuto da una precedente relazione, era con il padre e la sua nuova compagna quel primo weekend di febbraio trascorso dalla coppia fuori porta, a casa della bisnonna del piccolo, al civico 7 di via Papirio Serangeli, a Ronciglione. Sono loro, lui 5 anni e lei 80 anni, gli unici testimoni oculari del “delitto”, oltre alla vittima e al presunto assassino.
Bimbo attendibile per il tribunale del riesame
Inattendibile, secondo il riesame, la testimonianza della donna, che avrebbe mentito su tutto per coprire il nipote. Attendibile, invece, il piccolo, che nel cuore della notte, erano circa le due, sarebbe stato sveglio e avrebbe visto coi suoi occhi cadere dalla scala a chiocciola della sala della nonna Maria Sestina. Nulla è cambiato lo scorso 24 settembre davanti alla corte di cassazione che, il giorno successivo, ha fatto scattare l’arresto di Landolfi, detenuto da quasi tre mesi nel carcere romano di Regina Coeli dove ha tentato tre volte il suicidio e per questo è sorvegliato a vista.
Sentito alla presenza di una psicologa, il piccolo avrebbe ricostruito la dinamica dell’accaduto, mimando la scena con un peluche di Topo Gigio. Il padre avrebbe provato ad abbracciare la compagna, che lo avrebbe però respinto, quindi l’avrebbe sollevata oltre il parapetto e lasciata cadere sul pavimento. Omicidio volontario aggravato dai futili motivi, secondo la procura.
Non essendo stato fatto l’incidente probatorio, per la difesa, quello che dice il bambino non ha nessun valore di prova. Se fosse stato fatto l’incidente probatorio avrebbe avuto valore di prova. Ma ormai è troppo tardi per cristallizzare la versione del piccolo il cui nome è indicato nella lista di circa cento testimoni del processo. Per il bambino si prospetta un’audizione protetta nel corso del procedimento penale a carico del padre, la cui prossima udienza è fissata per il 20 gennaio 2020.
Chi è Alessandro Meluzzi
Il professor Alessandro Meluzzi, 64anni, è un noto psicoterapeuta specializzato in psichiatria. Vive a Torino, dove è docente di genetica del comportamento umano e di salute mentale presso la locale università. Ex massone e primate metropolita della chiesa ortodossa italiana, è portavoce della comunità Incontro fondata dall’ex sacerdote Pierino Gelmini.
Psicologo forense e criminologo, è anche presidente dell’Alta scuola italiana di scienze forensi (Asisfor) che sarà inaugurata proprio questo sabato mattina a Roma sulla Tiburtina.
Personalità di spicco nel panorama medico italiano, è spesso ospite di trasmissioni televisive che trattano casi di cronaca nera, tra cui Matrix e Quarto Grado.