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Corte d'assise - Giallo di Ronciglione - Entrambe in tribunale Caterina Acciardi e Roberta Landolfi, 53 e 49 anni - Irriconoscibile l'imputato, accusato dell'omicidio della fidanzata - Cinque giurati popolari su sei sono donne - FOTO E VIDEO
Giallo di Ronciglione – Caterina Acciardi, la mamma di Maria Sestina Arcuri
Giallo di Ronciglione – La mamma Roberta di Andrea Landolfi Cudia
Giallo di Ronciglione – La sorella di Andrea Landolfi Cudia, Virginia De Angelis
Giallo di Ronciglione – I familiari dell’imputato, con gli avvocati Giancluca Fontana e Giacomo Marini
L’avvocato Giacomo Marini
Giallo di Ronciglione – L’avvocato di parte civile Vincenzo Luccisano
Ronciglione – Distrutti. Tutti. Irriconoscibile rispetto alle foto che lo ritraggono prima dello scorso 3 febbraio Andrea Landolfi Cudia.
Una di fronte all’altra, per la prima volta, la mamma del presunto killer e la mamma della presunta vittima, Roberta e Caterina.
E’ comparso ieri per la prima volta davanti alla corte d’assise di Viterbo che dovrà condannarlo o assolverlo dall’accusa di avere ucciso volontariamente gettandola dalle scale della casa della nonna, a Ronciglione, la fidanzata Maria Sestina Arcuri. Bianco in volto, felpa grigia, curvo su se stesso.
Così è comparso davanti al presidente Gaetano Mautone e all’altro giudice togato Roberto Colonnello, affiancati da sei giudici popolari, cinque dei quali sono donne.
Mancava la nonna Mirella Iezzi, testimone oculare assieme al figlioletto di 5 anni, anche lei indagata. C’era il suo avvocato Gianluca Fontana. Col nuovo difensore Giacomo Marini sono venute la mamma e la sorella del trentenne romano, in carcere dal 25 settembre con l’accusa di omicidio: Roberta Landolfi, 49 anni, e la figlia Virginia De Angelis, diciannovenne. Hanno abbracciato forte l’imputato, in lacrime, prima che lo riportassero via gli agenti della polizia penitenziaria.
Non c’era il papà di Sestina, Nicola Natale Arcuri, 57 anni. Hanno affrontato un viaggio lunghissimo con la morte nel cuore – 600 chilometri percorsi in una notte, da Nocara, in provincia di Cosenza, a Viterbo – la mamma di Sestina e i due fratelli: Caterina Acciardi, 53 anni, e i figli Domenico, dell’89 come Landolfi, e William, 21 anni. Saranno parte civile al processo, rinviato al 20 gennaio per dare tempo al nuovo difensore di studiare il caso.
“E’ interesse di tutti – ha detto il pm Franco Pacifici – mettere tutti nelle condizioni di difendere l’imputato e garantire la verità processuale”.
Un’udienza lampo. Si è aperto così il processo al badante e pugile dilettante trentenne che avrebbe ucciso la fidanzata 26enne con cui stava da pochi mesi.
La mamma di Andrea: “Volevano un bambino”
“Andrea è molto provato, ci siamo abbracciati forte, mi ha detto ‘mamma, ti voglio bene’. E’ innocente. Durante i colloqui in carcere mi dice che gli manca tanto Sestina e il bambino, da morire, dal momento che glielo hanno tolto”, ha detto lasciando il palazzo di giustizia la madre dell’imputato, Roberta Landolfi.
“Non era geloso, si amavano tantissimo, anche se era poco tempo che stavano insieme, ma si amavano tanto. Io vedevo questi ragazzi felici. Sono stati sempre felici. In quattro mesi ho visto due ragazzi innamorati, posso dire soltanto questo. Avevano dei progetti, volevano aprire un pub insieme, avevano tanti progetti, volevano anche avere un bambino. Il fatto della litigata, più che altro è stata una piccola discussione”, ha proseguito.
“Mai avuto dubbi, ho guardato tante volte negli occhi mio figlio, lui non può mentire. Gliel’ho fatta la domanda diretta, ‘sei stato tu?’, certo che gliel’ho fatta. Io ho visto dagli occhi di mio figlio, che sono occhi veri, che dice la verità. E’ molto provato, ma tiene duro e sta lottando, e combatte. Io voglio che esca la verità al più presto, voglio soltanto questo, sia per la famiglia di Sestina, sia per la nostra famiglia”, ha concluso la donna.
La mamma di Sestina: “E’ stato lui a ucciderla”
“E’ stato lui a ucciderla. Non c’erano state avvisaglie, comportamenti particolari. Magari un bicchiere in più, qualche parola in più, ma niente di preoccupante, non c’era niente di preoccupante. Non so dire cosa possa essere successo. In quel pub c’è stato un litigio, si sa, che poi è continuato a casa. Ma quale era la cosa talmente grave da buttarla giù? Non so dire che idea mi sono fatta. E’ stata una cosa così veloce. Assolutamente non c’era gelosia”, ha detto Caterina Acciardi, sostenuta passo passo dai figli.
“L’ultima volta che ho sentito Sestina, stava bene. Mi ha chiamata il venerdì precedente, c’era pure lui insieme, erano stati dall’estetista”, ha concluso, ricordando una normalità venuta all’improvviso meno.
La sorella di Andrea: “Si amavano”
“Mio fratello non avrebbe mai fatto del male a Sestina. Si amavano, sono sicura. C’era qualche gelosia da parte sua, ma non è mai andato oltre. Aveva avuto problemi con le precedenti fidanzate, ma mai che si parlasse di mani addosso, aggressioni. Solo discussioni tra fidanzati. Il suo passato influisce. Una persona può sbagliare, fare degli sbagli, ma non è un assassino, è innocente, è stato un incidente e basta, lo vedo negli occhi di mio fratello”, ha detto la sorella Virginia De Angelis.
“Stavano parlando di un bambino, lei mi parlava bene di Andrea, ci ho parlato quella sera che c’è stata una discussione per gelosia e lei comunque me lo ha detto: ‘Io lo amo, ci tengo a lui, perché so chi è veramente, è una brava persona, mi dispiace che si perda così, in queste piccolezze”, ha sottolineato.
“I familiari di Sestina li abbraccerei, vorrei tanto aiutarli, dare loro un sostegno, ma capisco che nei loro panni sarei andata subito a pensare che è stato lui, ma purtroppo è stata una disgrazia. Lui è superficiale, non si accorge subito se una cosa è grave. Ma a me ha raccontato tutto. Non è che lei gli ha detto ‘ho sbattuto la testa’, gli ha detto ‘ ho sbattuto la schiena’. Quando si è accorto che era successo qualcosa di grave, che lei dava di stomaco, ha chiamato subito i soccorsi.Mio fratello è innocente”, ha concluso la diciannovenne.
Il difensore: “E’ incensurato e innocente”
“Sono convinto della sua innocenza”, ha detto lasciando il tribunale l’avvocato Giacomo Marini. “Si effettueranno delle perizie e ispezioni nell’abitazione. La tesi difensiva sostiene una tragica disgrazia. Anche per la conformazione dell’immobile che si presta a questa interpretazione”, ha anticipato. “Andrea è un buono, una brava persona. Mi addolora molto che gli abbiano vestito addosso questo vestito di cattivo, che io non ho riscontrato nei colloqui che faccio quotidianamente con lui”, ha proseguito il legale.
“Andrea è una persona traumatizzata, spaventata, che vive un problema più grande di lui all’età di 30 anni. Aggiungo che è anche incensurato. oltre che innocente. Per cui lui soffre terribilmente di questa cosa. Per noi avvocati è molto più difficile difendere quello che noi riteniamo un innocente. Riusciremo a dimostrare che non è quel mostro che si vorrebbe”.
L’avvocato di parte civile: “Litigi che andavano avanti da un po’”
“Non mi tornano tantissime cose – ha ribadito l’avvocato Vincenzo Luccisano – prima fra tutte l’incompatibilità con la caduta dalle scale di Andrea e Sestina, che la nonna e Landolfi insistono nel dire essere avvenuta contemporaneamente, quando invece le prove scientifiche, segnatamente la consulenza medico-legale, escludono categoricamente questa possibilità”.
“La consulenza esclude un rotolamento dalle scale e quel tipo di lesioni possono essere state provocate esclusivamente cadendo da un’altezza importante senza difese. Delle due l’una, o Maria Sestina si è buttata di sotto, e questo è escluso, oppure qualcuno l’ha buttata di sotto.Il movente non lo sappiamo, futili motivi da litigi non circoscritti a quella sera, ma che andavano avanti da un po’. Forse erano gelosi tutti e due, ma le reazioni erano diverse”, la conclusione.