Sutri – “Una cosa è certa: se io non avessi fatto un passo indietro Vittorio Sgarbi non sarebbe mai stato sindaco”. Felice Casini, defenestrato dal ruolo di vicesindaco di Sutri e sostituito con colui che fino a due giorni fa era a capo della minoranza, reagisce così alle motivazioni che Sgarbi ha dato sulla sua scelta.
Quello che più di qualcuno ha già definito ribaltone, viene bollato da Casini come un “attentato alla democrazia, un tradimento”.
La scelta, di certo, ha spiazzato molti, benché Sgarbi l’avesse già annunciata da diverse settimane qualora qualcosa non fosse cambiato all’interno della maggioranza gestita, di fatto, proprio da Felice Casini. Ma l’avvertimento dopo tre mesi è diventato un fatto concreto: Lillo Di Mauro da martedì è vicesindaco di Sutri.
Ma perché proprio lui?
“A prescindere dalla fiducia nei miei confronti – spiega Casini – se Sgarbi avesse voluto sostituire il vicesindaco poteva farlo scegliendo tra i suoi tre fedelissimi assessori e trovare una nuova maggioranza coinvolgendo anche l’opposizione. Perché proprio Lillo Di Mauro, che era candidato contro di lui? Questa decisione ha scontentato tutto il paese”.
Poi la stoccata. “Sgarbi non si deve dimenticare che fa il sindaco solo grazie a me – sottolinea Casini -. Sono stato la prima persona che lo ha voluto a Sutri. Ho fatto un passo indietro e gli ho messo a disposizione parte della mia lista per far sì che fosse eletto”.
E se le cose non sono funzionate, è perché “non sono stato mai messo nelle condizioni di avviare la macchina amministrativa” assicura Casini.
A suo dire lui ci aveva provato, eccome, a compattare la maggioranza. “Per tre volte ho tentato di fissare riunioni di maggioranza alle quali puntualmente si presentavano solo i quattro consiglieri, ma mai i tre assessori – ricorda -. L’ho fatto presente al sindaco e non mi ha ascoltato. Ora lui ha preso questa decisione. Come dovrei chiamarlo se non ribaltone? E’ un ribaltone a tutti gli effetti, voluto da Sgarbi e con l’avallo dei suoi tre assessori”.
Francesca Buzzi
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