Viterbo – “Aumenta l’export e le nostre imprese bio sono prime nel Lazio”. “Nel 2020 si definirà il percorso della riforma camerale”. “Il prossimo anno abbiamo in calendario un salone dell’enogastronomia laziale da fare a Viterbo”. Il presidente della Camera di Commercio Domenico Merlani vede il bicchiere mezzo pieno. Impossibile dire di essere fuori dalla crisi, ma altrettanto impossibile è farsi travolgere dalla negatività, viste le potenzialità del territorio e degli imprenditori che non mollano la presa.
Ci parli dell’andamento economico della Tuscia per il 2019.
“Dai dati che abbiamo della Camera di commercio – spiega Merlani – non abbiamo desunto oscillazioni rilevanti per quanto riguarda, per esempio, il numero delle imprese iscritte. Questo non vuol dire che le aziende non hanno chiuso, perché la crisi ovviamente non è alle spalle ed è un problema concreto, però a fronte di quelle che non esistono più ce ne sono altre nuove che hanno aperto. Questo bilancia.
Inoltre, le aziende nuove sono su settori ben precisi, come il turismo e il comparto dei servizi. Mentre abbiamo probabilmente una diminuzione di quelle su settori tradizionali e manufatturieri”.
Invece l’export?
“Abbiamo una chiusura d’anno molto positiva, nel senso che abbiamo un incremento di oltre il 3% nell’ultimo trimestre. A trainare è soprattutto il comparto tessile. Dobbiamo anche considerare che molte aziende, proprio a causa della crisi, strizzano l’occhio ai mercarti internazionali, perché con la carenza della domanda interna si fa sempre più ampia la necessità degli imprenditori di guardare oltre i confini. Un’esigenza per sopravvivere, insomma. Ma c’è anche altro da evidenziare”.
Cosa?
“Abbiamo ricevuto un importante riconoscimento nella produzione biologica, nel senso per le nostre imprese bio si posizionano all’ottavo posto a livello nazionale e siamo primi nel Lazio. Poi, da una recente indagine del Sole 24 ore dell’Italia nascosta e delle province dei record, la nostra ha il primato nazionale per quanto riguarda il numero di soggetti imprenditoriali che sono coinvolti nelle reti d’imprese. Unirsi dunque per combattere meglio la crisi”.
In che modo la Camera di commercio ha fatto sentire la sua vicinanza alle imprese?
“In particolare ci si muove su due direzioni: quella della digitalizzazione per guardare all’estero, assistendo le aziende. Ormai da tre anni, infatti, abbiamo messo in campo il progetto voucher erogando quasi 300mila euro di risorse a fondo perduto per le aziende che intraprendono questo percorso di miglioramento dei sistemi software e hardware.
E l’altro?
“E’ quello dell’implementazione della promozione turistica. Fa parte di una delle possibili tante azioni forniteci dalla riforma camerale proprio la possibilità di incentrare una buona parte delle risorse su questi progetti legati al turismo, anche attraverso la valorizzazione delle eccellenze del nostro territorio”.
Cosa c’è in cantiere per il prossimo anno?
“Con consiglio e giunta abbiamo messo in calendario un progetto interessante che riguarda un salone dell’enogastronomia laziale. Quattro o cinque giornate a Viterbo in cui verranno presentate le eccellenze della Tuscia e del territorio regionale. Ha già dato la sua adesione Unioncamere Lazio, la struttura regionale delle camere di commercio, e nei prossimi giorni avremo probabilmente quella della Regione e del comune di Viterbo. Si sta lavorando a un progetto di visibilità nazionale e internazionale importante, da fare nella nostra città per darle visibilità e farla conoscere a possibili acquirenti delle nostre imprese, ma anche ai cittadini e a chi vorrà prendere contezza della produzione dell’alto Lazio e della regione in generale”.
Parliamo della riforma.
“Ci sono novità e cioè che il Lazio sud, che indirettamente ci interessa, ha riavviato il percorso di accorpamento tra Frosinone e Latina. Per quanto riguarda il Lazio nord c’è un ricorso pendente della camera di commercio di Rieti che sarà commissariata nei prossimi giorni. Questo comporterà che il 2020 vedrà un’evoluzione in un senso o nell’altro. Sarà l’anno della definizione della riforma”.
Cosa dobbiamo aspettarci dal 2020?
“Il nostro territorio, a nostro avviso, ha grosse potenzialità. Sono positivo perché leggiamo da parte dei nostri imprenditori una buona capacità di essere camaleontici nel seguire il percorso dei tempi. Non basta sicuramente a dire che viviamo un’epoca gioiosa e bisogna continuare a lottare ma c’è una buona possibilità di ripartire. Non possiamo dire di essere fuori da un percorso di crisi che, ormai – conclude -, è decennale, però non abbiamo perdite di numero di imprese: alcune chiudono ma ne aprono delle altre. Vuol dire che stiamo tenendo le posizioni e, come territorio, dobbiamo continuare a farlo”.
Paola Pierdomenico
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