Viterbo – Ristoranti cinesi e giapponesi al palo. Anche a Viterbo. Momentaneamente. Non tutti, ma quasi tutti chiusi a causa del Coronavirus. Partito dalla Cina e arrivato anche in Italia e nella Tuscia. Tre su quattro, questo il dato che racconta una percentuale altissima. Chiuso in via Genova, chiuso in via Bachelet e chiuso lungo la Cassia nord. Fino al 18 e al 20 marzo.
Un tempo era quasi una sciccheria andarci. “Sta sera dal cinese”. Adesso si evitano. Tant’è vero che, per il momento, hanno deciso di chiudere. In difficoltà. Più delle altre attività commerciali, che nel frattempo stanno vivendo anch’esse il loro periodo di coma.
Uno dei ristoranti chiusi è diventato anzi un comodo parcheggio per le macchine. Davanti alla porta d’ingresso. Tanto, potrebbe essere stata questa la considerazione dell’automobilista, non viene nessuno. Nè ad aprire, né a scaricare prodotti.
Turisti scomparsi e clientela fissa assottigliata. Il mondo del commercio al dettaglio, perché quello dei super e ipermercati sembrerebbe andare invece a gonfie vele, sta vivendo la sua ennesima crisi che rischia di metterlo letteralmente in ginocchio. In particolare modo nel centro storico dove in questi giorni sono poche le anime che si vedono in giro. Strade con pochissima gente. Niente studenti, niente gite, niente acquisti, niente caffè di prima mattina. Niente strette di mano né abbracci. Difficile poi stare ad almeno un metro gli uni dagli altri in un bar o in un ristorante.
La distanza viene infatti mantenuta. E sta diventando sempre di più sociale.
Daniele Camilli
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