Montefiascone – Al via il processo col giudizio immediato al rapinatore di Notazio.
Un processo lampo quello a carico del tatuatore 25enne d’origine russa che la sera di lunedì 10 febbraio, a Montefiascone, ha tentato di rapinare l’assessore comunale Fabio Notazio, a volto coperto e minacciandolo con una pistola (poi risultata essere una scacciacani) nella centralissima piazza Roma.
Il giovane, in carcere da cinque mesi in seguito all’aggravamento della misura, scattato dopo dieci giorni in seguito all’evasione dagli arresti domiciliari, è tuttora ristretto a Mammagialla, dove il 25 febbraio, a causa dei disturbi autolesionistici di cui soffre, ha tentato il suicidio, prontamente salvato dalla polizia penitenziaria.
L’assessore Notazio, che non si è costituito parte civile al processo, ieri era comunque presente, in quanto parte offesa, all’udienza di ammissione prove davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone. Nel frattempo ha perdonato il suo aggressore, come ha confermato in presenza del difensore dell’imputato, avvocato Franco Taurchini.
“L’ho perdonato”, conferma Notazio, che sarà sentito come testimone il prossimo 16 settembre, quando dovrà ricostruire in aula il tentativo di rapina subito mentre stava uscendo da una pizzeria.
“L’ho perdonato e per questo motivo – prosegue – ho deciso di non costituirmi parte civile. Per non aggravare la posizione del giovane, che sta vivendo una situazione di grandissimo disagio psico-fisico”.
“Io ritengo – tiene a sottolineare l’assessore – che l’imputato debba essere curato e rieducato e che perché questo accada non possa restare in carcere, ma debba essere trasferito presso una comunità o un centro specializzato. Mi auguro, per il suo bene, che questo possa accadere al più presto”.
“Quando sono uscito dal locale, me lo sono ritrovato che mi aspettava alla macchina – raccontò Notazio a Tuciaweb nell’immediatezza – da sotto a maglietta, ho visto che mi ha puntato qualcosa, chiedendomi i soldi. Aveva il volto coperto e io gli ho detto di andarsene. Lui, però, ha tirato fuori una scacciacani che poi mi ha buttato verso i piedi. Sono andato a prenderla e lui ha fatto lo stesso. Quando me lo sono trovato vicino, sono riuscito ad allontanarlo. Nel frattempo sono intervenuti i carabinieri, riuscendo a bloccarlo e lo hanno arrestato. Mi è andata bene perché se l’arma fosse stata vera non so cosa sarebbe potuto accadere”.
Il 19 febbraio, a distanza di dieci giorni dalla tentata rapina, il 25enne, cui erano stati concessi i domiciliari in occasione della convalida, fu arrestato una seconda volta, per evasione, dopo essere stato sorpreso dai carabinieri a spasso per il paese.
Riportato dai militari nella sua abitazione in attesa di comparire davanti al giudice la mattina successiva per la convalida, non contento, ha messo a soqquadro casa e tentato di nuovo la fuga, gettandosi dalla finestra e precipitando su un camper parcheggiato lungo via Cardinal Salotti.
I carabinieri sono poi riusciti a farlo scendere dal tettino del caravan e lo hanno portato in caserma, allertando il 118, che lo ha trasferito al pronto soccorso dell’ospedale Belcolle di Viterbo per gli accertamenti e le cure del caso.
Il giorno dopo il giudice del tribunale di Viterbo, rimettendolo in libertà dopo la convalida dell’arresto per evasione, ha però disposto l’aggravamento della misura dei domiciliari che gli erano stati concessi per la tentata rapina a Notazio, disponendo comunque la custodia cautelare in carcere, dove a causa dei disturbi autolesionistici di cui soffre sarebbe attualmente seguito da una psicologa.
Silvana Cortignani
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