Viterbo – (sil.co.) – Inseguimento con sparatoria a Valle Faul, al via la messa in prova i due pregiudicati di nazionalità romena che la notte tra l’11 e il 12 febbraio hanno seminato il panico per una ventina di minuti nel centro storico di Viterbo cercando di sfuggire ai carabinieri del Norm.
I militari li avevano intercettati in piazza del Teatro mentre erano sulle tracce di una Golf nera i cui passeggeri, verso le 21,30, avevano aggredito un collega fuori servizio, sferrandogli un pugno perché li aveva ripresi per motivi di viabilità lungo la strada del Cuculo, tra la Palanzana, il Respoglio e la frazione della Quercia.
Il giudice Silvia Mattei, dopo avere accolto la richiesta dei difensori Federica Ambrogi, Barbara Calmanti e Mario Proietti, ha disposto ieri per entrambi la messa in prova, durante la quale saranno impegnati in lavori di pubblica utilità. Per 13 il conducente e 12 mesi il passeggero, presso un ente benefico, dove presteranno la loro opera gratuitamente per 12 ore la settimana. Passato l’anno, il 13 ottobre 2021, i due imputati torneranno davanti al giudice per la “verifica” e se avranno rispettato i termini della messa in prova i reati di cui sono imputati verranno dichiarati estinti senza ulteriori strascichi giudiziari.
Entrambi sono stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale. Il conducente è accusato anche di guida in stato di ebbrezza e di porto di un coltello proibito, per un coltello rinvenuto sotto il sedile della vettura durante la perquisizione.
Lo scorso 28 febbraio il giudice Mattei, accogliendo la richiesta di messa in prova, ha rinviato l’udienza al primo luglio per l’elaborazione di un programma di trattamento, mettendo in guardia uno degli imputati, noto per i suoi numerosi precedenti, dal commettere nel frattempo altri reati, tenendo bene a mente che gli è stata data una preziosa possibilità di riscattarsi, viste le pendenze in corso. Si tratta, peraltro, di uno dei sei arrestati per la rissa esplosa in viale Trento, la notte tra il 5 e il 6 gennaio, all’uscita di un circolo privato adibito a discoteca, all’interno di un appartamento Arci. Anche in quell’occasione era stato rimesso dopo la convalida senza alcuna misura cautelare, in attesa del processo per direttissima rinviato all’11 marzo, quando è scattato il lockdown per la pandemia di Coronavirus.
Il carabiniere aggredito, che non era in servizio e viaggiava a bordo della sua automobile, avrebbe inchiodato, vedendo la Golf nera con a bordo la coppia ferma in mezzo alla strada del Cuculo, già del suo stretta e tortuosa, facendo il verso di avvicinarsi per chiedere cosa stessero facendo. Il conducente lo avrebbe aggredito, sferrandogli un cazzotto per poi darsi alla fuga. Secondo l’imputato perché, non sapendo che fosse un carabiniere, avrebbe avuto paura vedendo uno sconosciuto che gli si avvicinava.
Scattato l’allarme, la vettura con i due sospetti a bordo è stata rintracciata verso l’1,45 in piazza del Teatro. Ma alla vista dei carabinieri la Golf, che sarebbe stata all’imbocco del Corso, avrebbe innestato la retromarcia, schizzando via a folle velocità verso le vie del centro, inseguita dai militari che nel frattempo chiedevano rinforzi, cercando di speronare le auto dei militari e rischiando di mettere sotto qualche passante che si fosse malauguratamente trovato in strada a quell’ora della notte.
La Golf nera si è fermata solo quando, a Valle Faul i carabinieri hanno esploso due colpi di pistola in aria, distraendo il conducente, che si è schiantato contro una banchina di cemento salvagente, interrompendo la sua folle corsa.
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