Sutri – (s.m.) – L’ordinanza della discordia è una “sgarbata”: una provocazione alla Vittorio Sgarbi. Che vuole andare fino in fondo: “Io ho dato l’ok”, dice. Ma senza necessariamente sfoderare il massimo della cattiveria: se collabora e sfila la mascherina, chi la indossa senza motivo – camminando per strada da solo, in macchina, o in un posto non a rischio assembramenti – può evitare la multa. Parola del sindaco di Sutri.
Sgarbi, l’ordinanza è già in vigore?
“Io l’ho fatta partire poi siccome ci sono dei contrasti nell’amministrazione magari vedrò di rallentarla. Però voglio che entri in vigore. Ho dato l’ok per firmarla, non so se è stata ancora materialmente firmata. Il mio vicesindaco è più prudente. Mi ha detto: ‘Ma dai, non farla, tanto l’hai solo annunciata’. Comunque è già stata inviata anche al capo di gabinetto del ministero dell’Interno Bruno Frattasi”.
Perché questa ordinanza? E in che senso definisce la multa “un paradosso”?
“La cosa dovrebbe svolgersi più o meno così. I vigili urbani fermano qualcuno che è solo, in macchina, con la mascherina. Gli dicono: ‘scusi, perché la porta?’. Il conducente la toglie e fine del discorso. Niente multa. Se invece la tiene, io la multa gliela faccio. Quindi mi pare chiaro che non ci voglia molto a non farsi sanzionare. Non c’è neanche l’importo della multa”.
Ma così non si rischia di generare confusione nei cittadini?
“L’ordinanza è chiarissima. Ineccepibile. Si richiama perfettamente alla legge. Il decreto del 16 agosto è preciso: discoteche chiuse e mascherine dove ci sia pericolo di assembramento. Se lei passeggia da sola per la campagna etrusca che la indossa a fare? Chi glielo impone? Nessuno. Quindi è inutile. Se poi qualcuno volesse imporlo, io introduco un altro elemento: una legge dice che non possiamo andare in giro travisati. È la 155/2005, entrata in vigore dopo l’11 settembre 2001. Dice testualmente: ‘È vietato l’uso di caschi protettivi o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo. È in ogni caso vietato l’uso predetto in occasione di manifestazioni che si svolgano in luogo pubblico o aperto al pubblico’. Non è stata mai cancellata. Quindi non mi rompano i coglioni, faccio casino con tutti i carabinieri del mondo. Chiunque ti imponga la mascherina, al di fuori dei possibili assembramenti, è fuori legge”.
Non l’ha fatto nessuno. E però chi la indossa anche in macchina da solo, come dice lei, c’è. Mi pare lo abbia definito “uso fanatico della mascherina”. Perché, secondo lei?
“Certo che ci sono. L’ordinanza è diretta a loro. Vedi marito e moglie che camminano insieme con la mascherina. Ma io dico: quando vai a letto ti metti la mascherina? Ma dove cazzo siamo? La gente ha paura. È stata rovinata dalla comunicazione televisiva, che ogni giorno indica i contagiati come fossero malati. Briatore che razza di malato è? È andato in ospedale due giorni ed è uscito. Sa quanti sono i malati contagiati con rischio di morte di epatite C? Un milione e mezzo. Nessuno si preoccupa del fatto che possano morire”.
Di Coronavirus si muore ancora. Meno di prima, più in altre parti del mondo che in Italia. Ma si muore ancora.
“Ma non vogliono dare i dati veri. Molti di questi morti avevano patologie pregresse, erano anziani. Ci sono storie di morti per cause naturali classificati come morti per Covid. In sei mesi abbiamo avuto 4 decessi di bambini sotto i 9 anni e nessuno tra i 9 e i 20. Roberto Rigoli, primario del reparto di microbiologia a Treviso, dice che il Coronavirus si è spento: su 60mila tamponi, fatti dal primo giugno in Veneto, sono stati trovati 3 positivi. Che razza di emergenza è questa? Chi vogliono prendere per il culo? Non vengano a rompere il cazzo a me. Come dice il mio amico Bernard Henry Levy: ‘Le virus rend fou’. Il contagio è al cervello. Si dovrebbero dare dati veri, ma i dati veri forse non interessano”.
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