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Il giornale di mezzanotte - Viterbo - La presidente Simonetta Pachella racconta le enormi difficoltà che stanno vivendo in vista della riapertura del 14 settembre - FOTO E VIDEO

“Istituto Orioli, lunedì faremo entrare solo i ragazzi del primo anno perché le condizioni per aprire a tutti non ci sono”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Lunedì faremo entrare soltanto i ragazzi del primo anno. Perché le condizioni per aprire le porte a tutti quanti gli studenti non ci sono. Sarebbe meglio rinviare la riapertura di una settimana, dieci giorni”. Istituto superiore Francesco Orioli di Viterbo, a 3 giorni dall’apertura delle scuole. Nell’anno del Coronavirus. A parlare è la dirigente scolastica Simonetta Pachella.

Una situazione, quella che descrive la preside, simile a tanti altri istituti della Tuscia. Tant’è vero che 26 dirigenti scolastici hanno mandato una lettera al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per dirgli chiaro e tondo che il 14 settembre le scuole della provincia di Viterbo non possono aprire perché non sono in sicurezza. Perché, per come sono messe, la normativa anti Covid difficilmente potrà essere rispettata. Meglio rimandare di una settimana, dopo il referendum costituzionale del 20 e 21 settembre.


Viterbo - La dirigente scolastica dell'Istituto Orioli Simonetta Pachella

Viterbo – La dirigente scolastica dell’Istituto Orioli Simonetta Pachella


“Non abbiamo a disposizione niente – prosegue Pachella -. Il ministero dell’istruzione ci aveva promesso le mascherine, ma non sono arrivate. Non abbiamo nemmeno i banchi che potrebbero arrivare in questi giorni, ma al momento non ci sono. Quindi, il distanziamento sociale lo possiamo assicurare solo organizzandoci per conto nostro”.



Come? I turni. “Per quanto riguarda gli studenti – risponde la dirigente scolastica -, faremo i turni. Un giorno un indirizzo, un giorno un altro. I ragazzi dell’indirizzo previsto per quel giorno verranno a scuola, mentre tutti gli altri resteranno a casa seguendo la didattica a distanza. Una situazione che andrà avanti finché tutto quanto non sarà a posto. Massimo una settimana, dieci giorni”. Considerando che i giorni della settimana sono sette, escludendo la domenica e tenuto conto che gli indirizzi dell’Orioli sono 6, ciò potrebbe voler dire che gli studenti potrebbero andare a scuola, ciascuno, soltanto un giorno a settimana. Probabilmente soltanto per fare laboratorio visto che quest’ultimo a distanza è piuttosto difficile da gestire.   

Le mascherine. “In tal caso – aggiunge Pachella -, noi possiamo garantire le mascherine soltanto al personale scolastico. Chiederemo ai genitori di mandare i figli a scuola già forniti di mascherina. Se poi uno di loro dovesse presentarsi senza ci penseremo noi”.

I banchi. “Speriamo – sottolinea Pachella – che arrivino in settimana, altrimenti con i turni e distanziando a dovere i banchi riusciremo lo stesso a far fronte al problema”.


Viterbo - L'Istituto superiore Francesco Orioli

Viterbo – L’Istituto superiore Francesco Orioli


“Speriamo solo – evidenzia poi la dirigente – che questa situazione sia il più possibile transitoria. Comunque sia, da quello che ci è stato detto e da quello che possiamo immaginare, tempo 10 giorni e tutto dovrebbe andare come deve”.

Insomma, il messaggio è chiaro. Garantire le condizioni di sicurezza per il 14 settembre è estremamente improbabile. Non solo, ma data la situazione, le scuole, nella situazione in cui si trovano, potranno resistere al massimo una decina di giorni. Probabilmente non di più.


Viterbo - Un'aula dell'Istituto Orioli

Viterbo – Un’aula dell’Istituto Orioli


L’istituto Orioli può contare su due edifici. Uno a Villanova, a nord di Viterbo, l’altro al Pilastro, esattamente dalla parte opposta. Pachella è preside dal 2008 e dirige l’Orioli da 5 anni. Un istituto con 950 studente iscritti e circa 250 lavoratori tra docenti e personale Ata. La scuola vanta anche 6 indirizzi: agrario, manutenzione e assistenza tecnica, moda, servizi commerciali, servizi socio sanitari, liceo artistico. “Fornire tutti i giorni le mascherine a 1200 persone – fa notare Pachella – in sostituzione di quelle promesse dal ministero, per la scuola sarebbe un salasso. Ci piacerebbe tanto e lo vorremmo fare nell’interesse e al servizio di ragazzi e famiglie. Ma non abbiamo proprio i soldi per poterlo assicurare”.


Viterbo - Un laboratorio dell'Istituto Orioli

Viterbo – Un laboratorio dell’Istituto Orioli


Sta per arrivare anche un terzo edificio. Per l’esattezza un paio di piani, terra e primo, dell’ex istituto Rousseau lungo strada Richiello. “Ce lo ha messo a disposizione la provincia, il pianterreno, con il proprietario che ci ha dato il comodato d’uso gratuito del primo piano. Per un paio di mesi. Poi si vedrà. Nel frattempo però, questi due piani, sono una conquista fondamentale. Perché un altro problema della scuola sono i laboratori. Se non abbiamo più aule a disposizione non li possiamo più garantire. E questa cosa non è possibile perché il lavoro in laboratorio per gli studenti dell’Orioli è una parte fondamentale e decisiva per la loro formazione”.



Una situazione difficile, anzi difficilissima. “E la responsabilità – spiega Pachella – non è certo dei dirigenti scolastici. E per quanto riguarda le istituzioni devo dire che a starci vicina, e la cosa va avanti da anni, è stata in particolar modo l’amministrazione provinciale che si sta spendendo in tutti i modi per garantire l’apertura in sicurezza degli istituti. Fatto sta che noi presidi non abbiamo responsabilità. Rischiamo però di pagare per quelle degli altri. Noi stiamo lavorando dalla mattina alla sera, senza ferie e con poco tempo libero a disposizione. Lo facciamo volentieri, perché quello che conta è garantire la massima sicurezza agli studenti e a tutte quante le loro famiglie”.


Viterbo - Una parte degli impegni della dirigente Simonetta Pachella

Viterbo – Una parte degli impegni della dirigente Simonetta Pachella


Il telefono dell’ufficio di Pachella squilla in continuazione. Appena la preside mette il naso fuori dalla porta, collaboratori e docenti chiedono informazioni su come muoversi in merito a questa o a quell’altra normativa. La dirigente risponde a tutti, senza sosta. Sul suo tavolo c’è anche una lista di cose da fare. Appuntamenti e appunti, lungo tutta la giornata. Presidi che in questi anni, con le riforme della scuola, si sono trasformati in dirigenti e, con dimensionamento e accorpamento, sono stati chiamati a gestire edifici e superfici che fanno degli istituti dei veri e propri piccoli comuni da amministrare. 

“Considera – commenta infatti Pachella – che tra alunni, lavoratori e famiglie, ogni giorno abbiamo a che fare con una popolazione di quasi 5 mila ‘abitanti'”. Più di Proceno, Capodimonte e Blera messi insieme.


Viterbo - Il responsabile dell'inclusione dell'istituto Orioli Mirko Ottoni

Viterbo – Il responsabile dell’inclusione dell’istituto Orioli Mirko Ottoni


Infine, non da ultima, un’altra questione. Gli studenti “fragili”. 

“In questa scuola abbiamo più di 100 alunni con disabilità – racconta il responsabile dell’inclusione dell’Istituto Mirko Ottoni – ma solo, al momento 35 insegnanti di sostegno a disposizione. Venerdì verranno fatte le nomine e forse arriveremo a 61 insegnanti. Per garantire il servizio al meglio ne servirebbero però 75. Tuttavia, il 14 settembre, il rischio di partire con soli 35 docenti è concreto. Ci sono poi tanti studenti, quasi il 30%, con difficoltà economiche e sociali. Insomma, le difficoltà a partire dal primo giorno di scuola, anche da questo punto di vista saranno notevoli. Alla famiglie dei ragazzi disabili con una certa gravità chiederemo di pazientare con una presenza ridotta da parte dei loro figli. Anche se in questo periodo di Covid i ragazzi disabili o gli studenti in difficoltà sono stati quelli più penalizzati”.

Daniele Camilli


Multimedia: L’istituto Orioli – Video: La scuola in vista della riapertura del 14 settembreLa situazione degli studenti “fragili”

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11 settembre, 2020

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