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Cassazione - Operazione Eurojust - Annullata l'ordinanza del gip del tribunale di Viterbo - Avendo compiuto 70 anni, dovrà essere rivaluta la misura cautelare

Dall’Olanda con 12 chili di cocaina, condannato a sei anni chiede la scarcerazione “per limiti di età”

di Silvana Cortignani
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Operazione Eurojust - La cocaina sequestrata a Monte Romano

Operazione Eurojust – La cocaina sequestrata a Monte Romano

Operazione Eurojust - Cocaina a Monte Romano

Operazione Eurojust – Cocaina a Monte Romano

Operazione Eurojust - Cocaina a Monte Romano

Operazione Eurojust – Cocaina a Monte Romano

Monte Romano – Dall’Olanda con 12 chili di cocaina, condannato a sei anni chiede la scarcerazione per raggiunti “limiti di età”.

Dodici chili di cocaina dalle quali erano ricavabili 69.815 singole dosi. Un fiume di droga per cui è stato condannato a sei anni di reclusione e ventimila euro di multa il 71enne olandese arrestato il primo marzo 2019 a Monte Romano assieme alla moglie e a un allevatore del posto, questi ultimi tuttora sotto processo davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei.

Il presunto narcotrafficante è detenuto a Mammagialla.

– Narcotraffico, al setaccio i messaggi della coppia olandese arrestata

L’uomo, che lo scorso 27 febbraio è stato giudicato dal tribunale di Viterbo con lo sconto di un terzo della pena dell’abbreviato, avendo nel frattempo compiuto 70 anni, ha chiesto al tribunale del riesame, che il primo giugno ha rigettato la richiesta, l’annullamento della misura di custodia cautelare in carcere disposta il primo marzo 2019 dal gip del tribunale di Viterbo.

Il caso è quindi finito in cassazione, dove è stato discusso il 3 novembre davanti alla sesta sezione penale presieduta dal giudice Anna Petruzzellis, che ha annullato l’ordinanza, con rinvio al riesame perché, alla luce dell’età, valuti la sussistenza o meno delle esigenze cautelari.


“Dopo i 70 anni, scadimento delle facoltà fisiche e psichiche”

Riguardo all’età “avanzata”, dicono gli ermellini: “”L’art. 275, comma 4, cod. proc. pen. stabilisce che non può essere disposta la custodia in carcere salvo che sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, quando l’imputato sia persona che ha superato l’età di settanta anni, facendo derivare dal superamento del settantesimo anno di età una presunzione di ridotta pericolosità sociale connessa all’inevitabile scadimento delle facoltà fisiche e psichiche dell’uomo, affidando al giudice il compito di stabilire, caso per caso, se la situazione di fatto, valutata complessivamente, sia di tale gravità da giustificare, anche in tale ipotesi, l’applicazione di una misura cautelare”.

Al compimento dei settanta anni, in parole povere, un detenuto ha tutto il diritto di avanzare un’istanza di scarcerazione che, se negata, deve essere adeguatamente motivata. 


“Il carcere è un provvedimento fisiologicamente provvisorio”

Più in generale: “I provvedimenti in materia cautelare – viene sottolineato dalla cassazione – sono fisiologicamente provvisori, in quanto sempre modificabili e revocabili, perché destinati a valere sino a quanto rimangano invariate le condizioni di fatto e di diritto su cui si fondano. Ne discende che i presupposti della cautela devono sussistere non solo al momento costitutivo del vincolo imposto alla libertà personale, ma anche nel corso dell’esecuzione del provvedimento cautelare”. 

“La misura cautelare – sottolinea la cassazione – deve essere revocata nel caso in cui venga meno taluno dei presupposti della misura ovvero sostituita con altra, meno o più afflittiva, al variare dell’intensità dei pericula libertatis o al modificarsi delle condizioni personali. Le indicate norme impongono, dunque, la verifica della perdurante legittimità della restrizione personale durante tutto il corso di esecuzione della misura cautelare, attraverso un costante adeguamento dello status libertatis agli eventuali fatti sopravvenuti, alle possibili modifiche della situazione processuale, dei presupposti o delle condizioni di legge nonchè a fatti preesistenti non conosciuti o non valutati dal giudice”.

Silvana Cortignani


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13 novembre, 2020

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