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Tribunale - Operazione Eurojust - Davanti ai giudici dopo oltre sei anni l'imprenditore di Monte Romano coinvolto in un'indagine internazionale

Narcotraffico, arrestato con coppia di corrieri olandesi si difende: “Sono solo un pastore”

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Monte Romano – (sil.co.) – Fiumi di cocaina dall’Olanda: “Sono soltanto un pastore”. Si difende così l’allevatore 69enne di Monte Romano arrestato il 1 marzo 2019 con una coppia di spacciatori olandesi settantenni, marito e moglie, il primo già condannato da tempo per traffico internazionale di stupefacenti con l’abbreviato e la seconda tuttora a processo con lui davanti al collegio col rito ordinario. 


Operazione Eurojust - L'auto usata per trasportare la droga

Operazione Eurojust – L’auto attrezzata per trasportare la droga


“Parlo solo italiano”. Per l’allevatore, originario della Sardegna ma residente a Monte Romano da cinquant’anni, l’accusa di far parte di una rete internazionale di narcotrafficanti sarebbe stato un fulmine a ciel sereno. “Moglie e marito olandesi li ho visti per la prima volta in caserma e parlo solo italiano”, ha detto l’imputato, senza fare nulla per nascondere l’evidente accento sardo, nonostante da oltre mezzo secolo sul continente. Per la difesa si è trattato di un gigantesco equivoco: “È finito in manette un innocente”. 

La strada delle pecore. Caso ha voluto che la coppia sia stata intercettata sulla stessa strada che lui percorre tutti i giorni, più volte al giorno, per recarsi sui terreni dove tiene il bestiame: “All’epoca avevo 400 pecore e andavo tutte le mattine e tutte le sere a mungerle, quindi portavo il latte nei frigoriferi che ho in paese, perché in campagna ho solo il gruppo elettrogeno per la mungitrice. Quel giorno, con mio genero, siamo tornati un’altra volta, perché dovevo preparare gli agnelli per il macellaio”, ha spiegato il 69enne, difeso dall’avvocato Paolo Pirani.

L’interrogatorio si è interrotto qui, in seguito alla scoperta che gli viene contestata l’aggravante dell’ingente quantità, per cui la diversa composizione del collegio ha costretto i giudici a rinviare l’atteso interrogatorio a data da stabilire.


Operazione Eurojust - La cocaina sequestrata a Monte Romano

Operazione Eurojust – La cocaina sequestrata a Monte Romano


Cocaina per 70mila dosi. Il processo è scaturito dall’operazione Eurojust, sfociata il 1 marzo 2019 nel sequestro di 14 chili di cocaina da cui sarebbe stata ricavabile una valanga di quasi settantamila dosi, per l’esattezza secondo le analisi 69.815 singole dosi. Lo stupefacente – custodito all’interno di una Ford C.Max con targa olandese con a bordo una coppia di coniugi settantenni dei Paesi Bassi – secondo l’accusa, avrebbe dovuto essere consegnato all’allevatore.

Sei anni al corriere della droga. L’olandese sarebbe stato un corriere della droga professionista, responsabile di due ingentissime “importazioni” di cocaina, per un totale di 22 chili in soli 20 giorni, dieci e dodici chili per volta. L’uomo, Hermanus Theodorus Gerardus Verbrugge, oggi 75enne, è stato condannato in via definitiva nel 2021 a sei anni di reclusione con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato, da fare in carcere.

Auto attrezzata ad hoc. Quel giorno i carabinieri, perquisite le auto, hanno trovato in quella degli olandesi 12 involucri di cocaina per un peso complessivo di oltre 14 chili, nascosti nei sottofondi creati ad hoc. La coppia, secondo l’accusa, avrebbe fatto parte di un’organizzazione criminale che spacciava droga in tutta Europa. Il gruppo avrebbe reclutato sempre nei Paesi Bassi camionisti e corrieri, come nel caso della coppia fermata a Monte Romano, affinché trasportassero la droga.


Operazione Eurojust - Cocaina a Monte Romano

Operazione Eurojust – Cocaina a Monte Romano


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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10 settembre, 2025

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