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Viterbo – (sil.co.) – Usura e estorsione, condannato a un anno e otto mesi l’ex agente penitenziario Angelo Fortuna.
Ha scelto un rito alternativo e se l’è cavata con lo sconto di un terzo della pena il 39enne consigliere comunale di Barbarano Romano ritenuto vittima e complice del presunto strozzino Salvatore Bramucci, 56 anni, con il quale è stato arrestato nel blitz della polizia disposto dal gip Francesco Rigato, lo scorso 9 gennaio, su input dei pm Stefano D’Arma e Michele Adragna.
Secondo la procura, i due presunti complici avrebbe intercettato soprattutto imprenditori in difficoltà, in un tessuto sociale, come quello viterbese, permeato dall’usura anche a causa delle difficoltà di accesso al credito da parte dei titolari di piccole aziende, imprese agricole o artigiane, studi professionali.
A distanza di quasi un anno dall’arresto, le strade dei due, indagati per usura ed estorsione aggravate in concorso, si sono divise.
Bramucci, assistito dall’avvocato Giuliano Migliorati, è comparso ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei, che potrebbe ancora accogliere un’eventuale richiesta di patteggiamento o rito abbreviato da parte della difesa. Interlocutoria l’udienza di ieri, rinviata al 12 gennaio, quando si deciderà il prosieguo.
Nell’abitazione di Soriano nel Cimino di Bramucci furono trovati diversi orologi Rolex d’oro e la somma di diecimila euro in contanti. Il “tesoretto” è stato rinvenuto e sottoposto a sequestro durante la perquisizione a casa del 56enne, che già nel 2007 era stato arrestato per usura e tentata estorsione nell’ambito dell’operazione Bobcat.
Tre le presunte vittime di usura e estorsione da parte di Bramucci: una coppia e un commercialista residenti sui Cimini e lo stesso coindagato Fortuna, che a sua volta si sarebbe rivolto a lui per problemi di liquidità.
Teste chiave dell’accusa, in quanto principale accusatore, sarebbe il commercialista. Durante le indagini, gli investigatori, avrebbero trovato ampi riscontri alle sue dichiarazioni sulla scorta della documentazione bancaria acquisita, dell’esame dei messaggi minacciosi inviati da Bramucci al professionista, della registrazione della conversazione del 4 ottobre 2018.
Tre mesi prima dell’arresto, il 56enne si sarebbe recato presso lo studio del commercialista per ottenere la consegna di 15mila euro, frangente nel corso del quale gli investigatori avrebbero udito anche gravi minacce da parte dell’imputato, che si sarebbe detto pronto a ricorrere a una persona armata per avere denaro chiesto. Fortuna, in un’occasione, davanti a una vittima sgomenta, messa sotto torchio da Bramucci, avrebbe fatto la sua parte stando da una parte in silenzio, ma armeggiando minacciosamente col caricatore della pistola.
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