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L'interrogatorio di garanzia - Entrambi gli arrestati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere - Le difese: "Vogliamo prima studiare le carte"

Usura e estorsione, Bramucci e Fortuna fanno scena muta davanti al gip

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Salvatore Bramucci

Salvatore Bramucci

Il tribunale

Il tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Usura e estorsione, Salvatore Bramucci e Angelo Fortuna fanno scena muta davanti al gip. Sono la coppia di presunti complici arrestati il 9 gennaio dalla polizia che ha notificato loro l’ordinanza di custodia cautelare per usura ed estorsione aggravata e continuata in concorso emessa dal gip Rigato su richiesta dei pm Stefano D’Arma e Michele Adragna. 

E’ finito nel giro di pochi minuti, ieri mattina, l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Francesco Rigato del pregiudicato 56enne di Soriano nel Cimino e dell’ex poliziotto della penitenziaria 39enne. Entrambi gli indagati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Non sarebbe stato infatti possibile per le difese, a distanza di pochi giorni dall’arresto, studiare tutte le carte e riuscire anche a fare ordine nel mare magnum di movimenti di denaro da parte della principale presunta vittima, un consulente di Vignanello che avrebbe privilegiato l’uso di contanti a sistemi di pagamento più facilmente tracciabili.

Il professionista, che finendo in mano agli strozzini avrebbe rischiato la bancarotta, al momento sarebbe il testimone chiave dell’accusa. Colui che con la sua denuncia ha fatto scattare l’inchiesta a carico degli indagati. Sarebbe stato sempre lui, inoltre, a mettere in contatto le altre tre vittime finora identificate coi presunti aguzzini.

“Se mi dai cinquemila euro, poi io te ne do seimila”, sarebbe stato uso chiedere il professionista. Tra il contabile e i presunti carnefici sarebbero emersi numerosi passaggi di denaro che, seppure prevalentemente attraverso somme liquide, avrebbero avuto riscontro anche dalle conversazioni al centro delle numerose intercettazioni telefoniche e ambientali tra le parti.

Come è noto a casa di Bramucci la polizia ha sequestrato diecimila euro in contanti e cinque orologi, tra i quali due Rolex d’oro. Un tesoretto, vista l’ingente somma di denaro e il numero di orologi di pregio nascosti nell’abitazione, secondo gli investigatori che non escludono possano esserci altri valori occultati altrove. 

Poderoso e complesso il fascicolo delle indagini che hanno convinto la procura a chiedere la misura cautelare per Bramucci e Fortuna, in carcere il 56enne e ai domiciliari il 39enne. Per questo i difensori Giuliano Migliorati e Enrico Valentini dicono di volere prima “acquisire e studiare tutte le carte” relative alle posizioni dei propri assistiti. Le presunte prove dell’accusa, come accade spesso nelle indagini relative a reati come l’usura e l’estorsione, potrebbero infatti prestarsi a molteplici letture, soprattutto alla luce degli scambi di denaro in contanti che ci sarebbero stati tra le parti di cui per l’appunto non ci sarebbe traccia. 


Articoli: Estorsione e usura, oggi davanti al gip Salvatore Bramucci e Angelo Fortuna – Pistola in pugno spaventavano le vittime – Estorsione e usura, in manette un pregiudicato e un ex agente della penitenziaria – “Gli arrestati incutevano estremo timore nelle vittime, particolare è la loro attitudine criminale”  – Estorsione, due arrestati all’alba


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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14 gennaio, 2020

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