Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Bilanci 2020 - Il punto sull'emergenza giustizia ai tempi del Coronavirus con il delegato dell'organismo congressuale forense Luigi Sini - VIDEO

“Mia figlia si è laureata… dobbiamo prendere il buono dell’anno del Covid”

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:

Luigi Sini

Luigi Sini, delegato dell’Organismo congressuale forense


Viterbo – Presidente dell’ordine degli avvocati dal 2010 al 2018, l’avvocato Luigi Sini è oggi delegato dell’Organismo congressuale forense nell’ambito del distretto Lazio. Il legale, 55 anni compiuti il 16 novembre, è sposato con la collega Claudia Polacchi dalla quale ha avuto due figli, un maschio e una femmina. Ex studente dell’allora liceo ginnasio Buratti, si è laureato il 14 luglio 1990 alla Sapienza di Roma. A distanza di trent’anni, nell’annus horribilis 2020, si è laureata in giurisprudenza anche sua figlia. 

Luigi Sini, una cosa da tenere e una cosa da buttare dell’anno appena trascorso?
“Il Covid ha segnato profondamente la vita mia e quella della mia famiglia. A maggio mia figlia Alice si è laureata in giurisprudenza a distanza e per noi che ci aspettavamo di andare tutti quanti a Bologna per assistere alla sua discussione, farlo da casa è stato altrettanto bello e soddisfacente. Sicuramente un ricordo che porteremo sempre nei nostri cuori. Cosa buttare? Sempre a livello personale, la scomparsa di mio suocero Marcello Polacchi, deceduto pochi giorni fa, il 19 dicembre, alla vigilia di Natale. Lui è stato il titolare dello studio nel quale io e mia moglie abbiamo iniziato e purtroppo la malattia, il Covid, lo ha portato via. Quello che dobbiamo fare adesso è continuare a lavorare e guardare al futuro”.


Marcello Polacchi

Marcello Polacchi


Quale bilancio per il 2020 sul fronte sempre caldo della giustizia?
“Il 2020 ha dimostrato qualche inefficienza del sistema giustizia, che ci deve portare a ragionare su quali modifiche vanno apportate al fine di migliorarlo. La funzione dell’Organismo congressuale forense, che io rappresento in provincia di Viterbo, è quella di migliorare, non vedere solo le cose che vanno male, cercare di prendere quel che di buono può essere venuto, alcune misure che sono state prese, che hanno consentito di continuare lo svolgimento dell’attività giudiziaria in un momento che sicuramente è stato inaspettato e al quale non eravamo preparati”.

Sono a rischio i diritti costituzionalmente garantiti?
“Io non ritengo particolarmente. Sicuramente tutti viviamo delle limitazioni, che però la costituzione consente per la tutela della salute. Ma non vedo particolari rischi. Ce n’erano sicuramente in materia di giustizia per le cosiddette udienza da remoto,  a causa delle quali l’oralità del processo è venuta meno. Speriamo che sia limitata al periodo emergenziale, prenderemo quel che c’è di buono. Soprattutto nel settore civile alcune udienze potranno continuare tranquillamente a farsi anche da remoto con trattazione scritta. Non deve essere però questo, secondo me, rimesso alla scelta del magistrato, ma piuttosto alla scelta dell’avvocato che conosce la causa. Più in generale non vedo particolari rischi per la tenuta costituzionale che non ce ne fossero già prima. Dire che c’è un eccesso di decretazione d’urgenza in questo periodo mi sembra superfluo. E’ il sistema politico che forse va cambiato, ma andremmo troppo in là”. 



Lo scorso 4 marzo, prima che scattasse il lockdown a livello nazionale, l’Ocf aveva già indetto l’astensione degli avvocati dalle udienze…
“Lo stop è stato inevitabile, c’è stata una reazione immediata da parte dell’avvocatura. Ricordo ancora come anche a Viterbo, sulle nostre chat, si parlasse della paura di andare in udienza e ci si chiedesse cosa bisognava fare. Soprattutto le colleghe, che si sono ritrovati i figli che non andavano più a scuola. Sembrava che nei tribunali il problema non esistesse, allora abbiamo usato l’astensione come grimaldello. L’Ocf, che ha la fortuna di rappresentare tutta l’avvocatura a livello nazionale, si è mosso immediatamente, non appena resosi conto, dopo l’ultima riunione in presenza di fine febbraio, che dai colleghi residenti nelle zone più colpite arrivavano già notizie tragiche e allarmanti. La prima azione, che ha rappresentato un punto di svolta, anche se sul momento non tutti l’hanno capita, è stata l’indizione dell’astensione dalle udienze a partire dal 4 marzo. Ci siamo resi conto che la situazione era grave. Noi nel centro e nel sud non la vivevamo ancora con quella intensità, ma i colleghi di Piemonte, Lombardia e Veneto già ci rappresentavano situazioni molto difficili”. 


Luigi Sini con la moglie Claudia Polacchi

Luigi Sini con la moglie Claudia Polacchi


Col lockdown è arrivato il calo dei fatturati e anche a Viterbo ci sono diversi avvocati che si sono cancellati dall’albo, rinunciando a praticare la professione…
“Quello delle cancellazioni è un trend che va avanti da alcuni anni. Così come il calo dei tirocinanti. Sono stato in consiglio dal 1998 fino al 2018, i primi anni non si cancellava nessuno, era difficilissimo. Dal 2010 in poi abbiamo cominciato a vedere cancellazioni che prima non c’erano. Sicuramente nel 2020 hanno subito un’accelerazione, ma non si tratta di una novità. Ci sono molti giovani, ad esempio, che optano per altre soluzioni lavorative, magari più sicure”.

Si può parlare di professione in crisi?
“La crisi noi la vediamo sempre ritardata nel tempo, nel senso che, nel nostro lavoro, concludiamo oggi affari iniziati anni e anni fa. Si chiudono cause iniziate 4-5 anni fa e quindi il fatturato attuale riguarda in buona parte lavori compiuti nei tempi passati. Non deve però mancare una visione a lungo termine, perché noi la crisi di oggi la sentiremo tra qualche tempo”. 

Si dice che il Covid abbia prodotto un aumento delle liti all’interno delle famiglie, delle problematiche civilistiche, vuoi coi vicini di casa piuttosto che col datore di lavoro…
“Durante la prima chiusura, andando a studio quello che percepivamo era il ‘telefono muto’. Alla ripresa ci siamo resi conto di una recrudescenza dei dissidi familiari. All’interno dell’Ocf, dove sono coordinatore del gruppo famiglia, abbiamo lavorato tanto in quel periodo per dare indicazioni immediate ai colleghi e ai clienti su cosa si poteva fare e non fare per cercare, anche in quella fase, di attenuare possibili liti o crisi”.

Ci sono stati problemi per i figli di genitori separati?
“Ricordo tutta la questione delle visite ai figli dei genitori separati, non legalmente separati, separati di fatto. A livello nazionale ci sono stati continui contatti con il ministero, con gli uffici di governo, anche con quelli del ministero dell’interno che emanavano le Faq, ottenendo risultati soddisfacenti. In particolare si faceva riferimento alle visite, possibili solo ai genitori separati, in base a provvedimenti giudiziali, ma ci sono anche accordi che vanno al di là. A volte, successivamente, i genitori si mettono d’accordo in diverso modo, con l’autocertificazione in contrasto con quanto scritto nel provvedimento. Ebbene siamo riusciti a far valere anche gli eventuali accordi”. 


Lo scambio di auguri di Natale in tribunale

Luigi Sini con le colleghe Anna Paradiso e Tiziana Papalia


Sappiamo che sono diminuiti i reati penali durante il Covid. Sono aumentati i fallimenti? Si può parlare di emergenza insolvenza?
“Per la materia dei fallimenti e dell’insolvenza era già in corso una modifica della legislazione. Per il fallimento in sé ci sono dei requisiti che sono molto alti, rispetto ad esempio ai fallimenti degli anni ’90, per cui sono diminuiti. Sicuramente l’insolvenza c’è. E vero pure che c’è attualmente un blocco di alcuni tipi di azioni: Esattorie non sta recuperando, i pignoramenti sulle prime case sono momentaneamente sospesi. Quando riprenderà ci sarà la vera emergenza, quello sicuramente”.

Cosa ne pensa dei vari protocolli adottai a livello locale per consentire la prosecuzione dell’attività giudiziaria?
“Uno dei problemi della giustizia è l’organizzazione. Noi abbiamo spinto perché le linee guida fossero uniformi a livello nazionale. La differenza tra avvocati e magistrati è che gli avvocati lavorano su più fronti, su più tribunali e poi c’è l’attività stragiudiziale. Noi abbiano Grosseto a 80 chilometri, Terni a 50, Civitavecchia a 40, Roma a 80. Non è possibile che dovunque andiamo ci siano delle prassi diverse. Per fare un esempio, in materia di famiglia, durante il primo periodo di chiusura, c’erano alcuni tribunali che non trattavano separazioni e divorzi, nemmeno le fasi presidenziali, altri che li trattavano. Ancora oggi non è possibile, quando devi depositare un atto, fare una richiesta, fare un’udienza, conoscere la prassi di quel singolo tribunale, se ti fanno accedere, se non ti fanno accedere, quando sarà l’udienza, com’è l’accesso all’ufficio giudiziario. Su questo dobbiamo ragionare e capire che forse l’amministrazione della giustizia non è completamente efficiente”.

Insomma parliamo di un’amministrazione della giustizia non efficiente?
“Bisognava e bisognerà dare delle linee guida dal punto di vista non dell’organizzazione logistica dei singoli uffici, perché quella è normale che sia diversa. Ci sono tribunali che ancora sono situati in vecchi stabili per cui hanno accessi piccoli, problema che noi a Viterbo non abbiamo grazie a un palazzo di giustizia estremamente funzionale. E’ normale che ogni ufficio debba regolarsi in base alle sue caratteristiche e anche in base all’emergenza epidemiologica che c’è in quella località. Quello che non è giustificabile è che un tribunale interpreti la norma ritenendo che un determinato giudizio non debba essere trattato e a 50 chilometri venga trattato”. 

Silvana Cortignani


Condividi la notizia:
6 gennaio, 2021

Bilanci 2020 ... Gli articoli

  1. "Avvocati garanzia di libertà di fronte ai cambiamenti imposti dalla pandemia"
  2. "Basta mediocrità e più attenzione alle relazioni, la gente ha bisogno di certezze"
  3. "In campo con tutte le forze dell'ordine per scortare i vaccini anti Covid..."
  4. "Il mio sogno è costruire una nuova scuola superiore nella città dei papi"
  5. "In via di approvazione la legge, a mia prima firma, per sostenere la filiera del latte d'asina"
  6. "Il lockdown mi aveva bloccato, avevo paura di rifarmi male"
  7. "Se non denunciamo non siamo in grado di resistere alla penetrazione mafiosa"
  8. "Col Covid si è lavorato male e a fatica, solo il Made in Italy ci salverà"
  9. "La nostra squadra ha agito all'unisono in virtù di un determinato obiettivo"
  10. "Ha vinto il buonsenso, nonostante i guadagni in picchiata a causa del Covid"
  11. "In tre anni la fibra ottica a Viterbo"
  12. "Un 2020 disastroso, ma l'amore per il calcio batterà anche la pandemia"
  13. "La stagione invernale e quella primaverile sono saltate, pensiamo all'estate"
  14. "Distribuiti buoni spesa per l’acquisto di beni alimentari e medicinali per 34 milioni"
  15. "Un 2020 pieno d'amarezza, la cancellazione dei campionati la delusione più grande"
  16. "300 pratiche di marchi e brevetti, 18000 gestite dal registro imprese e 2200 dispositivi per firma digitale"
  17. "Anno terribile, ma il peggio deve ancora venire..."
  18. "Una crisi inimmaginabile affrontata dagli artigiani con sacrificio eroico"
  19. "Potevamo fare di più, la città non merita il degrado..."
  20. "Tra bonus e rigenerazione urbana abbiamo buone prospettive"
  21. "Legge di riordino del sistema di Interporti, bonus idrico e tanta solidarietà"
  22. "Saremo sentinelle per far sì che gli investimenti arrivino sul nostro territorio"

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/