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Tribunale - Durante il processo ai quattro coimputati, assolti nel 2018, è stato indicato come l'aggressore - La difesa: "Hanno fatto a scaricabarile"

Martellate al cantiere, alla sbarra per tentato omicidio dopo 13 anni di latitanza

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Monterosi – (sil.co.) – Martellate al cantiere, imputato a giudizio per tentato omicidio dopo 13 anni di latitanza. E’ la vicenda dei due fratelli presi a martellate in un cantiere di Monterosi il 5 dicembre 2007. Si è chiuso ieri l’ultimo capitolo della vicenda giudiziaria.

E’ finito con un non luogo a procedere per intervenuta prescrizione dopo quattordici anni il processo a uno dei sei imputati di tentato omicidio e lesioni gravi, latitante fino al 4 marzo 2020. Ma sarebbe potuto finire anche con una pesante condanna. L’unica, visto che gli altri, assolti tre anni fa, avrebbero approfittato della sua “assenza” per addossargli tutte le colpe.

A suo tempo l’imputato, un carpentiere romeno, aveva fatto perdere le tracce. Ed è stato rintracciato proprio mentre nel mondo stava scoppiando la pandemia da Coronavirus. Si tratta di uno dei due indagati che si erano resi irreperibili prima del processo in cui sei romeni dovevano rispondere del gravissimo fatto di sangue che ha coinvolto due squadre di operai.

Vittime due connazionali, due fratelli, uno dei quali, secondo quanto emerso in aula, sarebbe stato preso a martellate in testa proprio dall’attuale imputato. Prima sarebbe stato colpito al capo con una livella, poi preso a calci e martellate mentre era riverso a terra.

Indicato come il “martellatore” da alcuni testimoni durante il processo, mentre era irreperibile, l’ex fuggitivo ha rischiato di essere l’unico a pagare per tentato omicidio. Accusa per cui la procura, tre anni fa, aveva chiesto 12 anni.


Carabinieri e 118 - foto di repertorio

Carabinieri e 118 – foto di repertorio


L’imputato, difeso dall’avvocato Alfredo Parroccini, è stato ritrovato quattro anni dopo la riqualificazione del reato di tentato omicidio in lesioni gravi e la conseguente assoluzione, il 17 luglio 2018, dei quattro romeni che si sono invece sottoposti a processo.

E ben quattordici anni dopo il fatto di sangue che per poco non è finito in tragedia al cantiere Terre dei consoli di Monterosi alla vigilia del ponte dell’Immacolata 2007. 

Il processo sarebbe dovuto iniziare il 9 dicembre 2020 davanti al collegio, al quale lo stesso pm Stefano D’Arma ha fatto notare come in caso di riqualificazione del reato da tentato omicidio a lesioni aggravate, come già avvenuto per gli altri quattro, sarebbe stato da dichiarare il non luogo a procedere in quanto il reato di lesioni gravi ormai estinto per prescrizione. 


La difesa: “Hanno scaricato tutto su di lui”

Avrebbero potuto fare la differenza le dichiarazioni rilasciate in aula dai testimoni, secondo cui sarebbe stato proprio il latitante a sferrare le martellate. 

Ma il difensore Parroccini ha sottolineato, verbali alla mano: “Durante il processo si è tentato di scaricare tutto sugli imputati irreperibili, tirando fuori martellate che non erano nemmeno menzionate nelle sommarie informazioni rilasciate ai carabinieri di Monterosi e Roma Prima Porta”.

Ieri la stessa procura, nella persona del pm Massimiliano Siddi, alla luce della documentazione prodotta, ha formalizzato la richiesta di riqualificazione. Caduta l’accusa più pesante, il tentato omicidio, è finita per l’appunto con la prescrizione.


L'avvocato Alberto Parroccini

L’avvocato Alberto Parroccini


Spedizione punitiva di gruppo al cantiere

Secondo quanto emerso durante le indagini dell’epoca, gli imputati avrebbero accerchiato, picchiato e preso a martellate i due fratelli carpentieri all’uscita dal lavoro, attorno alle 16, nei pressi dello spogliatoio del cantiere Terre dei consoli. Per la procura, che aveva chiesto 12 anni per tentato omicidio, l’azione fu premeditata.

Tre ore prima della presunta aggressione, avrebbero avuto una lite con i due fratelli. Motivi di lavoro, essendo colleghi. E per l’accusa sarebbe stato questo il movente che avrebbe scatenato la “spedizione punitiva premeditata”. Le vittime, uscite dal cantiere, sarebbero state raggiunte fuori dallo spogliatoio da almeno otto persone. Ma solo in sei vennero identificate e di due, per l’appunto, si persero le tracce. Uno è a tutt’oggi uccel di bosco. 


Calci, schiaffi, pugni e poi botte con gli attrezzi

Calci, schiaffi e pugni. Gli aggressori sarebbero poi passati agli arnesi da lavoro. Secondo la procura, uno dei due fratelli sarebbe stato atterrato con una livella, per poi ricevere una raffica di martellate sulla schiena e sulle gambe. Una ferita lacero contusa alla testa, qualche frattura e trenta giorni di prognosi. L’altro fratello è invece più grave. Le martellate le avrebbe prese tutte sulla testa, e in ospedale sarebbe arrivato in condizioni disperate e con un gravissimo trauma cranico. 


Articoli: Fratelli presi a martellate in un cantiere, imputato a processo per tentato omicidio – Fratelli carpentieri presi a martellate, assolti i quattro imputati – “Prima delle martellate, sono stato colpito con una livella” – Accerchiati, picchiati e presi a martellate – “Aveva la testa spaccata e perdeva sangue” – Fratelli presi a martellate in un cantiere


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15 luglio, 2021

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