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Filmato mentre fa sesso e ricattato, assolto complice della seduttrice

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Escort

Incastrato da una prostituta


Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Ricatto a luci rosse, assolto l’ultimo dei romeni accusati di estorsione e tentata estorsione ai danni di un commerciante d’auto cui avrebbero cercato di vendere per 15mila euro un video hard in cui fa sesso con una prostituta ventenne per non dirlo alla moglie.

Vittima un maturo imprenditore, caduto secondo l’accusa nella trappola di una banda di uomini e donne tutti di nazionalità romena. Nell’estate del 2009 fu filmato mentre faceva sesso con una ventenne e ricattato: “Se non vuoi che tua moglie sappia cosa fai, dacci quindicimila euro”.

E’ successo a Soriano nel Cimino. Dopo avere venduto una vettura alla ventenne, l’uomo si sarebbe recato, su sua richiesta, a casa della ragazza per portarle alcuni documenti. “Lei si è fatta trovare nuda”, ha raccontato durante il processo la parte offesa ormai ultrasettantenne. Nell’abitazione ci sarebbe stato un complice che lo ha ripreso con una telecamera, dopo di che gli uomini della banda lo avrebbero minacciato di rivelare tutto alla moglie, se non avesse pagato. 

L’ultimo imputato, la cui posizione a suo tempo fu stralciata, in quanto irreperibile, è stato assolto ieri pomeriggio dal giudice Elisabetta Massini, come chiesto dal difensore Franco Taurchini.


L'avvocato Franco Taurchini

L’avvocato Franco Taurchini


Il 23 gennaio 2020, poche settimane prima dell’esplosione della pandemia di Covid, fu il giorno della sentenza per altri quattro presunti complici: furono condannati tre romeni (uno a 3 anni e due a 3 anni e 4 mesi) mentre fu assolta la ex ventenne “seduttrice”, anche lei assistita da Taurchini. Tutti accusati anche di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. 

Altri due connazionali, un uomo e una donna, sono invece rimasti fuori dal processo principale, quello col rito ordinario, dopo la condanna a 4 anni con lo sconto di un terzo della pena dell’abbreviato celebrato davanti al gup.

Due le donne coinvolte. Lola e Lili, come si chiamavano tra loro al telefono, usando dei vezzeggiativi, intercettate dai carabinieri del maresciallo Paolo Lonero, comandante della stazione di Soriano nel Cimino.


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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