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Tusciaweb - La città che sogniamo - Silvia Somigli, segretaria della Uil scuola, interviene nel dibattito avviato dal direttore Carlo Galeotti

Serve una città che ascolti gli studenti…

di Silvia Somigli
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Viterbo – Una città che riscopra il valore della scuola. Questa l’idea che mi sento di proporre, raccogliendo l’invito al dibattito del direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti. “Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…”.

Cosa significa una città che riscopra il valore della scuola? Significa innanzitutto una città capace di vivere i valori che caratterizzano la scuola. Valori democratici e costituzionali. valori di libertà, eguaglianza e giustizia sociale. Valori di democrazia.


Silvia Somigli

Silvia Somigli della Uil scuola di Viterbo


Ecco, tutto questo sembra che la città, e più in generale il Paese, se lo siano dimenticato. E due anni di pandemia ha soltanto peggiorato la situazione, portandola al limite della sopportabilità. Se non stiamo attenti, rischiamo veramente di perdere una delle infrastrutture democratiche più importanti della storia della repubblica, dal dopoguerra in poi. Una scuola che sembra aver perso la capacità di trasmettere alle giovani generazioni, fare generazioni di lavoratori, due cose fondamentali che invece un tempo erano la sua linfa vitale: il metodo e il pensiero critico. La capacità di insegnare agli studenti gli strumenti per comprendere e interpretare la realtà, e al tempo stesso di rendere queste persone critiche e coscienti per poterla poi trasformare in meglio. Meglio di come l’abbiamo trovata. Una scuola che si sfilaccia in quelli che sono i suoi valori fondamentali diventa poi un insieme di persone, cittadini, che perdono fiducia non solo nelle istituzioni, ma nel loro stesso futuro. E una persona che perde fiducia nel suo stesso futuro è una persona che non gli interessa più niente e percepisce tutto come una forma di oppressione da cui liberarsi.

Dare valore alla scuola in una città come la nostra significa investire sulla scuola stabilendo con essa, e con gli istituti che la rendo vita attiva ogni giorno, rapporti concreti e costanti, coinvolgendola in maniera strutturale nelle politiche culturali del territorio. Non bisogna aspettare che un istituto bussi alla porta di via Ascenzi. E’ fondamentale invece che un’amministrazione comunale entri nelle scuole con un progetto complessivo in testa. Un progetto di crescita culturale e personale che non guardi solo al mondo del lavoro ma alla formazione dello studente in quanto cittadino capace di scegliere e assumersi le responsabilità delle scelte che compie.

A loro volta le scuole devono interessarsi di più della vita cittadina, anche di quella politica e culturale facendosi esse stesse parte attiva nell ‘organizzazione di eventi all’esterno degli istituti indipendentemente da bandi regionali o europei. Trasformando anche gli edifici, una volta fatti i conti con la pandemia, in luoghi aperti alla città e ai cittadini. Luoghi dove la città stessa possa organizzare i suoi eventi. Ad esempio durante il periodo estivo. Un festival che unisca tutti gli istituti di Viterbo attorno ad un’idea condivisa, capaci anche di interagire con le istituzioni culturali della città, come, tanto per citare alcuni esempi, il teatro di via Cavour, l’Unione o il colle del duomo.

Una città capace di riscoprire il valore della scuola vuol dire anche una città capace di dare ascolto agli studenti e alle loro rappresentanze che, come la Rete degli studenti medi, hanno saputo portare nuove istanze all’interno degli istituti facendosi promotori di iniziative importanti per lo sviluppo culturale della città e l’affermarsi di fondamentali diritti democratici. Dalla candidatura per il Lazio Pride alla creazione di un network di aule studio, aperte anche in notturna, per tutto il centro storico di Viterbo. Gli studenti sono cittadini e come tali sono portatori di diritti e doveri, come un qualsiasi altro cittadino. I loro bisogni vanno ascoltati e tradotti in iniziative concrete. Le loro battaglie, come il ritorno all’ingresso unico, vanno sostenute. La loro condizione, e gli ulteriori contraccolpi dovuti poi al Covid, va tenuta ben presente quando si parla di una città che tutti vorremmo migliore. Migliore anche per le scuole e per chi le “abita” ogni giorno.

Silvia Somigli
Segretaria generale Uil scuola Viterbo


– Carlo Galeotti: Cercansi disperatamente candidati sindaco di livello politico decente, ma anche idee…


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28 febbraio, 2022

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