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Tribunale - Convinti a tirare fuori il borsello con la scusa di una cassetta di frutta a prezzi super convenienti

Anziano rapinato da fruttivendoli ambulanti e non è l’unica vittima…

di Silvana Cortignani
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I carabinieri

Hanno indagato i carabinieri – foto d’archivio


Bassano in Teverina – Rapinato da una coppia di falsi fruttivendoli ambulanti. Vittima un anziano di Bassano in Teverina che il 21 giugno 2019 è finito nel mirino di due presunti banditi seriali e itineranti, indagati per colpi analoghi messi a segno anche a Orte, Fabbro, Orbetello, Castiglion Fiorentino, Roma e in altre località italiane, tra cui una lunga serie nel 2020 in provincia di Milano.

Ieri, davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, è entrato nel vivo il processo a carico di uno dei due presunti ladri, l’unico riconosciuto dalla parte offesa. Testimoni i due carabinieri della stazione di Orte che hanno raccolto la denuncia. 

“Identico il modus operandi”, hanno spiegato i militari, che si sono occupati anche del riconoscimento. L’anziano di Bassano in Teverina,  che si trovava assieme al nipote, è stato avvicinato per strada da un Doblò bianco, a bordo del quale viaggiavano due uomini.

Uno di loro è sceso dal veicolo, dicendogli di avere aperto da poco un’attività a Orte e offrendogli delle cassette di frutta al prezzo super conveniente di 20 euro. Al momento del pagamento, mentre il nipote era stato allontanato con la scusa di portare una bottiglietta d’acqua al passeggero rimasto sul Doblò, il finto fruttivendolo ha strappato alla vittima il portafoglio, salendo precipitosamente sul mezzo che era già pronto a darsi alla fuga. 

Al poveretto non è rimasto che sporgere denuncia ai carabinieri, cui il nipote è riuscito a riferire il numero di targa del Doblò, grazie al quale i militari sono risaliti al rapinatore, un pregiudicato d’origine campana già indagato per colpi analoghi, la cui effige è stata riconosciuta dalle parti offese sull’album fotografico mostrato loro in caserma. 

Il processo riprenderà il prossimo 7 giugno.


Novantenne rapinato e picchiato sangue a Orte 

E’ andata peggio a un novantenne di Orte, picchiato a sangue e abbandonato in mezzo alla strada da due finti fruttivendoli ambulanti a bordo di un Fiorino bianco verso le 8,30 del 13 aprile 2018. Portato in ospedale, è stato medicato con una prognosi di dieci giorni.

“Erano con la barba e i capelli scuri, di bassa statura e sulla trentina”, disse la vittima al processo, celebrato nel 2019, in cui solo uno dei due era imputato, raccontando che prima lo avevano rapinato del portafoglio con la solita tecnica poi lo hanno malmenato dopo un rocambolesco inseguimento per farsi restituire il maltolto. Il pensionato fu trovato privo di sensi in un lago di sangue in mezzo alla carreggiata da alcuni automobilisti di passaggio, mentre la sua auto era rimasta sul ciglio della strada col motore acceso e lo sportello di guida aperto.

Anche in questo caso alla sbarra è finito un solo imputato, scagionato dalla stessa vittima che durante il confronto all’americana, che si è tenuto in aula il 22 ottobre 2019, non lo ha riconosciuto.  


Viterbo - Un'aula del tribunale

Viterbo – Un’aula del tribunale


Una lunga sfilza di colpi analoghi, anche a Fabbro

A luglio 2021, i carabinieri della stazione di Fabbro hanno denunciato due pregiudicati di origini campane, un 34enne e un 35enne, che ad aprile 2021 avevano rapinato con le stesse modalità un 77enne del posto. I militari sono risaliti alla coppia grazie alla descrizione fornita dalla vittima ed alla visione delle telecamere di videosorveglianza presenti sul posto. 


Coppia di ambulanti arrestata ai Castelli Romani

La sera del 25 agosto 2021 due finti ambulanti napoletani sono stati arrestati per rapina impropria dai carabinieri dei Castelli Romani per un colpo analogo messo a segno la mattina, ai danni di una coppia di anziani nel parcheggio antistante un negozio di alimentari. Le vittime hanno raccontato che, poco prima, due “fruttivendoli ambulanti” a bordo di un furgone Fiat Doblò di colore bianco, li avevano avvicinati con la solita scusa della cassetta di frutta, per poi strappargli dalle mani il borsello, strattonarli, spintonarli e darsi alla fuga.


“Fruttivendolo” in manette per due colpi in Toscana

A ottobre 2021, i carabinieri di Orbetello hanno arrestato un 34enne campano per una rapina commessa a luglio. Vittima un 83enne del posto che nella mattinata si era recato all’ufficio postale per ritirare la pensione. Il rapinatore lo avrebbe seguito a casa, mettendo in atto l’ormai nota tecnica della “cassetta di frutta”.  Finito nel carcere di Firenze Sollicciano, il 34enne è accusato anche di un altro colpo analogo, a Castiglion Fiorentino.


Raffica di colpi nel Milanese

Il 21 aprile 2021 a Carugate, in provincia di Milano, un trentenne campano è stato arrestato per un colpo ai danni di un 68enne commesso con modalità analoghe a luglio 2020 da un  bandito a bordo di un Fiorino bianco. È inoltre accusato per quattro furti con strappo e truffa aggravata avvenuti tra giugno e agosto 2020 a Cassina de’ Pecchi, Senago, Segrate, Cernusco sul Naviglio, Gorgonzola, Bellinzago Lombardo e Monza. Il campano, prima dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, era stato sottoposto agli arresti domiciliari con l’accusa di furto con strappo ai danni di un anziano di 80 anni avvenuto a Bellinzago Lombardo il 25 agosto 2020. 

Silvana Cortignani


Articoli: Con la scusa di vendergli una cassetta di frutta lo rapinano – 22 ottobre 2019 Picchiato a sangue e lasciato in strada, non riconosce il presunto aggressore – 9 settenbre 19 “Ho inseguito e bloccato i ladri, ma mi hanno menato”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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3 marzo, 2022

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