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Tribunale - Chiuso dopo cinque anni il processo a un artigiano 48enne - Era accusato di lesioni stradali e omissione di soccorso

Ciclista a terra sulla Cassia vicino al cimitero, assolto presunto “pirata della strada”

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Viterbo - Il 118 e la polizia locale

Viterbo – Il 118 e la polizia locale – foto di repertorio


Viterbo – (sil.co.) – Scontro furgone-bicicletta sulla Cassia Nord vicino al cimitero, assolto dopo cinque anni l’artigiano viterbese di 48 anni accusato di lesioni stradali e omissione di soccorso.

Nei guai in seguito al presunto investimento di un ciclista trovato a terra ferito e privo di sensi dai soccorritori la sera del 20 giugno 2017, il conducente del furgone ha sempre negato di avere mai travolto la presunta vittima. Sui mezzi nessuna traccia del sinistro, né altre prove sono emerse nel corso del dibattimento a carico dell’imputato. Responsabile civile l’assicurazione, assistita dall’avvocato Francesca Bufalini. 

Il processo si è chiuso la settimana scorsa davanti al giudice Elisabetta Massini che, dopo avere ascoltato in aula la telefonata anonima con cui una donna allertava il 118, ha assolto il 48enne per non avere commesso il fatto. La donna avrebbe parlato ai soccorritori di un furgone, ma solo per la sua presenza sul posto, senza riferire che fosse stato il mezzo a provocare la caduta del ciclista. 

Erano circa le 18,50 quando il furgone di una vetreria del capoluogo, alla cui guida c’era il titolare dell’attività, avrebbe urtato la bicicletta condotta da un sessantenne sulla Cassia Nord, nel tratto a tre corsie in uscita sulla Tuscanese, a senso unico di marcia.

Ad avere la peggio il ciclista, portato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, dove gli furono diagnosticate le fratture della clavicola sinistra e di due costole, con una prognosi di trenta giorni. 

All’arrivo della municipale e del 118, il ciclista era a terra, nessun segno visibile dell’impatto sulla bicicletta. Ma la vittima, ai vigili urbani, disse di essere stato investito dal furgone di una vetreria, indicando il nome dell’attività stampato sul mezzo.


Francesca Bufalini

L’avvocato Francesca Bufalini


Agli agenti che lo stavano aspettando presso la sua ditta, il conducente disse che in effetti aveva trovato un ciclista in quel tratto della Cassia, che viaggiava in mezzo alla strada, ma di essere riuscito ad evitarlo e di non aver sentito alcun impatto. Neanche sul veicolo dell’artigiano furono trovate tracce di un incidente. 

E’ finita che i vigili hanno multato il ciclista perché la bicicletta era priva di campanello e fari, mentre il conducente del furgone è stato denunciato a piede libero per fuga ed omissione di soccorso. Al fascicolo si sono poi aggiunti i referti clinici relativi alle lesioni riportate dalla vittima. 

Particolarmente significativa è stata l’udienza del 25 ottobre 2020, nel corso della quale si è parlato della telefonata anonima al 118 che ha fatto scattare l’allarme.

Non si sa chi l’abbia fatta, ma è stata registrata ed è la chiamata con cui, la sera del 20 giugno di cinque anni fa, una donna ha chiesto i soccorsi per un  ciclista rimasto a terra ferito e privo di sensi dopo essere stato sbalzato dal mezzo.  

Sul posto il personale dell’emergenza sanitaria con l’ambulanza e la polizia locale per i rilievi di rito, mentre le successive indagini, tra cui l’acquisizione del cd con la telefonata al 118 e del verbale di intervento dei sanitari, coinvolsero anche gli uomini della polizia stradale. 


Articoli: Ciclista travolto da furgone pirata vicino al cimitero, ma il conducente nega – Scontro furgone-bicicletta, la chiave della dinamica in una telefonata anonima al 118 – Scontro furgone-bicicletta sulla Cassia, presunto pirata della strada a processo


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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28 giugno, 2022

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