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Economia - Viterbo - Michela Delle Monache era la rappresentante sindacale dell'azienda di termoidraulica che ha chiuso dopo la decisione del tribunale

“Fallimento Aquilanti, un fulmine a ciel sereno che ci ha fatto gelare il sangue…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Un fulmine a ciel sereno che ci ha fatto gelare il sangue”. Michela Delle Monache era la rappresentante sindacale d’azienda della società Aquilanti che nei giorni scorsi è andata incontro alla procedura di fallimento da parte del tribunale di Viterbo. Si è chiusa così la storia cinquantennale di una delle più grandi aziende di termoidraulica del centro Italia che fino a pochissimi anni fa contava oltre 200 dipendenti.

Delle Monache è una delle lavoratrici messe in cassa integrazione a giugno assieme ad altri 9 colleghi. Stipendio medio dei lavoratori, “1200-1300 euro al mese. Con i lavoratori – spiega Delle Monache – che devono ancora prendere quelli di dicembre e di giugno”. “Quando lavori per un’azienda di cui ti fidi – ha poi aggiunto – non vai a vedere tante cose. Ti senti rassicurato. C’è gente che stava lì da 20 anni. Io, ad esempio, da 15”.


Viterbo - Michela Delle Monache, Rsa UilTucs

Viterbo – Michela Delle Monache, Rsa UilTucs


Michela Delle Monache, quale è la situazione dei lavoratori della società Aquilanti?
“Nel 2018 eravamo circa 260 lavoratori distribuiti su tutte le filiali, di questi 75 lavoravano su Viterbo. Adesso sono rimasti una trentina di dipendenti su tutte le filiali di cui una ventina nel capoluogo”. 

Ci sono ancora stipendi da prendere?
“Sì. Ci sono ancora da prendere gli stipendi di dicembre 2021 e di giugno 2022. C’è poi la tredicesima dell’anno scorso e la quattordicesima di quest’anno. Fino alla fine del 2021 la situazione è stata abbastanza regolare, grazie anche ai sindacati. E questo è stato fondamentale. La situazione si è aggravata alla fine del 2021”. 

Secondo lei perché?
“Da una parte per errori da parte della gestione dell’azienda, dall’altra per il Covid che sicuramente non ha aiutato. Tant’è vero che a luglio del 2021 sono stati bloccati tutti quanti gli ordini perché poi la società non riusciva a far fronte all’acquisto del materiale. Da quel momento in poi l’azienda ci ha garantito il mese di settembre e, grazie ai sindacati, un acconto su quello di ottobre. Dopodiché il saldo di ottobre è stato all’inizio di quest’anno e novembre è stato pagato in due tranches. Inizio anno, con l’ingresso del gruppo Paolini, c’è stato un minimo di ripresa con qualche speranza in più”. 

Poi cosa è successo?
“Abbiamo innanzitutto notato che la comunicazione con i dipendenti era poca. Noi non abbiamo mai capito bene come stessero andando le cose. Ci sono stati una serie di movimenti tra magazzini per svuotare le filiali ormai prive di personale e riempire quelle ancora attive. Le persone, prese dallo sconforto, si sono guardate intorno e alcune filiali, come già detto, sono rimaste vuote”. 

Poteva andare diversamente?
“Certo. La società doveva investire, integrando i materiali dei magazzini. Noi aspettavamo sempre grandi ordini di materiali per riempire la termoidraulica. A un certo punto, però, gli ordini sono stati nuovamente bloccati. E a quel punto è entrato l’ultimo socio, la Revolution holding”.

E questo per voi lavoratori cosa ha significato?
“E’ stato il segno della fine”.

Perché?
“Innanzitutto hanno cominciato a girare voci che mancassero soldi e che fosse necessario trovare qualcuno che li portasse. Sulla Revolution holding c’erano grandi speranze da parte dell’azienda perché si credeva che portasse tanto lavoro con il bonus 110%, quello sulla riqualificazione delle abitazioni. Revolution holding pare che nel settore edilizia abbia tanti lavori in tante parti d’Italia”. 


Viterbo - Sigilli alla Aquilanti spa

Viterbo – Sigilli alla Aquilanti spa


Quale era l’obiettivo che si voleva raggiungere con l’ingresso del nuovo socio?
“L’obiettivo era quello di creare tanti punti vendita chiavi in mano”.

Che vuol dire?
“Vuol dire che l’obiettivo era proporre tutta una serie di servizi che ruotano attorno alla casa. Dall’agenzia immobiliare, se non avevi casa, alla banca che ti dà il mutuo fino all’assicurazione sull’abitazione. Dall’energia sostenibile alle rifiniture. In questo modo il cliente veniva accompagnato dall’acquisto della casa fino alla completa chiusura dei lavori”.

Perché non ha funzionato?
“La Revolution holding era focalizzata sul 110%. Quanto sarebbe durato? La risposta che ci è stata data dal gruppo è che ci sarebbe stato lavoro fino al 2025 garantito. E dopo? Di fronte a noi avevamo un’azienda che faceva fatica a ripartire, stipendi che non venivano pagati, persone che se ne andavano e ordini bloccati. L’ultimo blocco c’è stato a fine aprile, inizio maggio. Non solo, ma secondo noi del sindacato il progetto proposto dalla Revolution avrebbe richiesto, prima di vedere i risultati, tempi lunghi. Con noi che, però, avevamo bisogno di liquidità subito. Soldi per poter ripartire. L’unica cosa che è stata fatta è stata quella di mettere in cassa integrazione 10 persone della filiale di Viterbo. Adesso è tutto in mano al curatore fallimentare che gestirà tutto, cassa integrazione compresa. Sempre per quanto riguarda la cassa integrazione, avevamo cercato con i sindacati di farci attivare la cassa integrazione a rotazione, ma da parte dell’azienda ci è stato detto di no”.

Perché l’azienda vi avrebbe detto di no?
“Perché, così ci hanno detto, il lavoro doveva riprendere. Non poteva iniziarlo un lavoratore e finirlo un altro. Doveva esserci continuità lavorativa. L’azienda ci aveva promesso che ci avrebbe fatto anche dei corsi di formazione. Corsi che non sono stati mai fatti”. 

Negli ultimi tempi, in che cosa consisteva il vostro lavoro nella filiale di Viterbo?
“C’è da dire innanzitutto una cosa. Fino al blocco degli ordini, avvenuto tra aprile e maggio di quest’anno, fino a quel momento gli ordini erano soprattutto di termoidraulica e materiali per le filiali. Ad esempio Follonica, Orbetello e Civita Castellana”.

E per Viterbo?
“Per Viterbo il materiale era pochissimo. Anzi, si è cercato di prendere il materiale per Viterbo dalle filiali che venivano svuotati. Per noi grandi reintegri di magazzino non ci sono mai stati”.

Dopo il blocco degli ordini cosa facevano i lavoratori?
“Abbiamo curato lo spostamento del materiale interno tra le varie filiali con giornate quasi ferme”. 

I clienti hanno continuato a fare acquisti?
“I clienti ci hanno proprio aiutato. Alcuni sono andati persi assieme alla perdita di alcuni lavoratori. Tanti però hanno continuato a darci fiducia”. 

Quali sono stati i rapporti tra azienda e sindacati?
“Noi lavoravamo in un’azienda molto grande ma gestita in modo familiari con rapporti diretti con la dirigenza. Praticamente fino al 2018 nessuno era iscritto ai sindacati. Quando ci siamo resi conto della situazione ci si è gelato il sangue a tutti. Un fulmine a ciel sereno. Eravamo convinti che stesse andando tutto bene. Fin ad allora avevamo vissuto la situazione aziendale in modo semplice e sereno. Diverse persone con la Aquilanti c’erano andate in pensione e non vai a tutelare chissà cosa. Alla fine del 2018 c’è stata invece l’iscrizione in massa alle organizzazioni sindacali”. 

E da quel momento in poi cosa è successo?
“Il rapporto con i sindacati è stato quanto meno freddo. Le informazioni sono state poche e abbiamo avuto quasi sempre difficoltà ad incontrarci. Era stato convocato anche un incontro in prefettura. Un incontro saltato perché l’azienda all’ultimo non si è presentata”. 

Cosa vi aspettate dal curatore fallimentare?
“Ci aspettiamo che metta subito in sicurezza i lavoratori per avere la possibilità di entrare al più presto in disoccupazione. Molti di noi hanno famiglie e adesso la situazione è critica. Lo stipendio per noi è vita”.


Viterbo - I lavoratori di Aquilanti assieme ai sindacalisti Donatella Ajala (Filcams Cgil), Elvira Fatiganti (UilTucs) e Guido Calà (Fisascat Cisl)

Viterbo – I lavoratori di Aquilanti assieme ai sindacalisti di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs


Quante famiglie vivevano del solo stipendio della Aquilanti?
“Su 20 dipendenti, almeno la metà hanno una famiglia che andava avanti solo con lo stipendio di Aquilanti. Non solo, ma laddove gli stipendi sono due, erano due stipendi da lavoratori. Infine, quasi tutti hanno figli. Anche io e il mio compagno abbiamo avuto una bambina da poco, e fortunatamente sono stata tutelata dalla maternità. Altre famiglie hanno invece figli più o meno grandi, ragazzi che stanno affrontando momenti decisivi della propria vita. Diversi lavoratori se ne sono andati dalla Aquilanti non perché non credessero nella ripresa della società, ma perché avevano delle spese importanti da portare avanti e si sono dovuti guardare intorno”. 

Le persone che se ne sono andate quale altro lavoro hanno trovato?
“A Viterbo, un buon 90% ha ritrovato lavoro nello stesso settore”.

Daniele Camilli


Articoli: Elvira Fatiganti (UilTucs): “La società Aquilanti è fallita” – Cgil e Cisl: “Aquilanti, preoccupati per la sorte di 33 lavoratori” – Gruppo Revolution holding-gruppo Paolini: “Fallimento Aquilanti spa, le società Paolini e gruppo Revolution hanno creduto fino alla fine nel progetto di rilancio” – Aquilanti spa, sigilli al negozio di via Garbini – Elvira Fatiganti (UilTucs): “La società Aquilanti verso il fallimento, il più grande nella storia della Tuscia” – I sindacati: “Rilancio società Aquilanti, dobbiamo crederci… anche se per noi i tempi non ci sono” – La società: “Aquilanti ha una sua forza e dobbiamo valorizzarla ulteriormente” – I sindacati: “Aquilanti, in salvo società, filiali e posti di lavoro…” – Aquilanti, la società resiste e avvia “un nuovo percorso aziendale”– “Aquilanti, sciopero a oltranza di tutti i lavoratori finché non verranno pagati gli stipendi” – “Aquilanti, sciopero dei lavoratori e sit in davanti alla prefettura”“Aquilanti, un’azienda è interessata a prendere in gestione tutte le filiali” – Aquilanti: “Chiudiamo dieci fialiali, l’80% del personale finirà in cassa integrazione”“Aquilanti in liquidazione, più di 40 posti di lavoro a rischio in tutta la Tuscia”“Aquilanti spa – Omologato il concordato preventivo” 


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17 luglio, 2022

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