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Elezioni politiche - La reazione di circoli e amministratori del Pd dopo la mancata candidatura di Enrico Panunzi come capolista alla camera

“Un atto di sfiducia verso il partito democratico della Tuscia”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Un atto di sfiducia verso il partito democratico della Tuscia”. Sarebbe questo il sentimento più diffuso tra circoli, amministratori e sindaci del Pd viterbese dopo l’esclusione del consigliere regionale Enrico Panunzi da capolista nel plurinominale alla camera in vista delle elezioni politiche del 25 settembre. Al suo posto, dato per certo fino all’inizio dello scorso fine settimana, la parlamentare uscente Marianna Madia, ex ministra di Renzi e Gentiloni, cui va forse l’unico collegio sicuro per i democratici a fronte, invece, di parlamentari che per il centrosinistra si prevedono catastrofiche. Non solo, ma per Madia sarebbe anche la quarta legislatura.

A tutto vantaggio di destra e centrodestra, che nel frattempo, a Viterbo, dopo le crisi e le spaccature ante e post Arena, si sarebbe abbondantemente ricompattato. Elezione Chiara Frontini docet. Mai più divisi, mai più dall’altra parte. Il motto che guida tutti. Lo stesso Arena, dopo la sconfitta alle comunali di giugno, sarebbe pure lui tornato a pieno titolo in Forza Italia, che gli avrebbe chiesto anche la disponibilità a candidarsi alle politiche. Con Azione, sull’altra sponda, che, non senza forti mal di pancia, starebbe aspettando il crollo del Pd per assorbirne magari una parte.


Alessandro Mazzoli

Alessandro Mazzoli


“Un atto di sfiducia verso il partito democratico della Tuscia”. Il sentimento diffuso e, sostanzialmente, quanto circoli e amministratori avrebbero scritto al segretario regionale Bruno Astorre, anche il suo è un collegio sicuro, e al presidente della regione Nicola Zingaretti, candidato anch’esso con l’elezione praticamente in tasca. I messaggi, WhatsApp e sms, sarebbe stati a decine. L’accusa da parte della base del Pd viterbese sarebbe quella di aver voltato le spalle alla candidatura di Panunzi all’ultimo momento. Senza tener conto del lavoro fatto negli ultimi anni dal consigliere regionale e dai voti, attorno ai 15 mila, che porta ogni volta in dote al partito. Una “rivolta” che sarebbe partita spontaneamente, dovuta anche al fatto che anche questa volta, come nel 2018, il Pd della Tuscia rischia di non avere di nuovo un proprio rappresentante in parlamento.


Viterbo - Enrico Panunzi

Enrico Panunzi


A sostenere Panunzi durante la direzione nazionale di domenica scorsa nella sede romana del Nazareno, pare sia stato invece uno dei dirigenti Pd più importanti, Goffredo Bettini, che alla fine avrebbe votato pure contro le decisioni prese dal partito.


Marianna Madia

Marianna Madia


L’altro nodo è la candidatura di Alessandro Mazzoli al senato che la segretaria provinciale del Pd, Manuela Benedetti, ha definito né più né meno come “non rispondente alle richieste del territorio”, esprimendo poi “rammarico” per quella di Madia.

Alla fine di luglio la direzione provinciale del Pd aveva preso la decisione unanime di proporre al consigliere Enrico Panunzi la candidatura alle parlamentari. Candidatura accettata e proposta al regionale del partito assieme a una rosa di nomi. Otto in tutto, 4 uomini e 4 donne, compreso Mazzoli, con Enrico Panunzi capolista nel proporzionale alla Camera. Una posizione, quest’ultima, che, secondo alcune fonti, sarebbe stata funzionale alla candidatura di Mazzoli all’uninominale al senato. In sintesi, se Panunzi non fosse stato candidato come capolista alla camera, Mazzoli a sua volta non lo sarebbe stato al senato. E questo, per equilibri politici interni al partito viterbese che vedrebbe Mazzoli su posizioni diverse rispetto a quelle di Panunzi. Posizioni, quelle di Mazzoli, vicine a Ugo Sposetti che tempo fa, sulla stampa propose di trovare una soluzione con i fioroniani che nel frattempo, da un lato si sono autosospesi dal partito appoggiando alle comunali la candidatura a sindaca di Frontini, dall’altro pare stiano avvicinando Italia Viva di Renzi per ottenere un collegio alle elezioni. Una partita, a sua volta, tutta protesa al dopo 25 settembre, con in ballo la contendibilità del partito a tutti i livelli e le regionali del Lazio a breve.

La lista che il Pd della Tuscia avrebbe presentato ad Astorre, come possibile rosa di candidati alle politiche, oltre a Panunzi capolista e a Mazzoli, pare contenesse anche i nomi di Giulia De Santis, Sandra Pandolfi, Alessandra Terrosi, Paola Grassi, Pietro Nocchi, Simone Brunelli e Francesco Serra. 


Manuela Benedetti

Manuela Benedetti


Una lista che avrebbe rotto le righe nel momento in cui è stata respinta la proposta di Panunzi come capolista. Tutti, tranne Mazzoli che ha deciso invece di accettare la candidatura al senato in contrasto, pare, con tutta la direzione provinciale del partito. Tant’è vero che le parole di Benedetti sono state chiare. “Non risponde alle richieste del territorio”. Ma, è la voce che circola all’interno del Pd, alla richiesta di depotenziare Panunzi, depotenziando il partito.

Daniele Camilli


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Articoli: Benedetti (Pd): “La scelta di Madia ci rammarica e Mazzoli non risponde alla richiesta del territorio” – Elezioni politiche: il centrodestra investe sulla Tuscia, il Pd su Roma… – Alessandro Mazzoli al senato, Panunzi non si candida – Marianna Madia capolista a Viterbo, fuori Enrico Panunzi – Panunzi rischia di non essere capolista – Giochi (più o meno) fatti nel centrodestra, c’è attesa nel Pd


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19 agosto, 2022

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