Soriano nel Cimino – Si chiamano Lucio La Pietra e Tonino Bacci i due 48enne romani arrestati ieri con l’accusa di omicidio aggravato dalla premeditazione in concorso e ricettazione per la morte di Salvatore Bramucci, il pregiudicato 58enne ucciso da cinque colpi di pistola attorno alle 8,20 di mattina di domenica 7 agosto a Soriano nel Cimino.
Erano a bordo di una Smart bianca e di una Giulietta grigia rubata a giugno al proprietario che l’aveva lasciata aperta con le chiavi sul cruscotto. A Soriano da Roma sono giunti passando da Fabrica di Roma.
Omicidio Salvatore Bramucci – La Smart e la Giulietta del commando armato
Cadavere scoperto da tre ciclisti, due sorelle e un amico
Intanto nuovi particolari emergono sul ritrovamento del cadavere crivellato di colpi della vittima all’interno della sua vettura Chevrolet Captiva di colore grigio che avrebbe avuto il motore spento. A dare l’allarme, attorno alle 8,30 del mattino, sarebbe stata una ciclista, uscita di buonora per un’escursione assieme alla sorella, un amico e altri appassionati di due ruote.
La comitiva si sarebbe quindi separata e i tre sarebbero transitati in zona Acquafredda di Soriano nel Cimino, all’altezza dell’incrocio di Basso della Campana con via Orti e Contrada Madonna di Loreto, avvistando la vettura col corpo riverso in avanti di Bramucci seduto al posto di guida. Sulle prime avrebbero pensato a un malore, ma sarebbe bastato avvicinarsi al finestrino per scoprire che era senza vita e crivellato di colpi di arma da fuoco.
I colpi di arma da fuoco sarebbero stati sentiti da un poliziotto vicino di casa della vittima e dalla moglie, i quali però avrebbero pensato a qualcuno che, essendo in aperta campagna, avesse sparato a dei cinghiali.
Agguato a colpi di arma da fuoco contro la macchina di Bramucci
L’agenda rossa e le isole Canarie
Il movente potrebbe essere riconducibile a una grossa somma di denaro che la vittima avrebbe annotato in un’agenda rossa e voluto riscuotere dai creditori cui aveva fatto prestiti, confidando a persone vicine di volere espatriare una volta scontata la pena. Forse alle isole Canarie, Tenerife per la precisione.
Dna al vaglio degli investigatori
Altre tre persone sono indagate a piede libero, mentre gli investigatori sarebbero in possesso del Dna di un altro soggetto, ignoto, che per ora non sarebbe stato possibile identificare tramite banche dati.
Bramucci agli assassini: “Annamo daje, oh”
Bramucci, al momento dell’agguato mortale, alle ore 8,20, in base agli accertamenti tecnici sul cellulare, sembra stesse chiamando al telefono la moglie, quando si sarebbe trovato davanti la macchina dei killer, commentando a voce alta “annamo daje, oh”, presumibilmente nello stesso istante che gli sparavano.
Il delitto è stato consumato a breve distanza dall’abitazione della vittima in una zona di campagna del comune di Soriano nel Cimino, per l’appunto Contrada Madonna di Loreto, situata tra la strada provinciale 60 (Sanguetta) e la provinciale 61 (Molinella), collegate tra di loro unicamente dalla strada vicinale denominata Basso della Campana.
Gli arrestati davanti al giudice
Nelle prossime ore i presunti sicari Bacci e La Pietra saranno sottoposti a interrogatorio di garanzia nel carcere di Mammagialla, dove sono reclusi da martedì 13 settembre. Interrogatorio che si terrà davanti al gip Rita Cialoni, il giudice del tribunale di Viterbo che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare chiesta lo scorso 5 settembre dal pubblico ministero Massimiliano Siddi. Gli indagati potranno rispondere, rilasciare spontanee dichiarazioni o avvalersi della facoltà di non rispondere.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.