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Soriano nel Cimino - La moglie Elisabetta Bacchio arrestata ieri - Dodici mesi fa era toccato alla cognata Sabrina Bacchio - Salgono a otto i presunti complici del gruppo di fuoco entrato in azione il 7 agosto 2022
Soriano nel Cimino – Dalla coppia di amanti diabolici di Gradoli, alla coppia di sorelle diaboliche di Soriano nel Cimino. Elisabetta e Sabrina Bacchio. La storia si ripete, ma a differenza di allora senza giallo. A partire da quel corpo crivellato di colpi in pieno giorno, trovato in mezzo alla strada.
Secondo l’accusa su input della moglie Elisabetta e della cognata Sabrina. Moglie e cognata che volevano liberarsi per sempre della vittima. E presumibilmente spartirsi il tesoretto accumulato con la sua attività di strozzino.In carcere da ieri mattina, quando sono andati a prenderla a casa i carabinieri, la vedova. Una vedova nera. È la svolta che tutti aspettavano nel caso dell’omicidio di Salvatore Bramucci. Il colpo di scena finale, che poi forse tanto colpo di scena non è.
Ieri mattina la moglie 46enne Elisabetta Bacchio, a distanza di oltre un anno da quando avrebbe promosso e organizzato l’agguato mortale in cui è stato freddato con sei colpi di pistola il marito 58enne, ucciso il 7 agosto 2022, è stata arrestata e condotta in carcere, nel ruolo di presunta mandante del delitto. “Principale ideatrice”, scrivono gli investigatori, scoprendo le carte. Salgono così a otto i componenti, a vario titolo, del commando armato entrato in azione quella domenica mattina di buonora a Soriano nel Cimino. Quattro di loro, con l’arresto di entrambe le Bacchio, sono in galera. I killer, rimasti appostati per una quarantina di minuti, sapevano con certezza che Bramucci sarebbe uscito.
Anche Elisabetta è accusata di omicidio volontario, anzi il deus ex machina del barbaro assassinio, secondo il pm Massimiliano Siddi che ha chiesto la misura di custodia cautelare in carcere. In concorso con la sorella Sabrina Bacchio e i due presunti sicari Lucio La Pietra e Antonio Bacci, tutti residenti a Guidonia Montecelio, che dietro le sbarre sono finiti dopo poche settimane e il 23 ottobre compariranno davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo. Grazie a indagini lampo dei carabinieri poi proseguite nei mesi successivi quando, oltre ai due indagati a piede libero tra i quali il convivente della sorella della vedova e un pregiudicato romano di Ponte di Nona, sono stati individuati in due conviventi quest’ultimo gli altri presunti complici del delitto.
Omicidio Bramucci – Le sorelle Elisabetta e Sabrina Bacchio con Costantin Dan Pomirleanu, convivente di quest’ultima e anche lui indagato
Ma sopra tutti c’è lei, la vedova inconsolabile, che lasciava sui social i cuoricini per il marito morto ammazzato, che non sarebbe riuscita a sopravvivere alla sua morte senza psicofarmaci, che fin dall’inizio ha collaborato in tutti i modi con gli investigatori, seminando indizi in quantità e fornendo spunti a destra e a manca per indirizzarli sulle tracce dei tanti potenziali killer.
Sarebbe lei il misterioso mandante del delitto che avrebbe trovato difficoltà a trovare killer da assoldare. “Nessuno lo voleva ammazza’! Un motivo ce sta no? … se questo te dice che non c’ha nessuno… nessuno vo’ ammazza’ questo… come facevi a stare così tranquillo!”, avrebbe detto un ex compagno di cella di La Pietra alla compagna del presunto sicario.
Alla fine il gruppo di fuoco è partito dalla periferia est della capitale alla volta di Soriano nel Cimino.
Quando ha incrociato i sicari, venuti da Roma via Fabrica di Roma a bordo di una Smart a noleggio e di una Giulietta rubata, Bramucci stava al telefono con la moglie, che avrebbe dunque udito in diretta i colpi d’arma da fuoco che gli hanno tolto le parole di bocca e la vita. Sarebbe stata la moglie a suggerire alla sorella, addetta alla pianificazione e al reperimento dei soggetti adatti a portare a termine la “missione”, l’ora migliore per colpire, ovvero le 8 del mattino, già a metà luglio, quando il marito ai domiciliari aveva ottenuto un allungamento dei permessi lavorativi e sapeva sarebbe uscito per gli escrementi dei cani del suo allevamento.
Proprio la sorella, già il 17 luglio 2022, in riferimento alla presunta pianificazione dell’omicidio, scriveva in un messaggio a Bacci: “Nino, mi fai sapere per il motore per mia suocera, calcola che non esce più alle 9 ma alle 8. Capito? Per organizzarmi”. Secondo gli inquirenti con evidente riferimento ai nuovi orari di Bramucci.
Di lui conosceva a menadito abitudini e spostamenti, grazie all’app sul telefono che le consentiva di seguirlo passo passo grazie al gps installato sul cellulare, a detta sua d’accordo col marito che voleva sentirsi più sicuro.
Elisabetta Bacchio con Salvatore Bramucci
Troppe le molliche di pane lasciate dietro di sé dalla vedova, novello Pollicino, servite non a lei per trovare la strada dell’impunità – stando alle risultanze investigative che l’hanno condotta in cella – ma agli inquirenti per sciogliere il rebus del delitto mettendosi sui suoi passi.
Sempre la vedova ha consegnato ai carabinieri la famosa agendina rossa ritrovata “casualmente” in un mobile di sala con annotati iniziali e cifre, una cinquantina di mila euro, che secondo lei avrebbe cercato di farsi restituire dalle vittime, nelle sue vesti di strozzino. Per poi andarsene, le avrebbe detto, con la figlia di primo letto alle Canarie una volta finita di scontare la sua pena. Sottolineando, la moglie, come la figlia avesse avuto una relazione con un pregiudicato in carcere per droga dal quale si sarebbe voluta allontanare.
Una sera di luglio, Bramucci sarebbe tornato a casa nervosissimo, dicendo alla moglie, secondo quanto raccontato dalla stessa ai carabinieri, di avere incontrato una persona di Soriano che vive a Viterbo, il quale si era presentato senza portargli i soldi che gli doveva e lui lo aveva malmenato. “Mi ha detto ‘sto pezzo di merda non mi ha portato niente’”. “Se me vuoi ammazza’ fallo pure tanto i soldi non ce l’ho”, gli avrebbe detto il debitore. “Quindi Salvatore lo aveva colpito”. Uno dei potenziali assassini.
Peccato che il delitto sarebbe maturato nella cerchia familiare, voluto, pianificato e organizzato dalle diaboliche sorelle Bacchio. Secondo il pm Massimiliano Siddi e la procura della repubblica di Viterbo che rappresenta il sostituto titolare del fascicolo.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.