Viterbo – Belcolle – Assenteismo e truffa ai danni dell’Asl
Viterbo – Assenteismo al servizio psichiatrico, solo in due finiscono a processo, non luogo a procedere per gli altri 15 imputati.
Lo ha deciso ieri dopo una lunga camera di consiglio, che si è protratta fino a metà pomeriggio, il gup Savina Poli, dopo che lo stesso pm, in corso di repliche, sentite le difese, aveva fatto analoga richiesta.
Si è chiusa così, a distanza di quattro anni, l’udienza preliminare per i 17 indagati del secondo “filone”. Ad essere stati rinviati a giudizio sono due medici per i quali il processo si aprirà fra poco meno di un anno, a settembre 2023. Tra i difensori, gli avvocati Marco Valerio Mazzatosta,Roberto e Francesco Massatani, Remigio Sicilia, Edoardo Maria Manni, Giovanni Labate e Ercole Rita.
Sono i 17 indagati comparsi per la prima volta lo scorso 27 aprile davanti al giudice delle udienze preliminari del tribunale di Viterbo, contro i quali si è costituita parte civile la Asl, mentre altri 10 imputati sono stati già rinviati a giudizio e per loro il processo si aprirà il 14 dicembre.
In dieci devono rispondere, a vario titolo, di peculato, truffa e per l’appunto assenteismo, in quanto si sarebbero allontanati dai rispettivi uffici durante l’orario di lavoro. Gli altri 17, invece, per i quali si è conclusa ieri l’udienza preliminare, appartengono al secondo troncone dell’inchiesta.
A loro è stato contestato esclusivamente l’articolo 55 quinquies del Testo unico sul pubblico impiego, relativo ai “lavoratori dipendenti di una pubblica amministrazione che attestano falsamente la propria presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustifica l’assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o falsamente attestante uno stato di malattia”.
L’11 ottobre 2018 furono sospesi in quattro, tre medici e un’assistente sociale. tutti in servizio presso il Dipartimento salute mentale della Cittadella della salute in seguito all’indagine per truffa aggravata e falsa attestazione in servizio avviata a dicembre dell’anno precedente dal nucleo investigativo dei carabinieri, coordinati dal pm Franco Pacifici. Decine gli indagati.
Fece scalpore l’indiscrezione secondo cui uno dei sanitari si sarebbe recato alle terme durante l’orario di lavoro.
Tra il 2016 e il 2018, in tre distinte inchieste, sono stati circa una trentina i presunti assenteisti colpiti da provvedimenti di natura penale.
Oltre ai tre dottori e all’assistente sociale in forza al servizio psichiatrico, la ventina di indagati del centro trasfusionale dell’ospedale di Belcolle dei quali si è saputo a fine gennaio 2017 (il processo riprende venerdì davanti al giudice Roberto Colonnello) e i tre medici di guardia assenteisti di Vetralla, due uomini e una donna, sospesi all’inizio di ottobre 2018.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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