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Tribunale - Ambulante testimonia al processo contro quattro imputati del filone "Bassano Romano" dell'operazione Jaxkpot

Accusati di rubare per spacciare, il fruttivendolo: “Gli spinelli erano regalati”

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Viterbo - Carabinieri - Operazione Jackpot

Carabinieri – Operazione Jackpot


Bassano Romano – (sil.co.) – “Vendevo frutta e verdura a Bassano Romano tutti i martedì, lui veniva a fare acquisti e mi regalava ogni volta una canna”. Ha negato di avere mai comprato marijuana da uno degli imputati, un venditore ambulante d’origine campana di 33 anni, rimasto coinvolto nell’operazione Jackpot, in cui figura come assuntore e secondo l’accusa come acquirente di uno dei quattro presunti spacciatori del filone “Bassano Romano” della maxinchiesta del 2015 tuttora imputati davanti al giudice Elisabetta Massini. 

Ma a detta sua gli spinelli erano regalati. Il testimone è stato ascoltato durante l’udienza di ieri del processo ai quattro indagati che hanno scelto il rito ordinario, che si è aperto il 17 febbraio 2018.

Tutti di Bassano Romano, sono tre uomini e una donna, quest’ultima convivente di uno e sorella di un altro. A tradirli un furto commesso il 4 gennaio 2015 ai danni di un bar del paese. Il bilancio del blitz dei carabinieri del 19 gennaio 2016 furono 11 arresti domiciliari, tre obblighi di firma e 16 indagati a piede libero, accusati, a vario titolo, di furto, spaccio e ricettazione. 

Secondo l’accusa “rubavano ogni ‘bendidìo’ per comprare droga da spacciare” e sarebbero stati talmente pratici da nascondere lo stupefacente sotto la lingua quando venivano fermati dai carabinieri piuttosto che gettarla dal finestrino. Oppure da preferire di ingerire gli ovuli di eroina confezionati dai tunisini, piuttosto che dai fornitori di Tor Bella Monaca, perché più resistenti ai succhi gastrici, quindi meno pericolosi da ingoiare. 

Tra gli indagati anche gli spacciatori di Tor Bella Monaca che avrebbero rifornito di stupefacenti i pusher di Bassano Romano, che avrebbero fatto acquisti all’ingrosso di eroina, cocaina e hashish grazie ai proventi delle ruberie. 

Dal furto di monetine al bar, ai furti in grande stile, alla droga. La banda sarebbe stata il terrore dei negozi, dei casolari e delle aziende agricole locali, depredate di motocoltivatori, decespugliatori, motoseghe e altri attrezzi, ritrovati dai carabinieri in parte nascosti nella vegetazione vicino casa e in parte nell’abitazione di uno degli imputati. Coi proventi avrebbero comprato la droga da cedere agli assuntori locali, decine dei quali sentiti dai carabinieri a sommarie informazioni. Spacciatori professionisti, secondo l’accusa. 

Il processo riprenderà il prossimo 14 novembre. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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8 novembre, 2022

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